Anthony Hopkins ottiene AnthonyHopkins.com

pubblicato da Claudia

Anthony Hopkins Il National Arbitration Forum ha reso noto che un altro grande attore ha fatto ricordo ad una procedura di arbitraggio: Anthony Hopkins ha combattuto ed ottenuto il nome a dominio AnthonyHopkins.com.

Il celebre attore ha infatti avanzato i propri diritti sul nome proprio, sebbene non ne detenga il marchio registrato. In ogni caso la registrazione del nome non è richiesta in quanto Hopkins può far valere i diritti legati al proprio nome e all’utilizzo che ne viene fatto.

Secondo l’accusa, inoltre, il proprietario del dominio conteso avrebbe volontariamente creato confusione ed attratto il pubblico con intenti commerciali. Il dominio è stato prontamente trasferito dal Panel.

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condividi condividi 0 commenti martedì 31 agosto 2010

Facebook fa causa a Teachbook.com

pubblicato da Gianluca Pezzi

Delirio di onnipotenza in casa Facebook.

Il gigante dei social network avrebbe intentato una causa contro la start-up Teachbook.com, un social network per insegnanti. Il motivo? Secondo i legali di Facebook, è la parola “book”, altamente distintiva nel contesto delle comunità online.

L’accusa è oltremodo ridicola, quando si pensa che “book” è una parola comune, e che gli insegnanti ovviamente utilizzano i libri. ma non solo: come scritto da TGDaily, anche il termine “facebook” era una parola comune per indicare l’annuario degli studenti. Il famoso librone con tutte le foto degli studenti visto in molti film e telefilm.

La causa è importante perchè, in caso di vittoria, il mondo delle dispute cambierebbe radicalmente. Seguiremo gli sviluppi.

condividi condividi 2 commenti giovedì 26 agosto 2010
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BioShock.com: la Take-Two Interactive Software non vince la causa

pubblicato da Claudia

bioshock

La Take-Two Interactive Software, compagnia che ha pubblicato grandi titoli nell’ambito dei videogiochi tra i quali la serie Grand Theft Auto e BioShock, ha perso un arbitraggio a riguardo dell’assegnazione del nome a dominio BioShock.com.

La Take-Two ha richiesto il marchio registrato sul termine BioShock nel 2005 con “intenzione di utilizzo”, utilizzandone poi il marchio ufficialmente nel 2007 sul mercato. La compagnia sottolinea come si sapesse dell’intenzione di creare il gioco BioShock già nel 2005, prima che Frank Schilling’s Name Administration acquisisse il dominio contestato proprio in quel periodo.

Anche la Johnson & Johnson ha tentato di ottenere il marchio registrato sul termine BioShock per altri utilizzi, abbandonando poi l’impresa. Il dominio risulta quindi generico, in quanto conteso da più compagnie per scopi molto diversi tra loro; ecco perchè il Panelist del WIPO ha ritenuto che il dominio non fosse stato registrato in cattiva fede. Ecco come la Take-Two non possa avanzare richieste, perdendo l’arbitraggio.

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Pamela Anderson combatte per un nome a dominio

pubblicato da Claudia

Pamela Anderson

Dopo Paris Hilton, anche Pamela Anderson si unisce al gruppo di vip che combattono per un nome a dominio. La prosperosa attrice americana si è rivolta al National Arbitration Center per ottenere il nome a dominio PamAnderson.com, registrato nel Marzo 1997 secondo i dati di whois. Non si tratterebbe del primo caso di disputa affrontato dalla Anderson, che più di una volta si è trovata a reclamare domini troppo simili al proprio nome.

Ormai è prassi stabilita presso i Panelist che i nomi propri delle celebrità siano considerati come protetti da diritti, quindi, se non ci saranno grossi cambiamenti, è quasi certo che la disputa verrà vinta dalla Anderson. Attendiamo di sapere come si concluderà il caso.

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Facebook ottiene Facebook.me

pubblicato da Claudia

facebook.me

Il gigante dei social network Facebook ha appena ottenuto il nome a dominio Facebook.me grazie alla sentenza pronunciata da un panelist del WIPO. Si è trattato di una vicenda giudiziaria molto lunga. Secondo quanto emerge dai documenti, Amjad Abbas sarebbe stato accusato da Facebook di aver messo il dominio in vendita insieme ad altri per un prezzo minimo d’asta di $2.000. Anche gli altri domini messi in vendita non sono certo meno a rischio cybersquatting: altagoogle.com, oracle.me e trump.me.

Abbas si è giustificato dicendo di aver acquistato molti domini .me, .com e .net, che avrebbe conservato per più di sei anni per ragioni di collezionismo, soprattutto per quanto riguarda i domini unici. L’intenzione non era quindi quello di utilizzare i domini in cattiva fede, ma semplicemente di far puntare il domain name alla propria pagina personale di Facebook, così da avere “la pagina personale di Facebook più unica nel mondo”.

Abbas ha acquistato Facebook.me per $5.115.

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ICANN: il rapporto con i nuovi provider di servizi UDRP nuovamente in agenda

pubblicato da Claudia

ICANN UDRP

Abbiamo visto nei mesi scorsi come all’ICANN fosse stato richiesto di considerare i nuovi provider UDRP, tanto da rivederne i rapporti e considerare di stringervi contratti. L’argomento era stato messo in agenda per un precedente evento ma, a causa della mancanza di tempo, non è stato discusso.

Pare che il rapporto con i nuovi provider UDRP sia tornato in agenda per il prossimo meeting ICANN previsto per il 5 Agosto 2010. Si parlerà non solo del rapporto ICANN-provider di servizi UDRP, ma anche delle caratteristiche essenziali richieste per diventare un simile provider.

Pare che una nuova entità abbia richiesto all’ICANN di diventare UDRP provider. Attendiamo di saperne di più.

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La donna con la vita più stretta al mondo...Vince un nome a dominio!

pubblicato da Claudia

Cathie Jung

Cathie Jung, famosa per essere sul libro dei Guinness Dei Primati Mondiali come la donna “con la vita più stretta in una persona vivente”, con un giro vita di soli 38.1 centimetri, ha vinto il nome a dominio CathieJung.com.

La Jung si era rivolta all’Anticybersquatting Consumer Protection Act, con una denuncia specificamente rivolta al domain name e non a chi lo ha registrato, nello scorso Dicembre del 2009. Come la donna ha raccontato, il dominio era stato registrato da un disegnatore di corsetti e sembra che venisse sfruttato per farsi pubblicità.

Dopo mesi di attesa e trasferimento della causa, la Jung ha ottenuto il proprio nome a dominio.

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Domain Hack: DealsPl.us non ottiene DealsPlus.com

pubblicato da Claudia

DealsPl.us

Scegliere un nome a dominio basato su un “domain hack” non è mai una buona idea. Con “domain hack” si intende quando il top level domain (ovvero l’estensione) viene presa come parte della keyword oggetto del dominio. Un esempio di come il domain hack non paghi, lo ha offerto il World Intellectual Property Organization (WIPO) con una decisione.

Sazze Inc, la compagnia che ha registrato il dominio hack DealsPl.us, ha perso la causa contro i proprietari del dominio DealsPlus.com. DealsPl.us è un grosso sito Web che riceve milioni di visite uniche al mese, ma la scelta del dominio non è stata delle più immediate e felici. Nel tentativo di ottenere il dominio migliore e più facile da ricordare, la Sazze ha richiesto un arbitraggio, ma il Panelist ritiene che DealsPlus.com non sia stato registrato, né venga usato in cattiva fede.

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Dolce e Gabbana ha ottenuto un dominio

pubblicato da Claudia

Dolce e Gabbana

Dolce & Gabbana, casa di moda italiana molto amata e conosciuta in tutto il mondo, si è trovata a dover disputare un nome a dominio tramite il WIPO Arbitration and Mediation Center. Il dominio oggetto della disputa è dandg.com, che è sembrato troppo simile al marchio registrato “D&G”.

Il dominio contestato era stato anche messo all’asta, ma il WIPO ha l’ha bloccato consegnandola alla casa di moda.

Foto | Flickr

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Paris Hilton nel mondo della dispute per nomi a dominio

pubblicato da Claudia

Paris Hilton

Anche la ricca e capricciosa ereditiera Paris Hilton si è dovuta rivolgere al WIPO Arbitration and Mediation Center reclamando i diritti sul nome a dominio paris-hilton-perfume.net. “Paris Hilton” non è solo il nome dell’amata/odiata celebrità (??), ma anche un marchio registrato che rappresenta la sua linea di abiti e profumi per uomo e animali.

Il dominio Paris-hilton-perfume.net è stato registrato da Troy Rushton il 31 Marzo 2010 e, sebbene il caso non sia risolto, sappiamo bene come si concluderà. Cosa spinge persone come Rushton a scontrarsi con i grandi nomi, pur di mantenere un dominio?

Foto | Flickr

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