Per scoprire quali programmi stiano attualmente girando sul nostro server, Linux e i sistemi operativi Unix hanno un comodo comando che vi permette di visualizzare i processi attivi in diversi modi.
Il comando il questione è chiamato “ps”. Per visualizzare velocemente qualsiasi processo attivo sul vostro server, digitate il comando:
Se desiderate vedere le informazioni legate soltanto a programmi con un nome specifico, esiste il comando
Per saperne di più sul comando “ps”, digitate il comando “man ps”.
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Se vi state chiedendo dove siano localizzati i log sul vostro server dedicato, sappiate che la maggior parte di questi su un sistema operativo Linux si troveranno nella directory /var/log.
In quella directory troverete i log legati al main system, kernel, network, hardware, Apache, MySQL e qualche volta anche alle applicazioni di terze parti eventualmente installate.
Esistono diversi modi per visualizzare i log. Se volete vedere il log “messages”, il comando
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Quando vi occupate della gestione di un server dedicato, è di estrema importanza monitorare l’utilizzo del disco. Lo spazio presente sul disco puù infatti ridursi in tempi brevi ed è necessario essere sempre certi di avere lo spazio libero adeguato per il vostro sito o per i siti che ospitate.
Linux, come altri sistemi operativi Unix, ha un utile strumento chiamato “du” che vi viene in aiuto in questo caso:
Per maggiori informazioni sullo strumento “du“, scrivete nella riga di comando “man du”.
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IBM ha recentemente presentato un nuovo software in grado di aiutare le aziende a gestire tutti gli ambienti virtuali legati ai data center. Il gestore di sistema VMControl Enterprise Edition, unito al software IBM Trivoli, permetterà la combinazione di server fisici e virtuali per essere controllati come unica entità.
Questo sistema di gestione, conosciuto come “system pooling”, estende i vantaggi offerti dalla virtualizzazione dei server, semplificando i controlli delle funzioni e permettendo la condivisione semplice delle risorse dei data center, come la CPU, le memorie e i dispositivi di storage.
VMControl Enterprise supporta le tecnologie di virtualizzazione PowerVM e z/VM, oltre alle piattaforme 64 bit. Sarà disponibile a partire da dicembre, arricchito dal supporto ad altre piattaforme che verranno lanciate nel corso del 2010.
Via | Datacenter Knowledge

Google non ha mai ammesso quanti server esattamente utilizzasse nei propri data center. Una recente presentazione degli ingegneri di Google ha dimostrato come il colosso si stia preparando a gestire una cifra spaventosa di server: circa 10 milioni di server per il futuro.
Jeff Dean, uno dei responsabili dell’ultimo keynote ha parlato del computing system su larga scala, discutendo anche di alcuni dettagli tecnici rispetto all’infrastruttura della compagnia, composta da dozzine di data center sparsi per il mondo.
Dean ha anche parlato di un nuovo sistema di archiviazione e computazione chiamato Spanner, il quale cercherà di automatizzare il sistema di gestione dei vari servizi Google tra più data center, il che include l’assegnazione automatica delle risorse tra “intere flotte di macchine”.

Nei giorni scorsi abbiamo parlato della perdita di tutti i dati per gli utenti di cellulari Sidekick a causa di una falla non ancora identificata nei server di Microsoft. Finalmente la compagnia di Microsoft ha annunciato di aver recuperato tutte, o quasi, le informazioni perse:
Annunciamo con gioia di aver recuperato la maggior parte dei dati persi, se non tutti. Abbiamo in programma di iniziare il ripristino dei dati personali degli utenti il prima possibile, incominciando con i contatti personali, proseguendo poi con il resto delle informazioni. Continueremo a lavorare contro il tempo per recuperare anche i calendari, le note, le liste personali, le fotografie e gli appunti.
Il recupero di questi dati è assolutamente importante per l’immagine di Microsoft, abbastanza offuscata da questo “piccolo” incidente. Secondo gli analisti, mentre gli utenti di Sidekick attendevano una soluzione, molti sono migrati verso altri modelli di cellulari e compagnie telefoniche.
L’annuncio segna una svolta importante in una storia che ha suscitato un dibattito diffuso circa l’affidabilità dell’archiviazione dei cloud data. I particolari riguardo la falla sono ancora confusi e poco chiari. Microsoft ha parlato solo di un “system failure” che avrebbe causato la perdita di dati nel data base core, avendo poi effetti anche sul backup.
Via | Datacenter Knowledge
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Lunedì notte il ccTLD .SE, estensione dei nomi a dominio legati alla Svezia, è completamente scomparso da Internet per circa 20 minuti dalle ore 20 locali. La Internet Infrastructure Foundation ha rilasciato il giorno successivo una dichiarazione sull’accaduto: era stato pianificato un lavoro di manutenzione proprio per lunedì quando un file corrotto ha interrotto il servizio alle 21.45.
La causa è stata trovata in una update del software avvenuta in modo non corretto e non rilevata dalle procedure di test. Grazie ad un buon sistema di sorveglianza, l’errore è stato identificato immediatamente e un nuovo file con i dati DNS è stato distribuito nel corso di un’ora.
Il file corrotto è riuscito a rendere inservibili tutti i domini .SE per un breve periodo e il problema potrebbe verificarsi nuovamente nel caso in cui non fosse stato sostituito su tutti i server.
Via | Domain Name News
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Ha fatto il giro del mondo la notizia di una disastrosa perdita di dati dalla motivazione quasi incomprensibile: la compagnia telefonica T-Mobile è stata messa in allarme dagli utenti del telefono cellulare Sidekick poichè tutti i loro dati risultavano persi a causa di una falla nei loro server. T-Mobile ha risposto a tutti i clienti di non spegnere il proprio cellulare e fare in modo che non si scarichi la batteria.
A molti utenti è sembrato uno scherzo di cattivo gusto, ma si tratta di pura realtà. T-Mobile avrebbe allertato i clienti scrivendo il seguente messaggio su un forum:
Purtroppo, secondo il recente tentativo di recupero del sistema Danger di Microsoft, dobbiamo informarvi che le informazioni personali contenute nel vostro cellulare Sidekick – come i contatti, gli eventi sul calendario, le to-do list o le foto – non sono reperibili e quasi certamente sono del tutto perse a causa di una falla nei sever Microsoft/Danger.
In realtà gli utenti di Sidekick hanno iniziato ad avere problemi all’inizio del mese, riscontrando difficoltà nel salvare i propri contatti connettendosi al server. T-Mobile e Microsoft avevano tranquillizzato gli utenti, promettendo un restore entro i primi giorni del mese, restore probabilmente mai avvenuto.
Alcuni esperti del settore si sono chiesti se Microsoft avesse mai spostato i dati di Sidekick all’interno di una delle sue enormi strutture contenenti data center o se continuasse ad affidarsi ad un impianto gestito da Danger, che Microsoft ha acquisito nel Febbraio 2008. Microsoft possiede enormi data center, ma continua ad utilizzare strutture di terze parti, con inconvenienti di questo tipo.
Via | Datacenter Knowledge
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Un piccolo gioiello della tecnologia viene venduto da un produttore giapponese direttamente online: un piccolo server Web con Linux installato del solo peso di 228 grammi. Si chiama OpenBlockS 600 e consuma solamente 8 watt di energia.
Le dimensioni del server sono di 13 x 8 centímetri di superficie per 3 centimetri di spessore; possiamo paragonarlo ad un paio di pacchetti di sigarette messi vicini. Per quanto riguarda le caratteristiche interne, è dotato di una CPU da 600MHz, 1GB di SDRAM di tipo DDR2, una scheda di memoria CompactFlash e 3 porte USB 2.0. Come accennato, troverete installato Linux di default, ma permette di utilizzare il sistema operativo che ci è più congeniale.
Per ora il prezzo di vendita si aggira intorno ai 600 dollari.
OpenBlockS 600 non è esattamente una novità, in quanto ha debuttato nel lontano 2000. Ne sono stati venduti 50 mila e sono stati utilizzati soprattutto in ambito universitario e per le telecomunicazioni. È possibile acquistarlo online a questo indirizzo.
Via | ComputerWorld

Una delle storie più ineressanti nell’ambito tech è stata la cifra raccolta da Twitter in un nuovo round di finanziamenti, ben 100 milioni di di dollari. Molti si sono chiesti se Twitter abbia raccolto una tale cifra perchè la sua importanza sul mercato glielo consenta o perchè effettivamente abbia bisogno di tutti quei soldi per “tirare avanti”.
Alcuni analisti prevedono che Twitter userà i soldi per assumere tra 200 a 500 nuovi sviluppatori, o per acquisire alcune compagnie che stanno creando applicazioni e servizi basati sulle API di Twitter stesso. In realtà, la giusta risposta alla questione dipende da quanto Twitter spenda per le infrastrutture che sostengono la sua rapidissima crescita.
Basandosi su una struttura in outsourcing su NTT America e Amazon Web Services, Twitter ha indubbiamente risparmiato rispetto alla costruzone di un proprio data center. Con la rapida crescita del servizio e dell’utenza, però, si sono resi imprescindibili anche gli investimenti per server che supportino il carico.
Continua a leggere: Twitter: quanti dei 100 milioni di dollari vengono investiti in server?