
Si chiude bene la settimana delle aste per nomi a dominio con una ulteriore vendita interessante. Il domain name 313.com è stato venduto per $25.000, una discreta cifra per un nome a dominio composto da soli numeri.
Per cosa può essere utilizzato? Ripensando a ciò che il 313 istintivamente mi ricorda, mi viene in mente la gloriosa automobile guidata da Paperino, uno dei personaggi più amati della Disney.
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Quando registriamo un nome a dominio con alcune specifiche estensioni, paghiamo al nostro Registar una tassa che si chiama “ICANN fee”. Si tratta di 18 centesimi di dollaro per anno per dominio, una cifra davvero irrisoria, che però si moltiplica esponenzialmente per chi possiede molti domini.
La tassa amministrativa viene applicata a tutti i domini con estensione .com, .net, .org, .biz, .info, .name, .jobs, .mobi e .asia e viene utilizzata per pagare le operazioni quotidiane effettuate dall’ICANN e, sebbene si tratti di pochi spiccioli, è pian piano cresciuta nel tempo.
Si tratta di un inutile balzello? Visti i corposi salari dei membri dell’ICANN, sembra proprio di sì, ma pare inevitabile.
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Quella dell’estensione .XXX sembra una piccola odissea: dopo la multa affibiata all’ICANN per non averla accettata come estensione, dopo le dichiarazioni del Registry deciso a perseguire la causa, l’ICANN sembrava voler riconsiderare l’opportunità di accettare l’estensione.
A quanto pare, invece, oggi durante il 37esimo Meeting dell’ICANN a Nairobi è stata votata la decisione di rimandare l’esame dell’estensione, per una eventuale approvazione.
Tra le altre decisioni importanti prese dall’ICANN, sembra che non ci sarà comproprietà tra Registry e Registrar per i nuovi gTLD accettati.
Per quanto riguarda l’estensione .XXX, il board ha deciso di creare un report delle possibili opzioni nel processo di riesame futuro. Il report sarà aperto al pubblico per circa 45 giorni.
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Utilizzare un servizio di whois privacy o un proxy per registrare un sito, come abbiamo visto in precedenza, potrebbe non essere sicuro come sembra. Nuovi studi dimostrano come utilizzare servizi simili vi espone al potenziale e paradossale pericolo che le vostre informazioni vengano maggiormente divulgate.
Esistono due tipi di così detti “whois security services”: privacy e proxy. I risultati preliminari di un ulteriore studio sulla whois privacy mostra come più del 25% dei domain name utilizzino qualche tipo di servizio whois identity protection. Quando qualcuno però fa causa al proprietario del dominio o tenta un arbitraggio, il servizio proxy non garantisce più alcuna privacy.
Se quindi i cybersquatter vogliono tentare la strada della privacy, un semplice arbitraggio li può smascherare in tempi brevi.
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Anche American Express si unisce alla lunga lista di compagnie che tentano la strada dell’arbitraggio per ottenere il proprio dominio .me. La compagnia si è rivolta al WIPO per ottenere AmericanExpress.me, al momento posseduto da un cittadino americano del New Jersey, che lo tiene parcheggiato con pubblicità che sponsorizzano carte di credito American Express.
Tra le altre compagnie che stanno tentando la strada della disputa per ottenere il proprio dominio .me troviamo Overstock, Mozilla, Firefox, ExxonMobil, Sprite e Porsche.
Tra le altre notizie UDRP, sembra che Samsung stia raccogliendo i primi frutti degli arbitraggi iniziati nei mesi scorsi. La compagnia ha infatti ottenuto Samsung.cd (Congo), Samsung.la (Laos) e Samsung.md (Moldova). Attualmente attende di mettere le mani su Samsung.nu, Samsung.as, Samsung.com.ve, Samsung.bz e Samsung.tm.
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Un interessante caso UDRP sottoposto al National Arbitration Forum dimostra come il fenomeno del typosquatting si evolva, venendo anche sfruttato in alcuni casi.
La compagnia che detiene il dominio CanadaDrugs.com, una popolare farmacia online, ha sporto denuncia contro il proprietario del dominio CanadaRugs.com, un dominio parcheggiato contenente link a vendita di tappeti (rugs).
I proprietari di CanadaDrugs.com cercano di sostenere che il dominio CanadaRugs.com sia un tentativo di typosquatting:
Continua a leggere: Typosquatting: CanadaDrugs.com contro CanadaRugs.com
Dopo un periodo leggermente piatto in ambito di vendite di domain name, questa settimana stiamo assistendo a numerose vendite da capogiro. Abbiamo visto le cifre record con le quali sono stati acquistati i domain name Guns.com e Guagua.com e oggi parliamo di MusicVideos.com.
MusicVideos.com è stato acquistato all’asta per ben $250.000. Secondo i dati diffusi, MusicVideos.com riceve oltre 21.000 visitatori unici al mese e oltre 23.000 visite totale al mese, con una crescita esponenziale soprattutto nell’ultimo anno.
Il dominio è certamente rilevante, semplice da ricordare e generico abbastanza da essere adeguatamente sfruttato.
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Ancora buone notizie dal 37esimo Meeting dell’ICANN a Nairobi, Kenya. Non si conoscono ancora i dettagli precisi, ma il CEO e presidente dell’ICANN, Rod Beckstrom, ha scambiato le lettere d’intesa con Berry Amol, il manager dell’estensione di nome a dominio .PG.
L’estensione .PG è gestita, concessa e amministrata dalla Papua New Guinea University of Technology. Berry Amol si è dichiarato estremamente emozionato per l’evento.

La città svizzera di Basilea è entrata a far parte della lunga lista di città che sono interessate ad un proprio Top Level Domain ed hanno presentato domanda all’ICANN, domanda che verrà forse approvata nel 2011.
L’amministrazione di Basilea è interessata al gTLD per motivi economici: l’estensione .BASEL potrebbe apportare benefici e supporto alla comunità della città.
I rappresentanti politici del cantone hanno organizzato un meeting per maggio con la camera di commercio, le associazioni del commercio e del turismo, l’università della città e altri possibili associazioni interessate nell’utilizzo dell’estensione.
Non esiste ancora un Registry che si occupi delle future registrazioni per l’estensione .BASEL.
Via | Badische Zeitung
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Dopo la aver preso una sonora multa per aver rifiutato l’estensione .XXX e dopo le richieste (e minacce di causa) del Registry ICM, l’ICANN ha deciso di riconsiderare l’estensione. Secondo una informazione trapelata, se ne discuterà questo Venerdì al Meeting dell’ICANN attualmente in corso a Nairobi.
Si arriverà ad un accordo finalmente? L’ICANN ha considerato e poi rifiutato l’estensione .XXX per ben tre volte prima d’ora. In ogni caso, c’è davvero bisogno di una estensione simile? Chi la promuove ritiene che identifichi più facilmente i contenuti pornografici su Internet, rendendo più semplice all’utente determinare se visitare o meno un sito.
Motivazioni che ancora non convincono del tutto.
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