
Tra le recenti vendite di nomi a dominio degne di nota troviamo un record importante: la vendita del domain name Guns.com venduto per ben $800.000. Si tratta della vendita più alta di un dominio con estensione .com fino ad ora avvenuta nel 2010, nonchè una delle più remunerative in generale tra tutte le estensioni.
Il dominio Guns.com sembra ricevere più di 13.000 visitatori unici al mese, registrando una mostruosa crescita di traffico soprattutto ultimamente. Guns in inglese significa “pistole”, ecco che quindi comprendiamo il potenziale di un dominio (che definirei premium) così rilevante e semplice da ricordare.
Tra le altre vendite degne di nota troviamo Transpower.nl, acquistato per 15.500 euro.
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Abbiamo parlato approfonditamente dei nuovi TLD in corso di approvazione dall’ICANN e spesso i nostri commentatori hanno espresso il proprio parere non del tutto favorevole: nuovi TLD e domini in caratteri non latini apportano maggiore confusione nel mare magnum di Internet.
Anche Wired, in un articolo di David Farber, sembra essere dello stesso parere:
Non credo che aggiungere nuovi TLD crei innovazione. Credo che ciò crei una rapida confusione.
Continua a leggere: Nuovi TLD: più confusione che innovazione?

Volendo dare una risposta veloce alla domanda, i registrar hanno due name server perchè devono rifarsi alla normativa RFC 1034, pubblicata dall’Internet Engineering Task Force (IETF). Ma c’è una buona ragione per tutto ciò.
L’intento dello standard è quello di assicurare che i i name server siano dotati di ridondanza. Se uno dei due server cade, è sempre “vivo” il secondo, mantenendo così infatti intatta la possibilità di instradare gli utenti internet verso i siti registrati presso i fornitori di nome a dominio. Inoltre, i siti con carichi pesanti possono esssere ripartiti tra due name server.
Per le ragioni di cui sopra, l’intento è, quando sia possibile, di avere due name server diversi, in due luoghi diversi, i quali sfruttino due diversi indirizzi IP. Se avete un vostro server e non vi potete appoggiare ad un altro server per il DNS, si raccomanda di sfruttare uno dei tanti servizi di DNS a basso costo: si salvano così, tempo, denaro e si aderisce meglio agli standard.
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Due interessanti aste di nomi a dominio sono appena state concluse. Il nome a dominio Mo.de è stato venduto per 21.160 dollari; una cifra interessante per un dominio di due caratteri che, in combinazione con l’estensione .de, crea la parola Mode, piuttosto esclusiva ed interessante.
L‘estensione .de è legata alla Germania e gode di un ottimo mercato ultimamente, soprattutto quando si tratta di nomi a dominio di pochi caratteri. Anche non volendo utilizzare il gioco dei suoi MO-DE, esistono molte imprese che possono utilizzare la sigla MO.
Decisamente più controversa è la vendita di un altro dominio: iPadporn.com. Come saprete, iPad è l’ultimo gioiello di casa Apple e ha destato interesse anche nel mondo dei domain name proprio perchè Apple non ha registrato alcun dominio, lasciando aperto il mercato ai cybersquatter incalliti. Cosa farà Apple nei confronti di questo domain name? Si appellerà al WIPO presentando richiesta di arbitraggio?
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Tra le importanti vendite all’asta di domain name figura anche un dominio tutto italiano: Risultati.it. Il dominio è stato acquistato all’asta per 32.000 euro, attestandosi tra le vendite più remunerative in ambito di country code top level domain (ccTLD).
La cifra non è astronomica, ma è certamente importante per un dominio con una rilevanza simile. Risultati.it è immediato, semplice da ricordare e utilizzabile per siti che riportino risultati sportivi, magari legati al dorato mondo delle scommesse.
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Qant.as, un dominio che ricorda molto la compagnia Australiana di volo Qantas, è stato venduto per 1.35 milioni di dollari. L’ex proprietario del dominio, Dominic Holland, ha dichiarato:
Il nome a dominio Qant.as potrebbe essere rubato da un competitor per danneggiare gli affari della Qantas per milioni di dollari
Il country code top level domain (ccTLD) .as è una estensione utilizzata per le isole Samoa. La questione ora è questa: il domain name in questione viola i marchi della linea aerea? Teoricamente non dovrebbe, in quanto l’estensione non è considerata normalmente parte del domain name, ma non resta che attendere eventuali reazioni.
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URL2Domain è un nuovo strumento che consente di effettuare lo scan di intere pagine web per trovare parole che non siano ancora state registrate con estensione top level domain .com.
Tutto ciò che va fatto è copiare l’URL da scannerizzare, copiarlo nel box apposito di URL2Domain.com e far partire lo scan. Lo strumento visualizza man mano i progressi dello scan, ogni singola parola presente sulla pagina e la disponibilità della stessa come domain name con estensione .com.
Come potrete intuire, non esistono ancora molte parole libere con estensione .com e otterrete risultati migliori su siti che non utilizzano terminologie specifiche.
Uno degli aspetti più controversi delle policy di risoluzione per le dispute di nomi a dominio (UDRP), è il reverse domain name hijacking (RDNH). Il proprietario di un dominio può chiedere al Panel di scoprire se il ricorrente ha presentato denuncia in cattiva fede, tentando di dirottare verso di sé il nome a dominio (tecnicamente il rispondente non dovrebbe nemmeno inoltrare una richiesta di RDNH, dovrebbe essere direttamente il Panel a verificarlo).
Se la denuncia viene ritenuta fraudolenta, il ricorrente ne paga le conseguenze. Confrontando diverse sentenze dell’UDRP, ciò che emerge è che se il panelist ritiene che il denunciante sia troppo stupido, ignorante o impossibilitato ad assumere un avvocato per gestire il caso, non verrà decretato un caso di RDNH nei suoi confronti.
Un esempio recente è Imagem.com, un nome a dominio posseduto da NameMedia. Il ricorrente, CP Masters B.V., una società olandese proprietaria del marchio Imagem, aveva presentato ricorso quale legittima proprietaria del marchio (registrato nel 2008), senza sapere però che il ricorrente aveva registrato tale dominio già nel 2004, quando il marchio non esisteva ancora. La disputa è stata quindi risolta a favore del rispondente, ma riconoscendo la buona fede del ricorrente, che non sapeva dei tempi di registrazione antecedenti al dominio.

Abbiamo visto come l’ICANN sia stato multato per ben $475.000 a seguito di una querelle con il Registry per l’estensione .XXX. L’ICANN si sarebbe infatti rifiutato di ufficializzare ed accettare l’estensione per ben tre volte. Il Registry ICM ha avuto la meglio e uno dei risposanbili avrebbe deciso di rivolgersi all’ICANN tramite una lettera.
I punti salienti della lettera dicono:
Spero, come per le altre comunità, che l’ICANN voglia accettare la decisione del Panel (riguardo alla multa) e sfruttarla per migliorare i propri meccanismi, restituendo fiducia nell’istituzione. Dando per scontato che l’organizzazione accolga i propri obblighi e rispetti le conclusioni tratte dal Panel composto da giudici internazionali, crediamo che sia ora di primaria importanza che l’ICANN permetta un accordo veloce con il Registry ICM per l’approvazione del top level domain .xxx.
Esistono tanti domini acquistati che hanno grande rilevanza e potenziale, ma non apportano alcun guadagno significativo ai propri possessori. Esistono invece domini mediocri che vengono acquistati per cifre di tutto rispetto. Da cosa dipende ciò? Dipende dal potenziale del dominio, che non si limita alla rilevanza del domain name.
Per accrescere il valore di un domain name è importante svilupparlo. Chi vi vende il dominio si occupa solo della fase di compravendita, per renderlo remunerativo dovete occuparvi di sviluppare un sito adeguato che ne supporti la rilevanza. Sono importanti le informazioni, un buon aspetto e lavorare sul traffico, oltre a confermarne la sicurezza e l’utilità.
Un dominio ben sviluppato, grazie ad un sito pensato adeguatamente, può accrescere di molto il proprio valore.
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