
Il gigante del software indiano TATA Colsuntancy Sevices LTD (TCS), la stessa multinazionale che produce anche gli autoveicoli, è stata testimone del “dirottamento” (hijacking) del suo dominio ufficiale www.tcs.com. Gli hacker hanno postato un messaggio “in vendita” sul sito, sia in francese che in inglese, facendo intendere che il dominio fosse in vendita.
L’attacco è molto probabilmente un redirezionamento DNS piuttosto che un più semplice attacco DDOS, in quanto risulta simile in tutto per tutto a quello che ha afflitto Twitter lo scorso anno. L’attacco ha generato una serie di domande all’interno della industria IT indiana e in generale per la sicurezza di Internet della nazione.
Se le aziende migliori del settore IT non riescono a creare un sito a prova di hacker, come possono essere al sicuro le aziende più piccole? Il dominio è stato comunque prontamente sistemato e posto in funzione.
Foto | Flickr

MasterCard, la nota multinazionale legata alle carte di credito, si è rivolta al WIPO Arbitration and Mediation Center per ottenere il domain name mastercard-brasil.com. La compagnia possiede tutti i diritti sul marchio “Mastercard”e il dominio conteso contiene proprio il marchio.
Il possessore del dominio è stato accusato di aver agito in cattiva fede, utilizzando un dominio troppo simile al marchio per trarre in inganno gli utenti e rubarne le informazioni private. Dato l’evidente torto in cui si trovata il proprietario del dominio, il Panel ha deciso in favore di Mastercard, ordinandone il trasferimento.
Nomi a dominio simili sono molto ambiti dai truffatori.

Gli ultimi dati riguardanti le vendite di nomi a dominio per il mese di Febbraio sembrano indicare un rallentamento. Sono stati venduti all’asta diversi domini nel corso dei giorni passati, ma nessuna vendita record che desti davvero l’interesse degli appassionati.
Basti pensare che il dominio più quotato della settimana appena trascorsa è stato wo.de, venduto per 20.000 dollari, seguito da 3p.com, venduto per 19.500 dollari. A poca distanza troviamo anche il dominio LTN.com, venduto per 12.501 dollari, mentre il dominio screenprinter.com (relativamente rilevante) è stato acquistato per 4.500 dollari.
Si tratta di un momento di ristagno casuale o il mercato dei domini è in flessione? Attendiamo le prossime vendite interessanti per trarre conclusioni.
Foto | Flickr
Se siete appassionati di data center, li vivete per passione o per lavoro, masticate bene la lingua inglese e adorate gli Haiku (componimento poetico tipico giapponese di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe) potreste mettervi alla prova nel data center haiku contest.
Il “concorso” è aperto fino al 15 Febbraio 2010, i componimenti possono essere inviati al sito o via Twitter. Il premio? Semplicemente una tazza con impresso il vostro Haiku dedicato al mondo dei data center. Le regole sono semplici: non più di tre righe, almeno un riferimento ad una stagione/condizione atmosferica e l’argomento principale obbligatorio sono i data center. Vediamo un paio di esempi:
Yesterday it worked
Today it does not, black cloud
No one hears your screams
Continua a leggere: Data Center: un Haiku Contest per gli appassionati!
Ultimamente tutti i grandi data center cercano (o hanno già trovato) metodi innovativi e creativi per alimentarsi nel rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico. Tra le innovazioni che sembrano prendere piede vi sono alcune strutture che riutilizzano il calore emesso dai server.
Si tratta di una tecnica non ancora mai utilizzata. Un esempio è il data center firm Telecity, che utilizza il calore prodotto in un arboretum per studiare l’effetto dei cambiamenti climatici con una equipe di scienziati. In Svizzera, l’IBM sta utilizzando un data center per riscaldare una piscina!
Speriamo in nuove interessanti evoluzioni.
Via | DatacenterKnowledge
Il primo dominio con estensione .com è stato registrato nel lontano Marzo 1985, inaugurando le prime fasi dell’Internet per il consumo di “massa”. Quasi 25 anni dopo, i domini .com continuano ad aiutare e trasformare le comunicazioni, il commercio e la società intera.
L’operatore ufficiale che regola l’estensione .com, VeriSign, lancerà nel Marzo 2010 una iniziativa per dare un riconoscimento a chi ha cambiato l’economia e la società nel corso di questi 25 anni, anche grazie al .com. Ci sarà una vera e propria celebrazione”25 Years of .com” in Washington DC.
Foto | Flickr

IBM e Disney hanno inaugurato una collaborazione grazie ad un datacenter efficiente. Si tratta dell’IBM SmarterPlanet Exhibit. In mostra, presso l’esibizione, vi è il datacenter modulare di IBM e, poichè la potenza computazionale di questo datacenter supera di gran lunga quella necessaria per gestire l’evento, la potenza computazionale rimanente non viene sprecata, ma fornita gratuitamente alla World Computing Grid.
La World Computer Greed utilizzerà l’energia per scopi umanitari come la ricerca medica, gli studi ambientali e così via.
Via | Siliconindia
Foto | Flickr
Secondo un gruppo di analisti della Quantcast, il Web per cellulari al massimo della sua popolarità. Secondo l’analisi, per non mantenere la propria attività al di fuori di questo fortunato circuito, deve acquistare un dominio .mobi. Perchè farlo? Sono state elencate quattro ragioni fondamentali:
Foto | Flickr

Un recente report rivela come le vendite dei nomi a dominio abbiano portato ad un ricavo complessivo di $102 milioni di dollari per tutto il 2009. Questa cifra dimostra come i ricavi siano diminuiti del 12.5% dal 2008, anno in cui furono raccolti $116.7 milioni di dollari.
Cosa comporta un simile calo nel mondo dei nomi a dominio? Bisogna sempre tenere in mente che si tratta di numeri rappresentativi, che per vari motivi non rispecchiano del tutto il reale numero di vendite evvenute. Inoltre bisogna tenere a mente il fattore prezzi: è possibile che le vendite siano state più numerose, ma a prezzi più contenuti.
Potrebbero esserci state più vendite private di cui non conosciamo il prezzo finale. Inoltre, le vendite dei ccTLD è cresciuta del 28%. Possiamo quindi affermare che il mercato dei nomi a dominio gode ancora di ottima salute.
Foto | Flickr

Windows Azure, il servizio di cloud computing, è stato ufficialmente lanciato in 21 nazioni, tra le quali anche l’Italia. Nei mesi scorsi abbiamo parlato spesso del cloud computing di Microsoft, che pare distinguersi dai concorrenti come Amazon.
Azure si basa su paradigma PaaS e tra i suoi obiettivi vi è quello di offrire una piattaforma nella quale gli sviluppatori possano creare software. Per il momento il cloud di Azure si rivolge soprattutto al mondo enterprise.
Foto | Flickr