
Pat Trueman, l’ex Capo dell’U.S. Department of Justice Child Exploitation and Obscenity Section (dipartimento di giustizia che si occupa degli abusi sui minori e delle oscenità) ha commentato l’approvazione dell’estensione .XXX da parte dell’ICANN defininendola “folle ed inutile”.
Secondo Trueman, il board dell’ICANN è stato coinvolto nella decisione più di quanto fosse necessario, spinti da una sentenza non vincolante da parte del registry ICM poichè non è stato seguito adeguatamente il processo. L’ICANN non avrebbe dovuto cambiare la propria posizione iniziale contro il TLD .XXX, che renderà la pornografia ancora più facilmente raggiungibile dai minori: sarà ora sufficiente che i bambini digitino .xxx al termine di un nome a dominio per trovarsi di fronte ad un contenuto per adulti.
Secondo Trueman, inoltre, utilizzare dei filtri non aiuterà molto; solo il 20% delle famiglie ne conosce l’utilizzo. Ancora una volta viene sottolineato come l’unico a volere questa estensione sia il Registry ICM, dato che persino il mondo dell’industria pornografica si è detta contraria.
Voi cosa ne pensate?
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Dopo lunghe ed estenuanti vicissitudini sull’approvazione dell’estensione .XXX, a lungo rifiutata, il board dell’ICANN ha approvato la risolzione che permette al Registry ICM di portare avanti la procedura per ottenere il Top Level Domain ufficialmente. Esistono ancora lunghi passaggi prima che ciò avvenga: lo staff deve condurre analisi approfondite per assicurare che la richiesta dell’ICM sia ancora attuale e non ci siano stati cambiamenti nelle qualifiche del Registry.
Se questo primo passo avviene con successo, l’ICANN negozierà con l’ICM per ottenere una bozza di contratto. Successivamente all’approvazione del GAC Governmental Advisory Committee), il board deciderà se approvare il contratto definitivamente. Un passo potrebbe rallentare tutto il procedimento: una nuova votazione formale del board dell’ICANN per l’approvazione ufficiale dell’estensione .XXX come TLD definitivo.
Attendiamo di sapere quali altre peripezie vadano affrontate.
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L’ICANN ha approvato la richiesta di due ccTLD in caratteri cinesi per la Cina, due per Taiwan e uno per Hong Kong. Tutto ciò sarebbe avvenuto durante il meeting dell’ICANN a Bruxelles, durante il quale il CEO Rod Beckstrom ha dichiarato:
Solo una breve affermazione per sottolineare quanto sia storico questo momento. Più di una persona su cinque al mondo parla Cinese come prima lingua. Oltre all’incredibile lavoro di ingegnerizzazione richiesto per anni, il lavoro sulle policy, il lavoro degli esperti di lingua e gli ultimi sei mesi di lavoro degli operatori Cinesi che hanno proposto questi ccTLD IDN, vi è l’intenso lavoro dello staff dell’ICANN e della comunità. È importante per tutti noi.
Dopo aver accettato questo IDN, durante il meeting si è manifestato l’entusiasmo generale.
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Forse ricorderete quella che abbiamo ribattezzato come iPad saga, ovvero tutto il discorso legato ai domain name contenenti la parola “iPad” non registrati e non contastati da Apple, che non ha mai registrato iPad.com o simili.
Lo stesso discorso sembra valere, almeno per il momento, anche per iPhone 4. Per pura curiosità ho digitato www.iPhone4.com e sono stata reindirizzata su un forum di appassionati e possessori del Melafonino. Andando a scovare i dati di WhoIs, scopro che è stata utilizzata l’opzione della privacy, ma risulta comunque interessante notare la storia del dominio in questione:
Registrar History: 2 registrars
NS History: 17 changes on 10 unique name servers over 7 years.
IP History: 12 changes on 9 unique name servers over 4 years.
Whois History: 124 records have been archived since 2007-11-15 .
Reverse IP: 18 other sites hosted on this server.Domain iphone4.com:
Whois Privacy Services Pty Ltd
Domain Hostmaster, Customer ID : 16460526788554GPO Box 1717
Brisbane, QLD 4001 AUAdministrative contact:
Technical contact:
Billing contact:
Whois Privacy Services Pty Ltd
Domain Hostmaster, Customer ID : 16460526788554GPO Box 1717
Brisbane, QLD 4001 AU
Phone: Phone: +61.730070090
Fax: Phone: +61.730070091Record dates:
Record created on: 2006-08-11 23:30:57 UTC
Record modified on: 2010-06-23 12:06:35 UTC
Record expires on: 2019-08-11 UTCNameservers:
ns2.smonty.net:
ns1.smonty.net:
Sarà interessante monitorare nei prossimi giorni i nomi a dominio in vendita relativi ad iPhone 4.
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Il servizio di cloud compunting SaaS Google Apps ha aggiunto una interessante possibilità nella versione Enterprise: è possibile gestire un account multidominio, così da poter avere sotto mano complesse strutture organizzative con più domini sempre a portata di mano. Vi è inoltre la possibilità di condividere Google Docs e il calendario di Calendar con gli utenti che posseggono i domini inseriti.
Se la provate e volete farci sapere le vostre impressioni sarebbe molto interessante.
Qual è il problema numero uno riscontrato dalle compagnie di domain parking? La frode. Solo l’1% degli account richiesti a queste compagnie viene preso in considerazione, poichè il 99% cerca di ottenere un account per perpetrare frodi.
Gli scammer usano avanzare più domande fittizie contemporaneamente, con la speranza che almeno una sfugga all’attento controllo e venga presa in considerazione. Ciò che le compagnie di domain parking hanno notato, però, è che gli scammer sono diventati molto più aggressivi ultimamente.
Uno dei tentativi meglio riusciti è quello di inviare una email alla compagnia di parking dichiarando di aver lavorato per il possessore di un vasto portfolio di domini. Chiedendo una teleconferenza per discutere del servizio richiesto, lo scammer è stato smascherato. Le armi utilizzate dagli scammer sono molte, in realtà: rubando il numero di previdenza sociale o l’ID con cui vengono pagate le tasse di un domainer, gli scammer a volte riescono ad ottenere un account.
I domain possono arginare la situazione non rispondendo a mail che includono link a compagnie di parking fittizie e non rispondendo alle richieste di acquisto di un account di parking tramite forum.
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AOL continua la propria battaglia per ottenere il brevetto su un nome a dominio che neanche possiede realmente, Ad.com. Il 21 Giugno scorso, un addetto all’U.S. Patent and Trademark Office ha respinto nuovamente la richiesta ritenendolo troppo generico.
Secondo l’esaminatore, infatti, Ad.com è a mala pena descrittivo dei servizi che AOL offre. In tutta risposta, AOL ha modificato la richiesta aggiungendo come motivazione il “carattere distintivo acquisito dal dominio” rispetto alla propria società.
Il dominio è indubbiamente troppo generico perchè AOL possa brevettarlo, se pensiamo che Ad è l’abbreviazione di Advertising, quindi pubblicità. Quanto oltre si spingerà questa farsa? Attendiamo di sapere come verrà accolta la domanda modificata.
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Si è aperto ieri a Bruxelles, Belgio, il 38esimo meeting internazionale dell’ICANN. Come abbiamo potuto vedere precedentemente, il discorso d’apertura dell’evento verteva sulla sicurezza del DNS: la richiesta da parte di Rod Beckstrom è, ancora una volta, quella che gli organi internazionali collaborino con l’ICANN nell’instaurare un regime di sicurezza su Internet, proteggendo il DNS dagli attacchi dei malintenzionati.
Vediamo ora gli altri argomenti che verranno discussi nei prossimi giorni:
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Il CEO dell’ICANN, Rod Beckstrom, ha pubblicamente dichiarato che, per difendere l’Internet Domain Name System (DNS) contro gli attacchi dei malintenzionati, è richiesta una maggiore collaborazione e cooperazione internazionale, oltre ad obiettivi e dati concreti.
Citando il “proprio forte impegno personale nell’assicurare la sicurezza, la stabilitò e l’unità dell’Internet Globale“, Rod Beckstrom ha sottolineato come sia fondamentale la coordinazione tra entità internazionali che si occupano della regolamentazione di Internet, poichè l’ICANN non può risolvere tutti i problemi da solo. È necessario che l’ICANN possa lavorare al fianco di piccole e grandi organizzazioni, formali ed informali, per lottare contro gli attacchi alla sicurezza.
Il punto di partenza di questo discorso è che la sicurezza online possa essere migliorata sempre di più. La sessione di apertura del 38esimo meeting internazionale dell’ICANN in Belgio si è concentrata proprio su questi aspetti, sull’importanza del DNS per un Internet funzionante, come centro della comunicazione globale. I danni al DNS significherebbero danni globali all’economia e all’industria.
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L’asta di un nome a dominio può aiutare a stabilirne inequivocabilmente il valore economico. Questa è l’esperienza degli ex possessori del dominio record Slots.com che, mettendolo all’asta, sono stati in grado di capirne il valore.
Paul Barton, un avvocato in ambito tecnologico, si è occupato di firmare l’accordo per la messa all’asta, sottolineando come fosse stato difficile stabilire un prezzo attuale per il dominio abbastanza adeguato al valore potenziale.
Il processo di messa all’asta, con tutti i preliminari, hanno aiutato ad avere una prova concreta del valore di mercato di Slots.com, aiutando i possessori ad adeguare il prezzo e guadagnarne molto.