Come effettuare il redirect evitando uno specifico indirizzo IP

pubblicato da claudiasantini

redirect

È possibile effettuare il redirect di tutti i visitari dal proprio dominio, eccetto che per noi? Ebbene è possibile. Esistono due modi in particolare ed entrambi utilizzano il file .htaccess. Come primo metodo è possibile reindirizzare i visitatori del proprio dominio con le direttive standard di Apache:

ErrorDocument 403 http://www.vostrodominio.com
Order deny,allow
Deny from all
Allow from 192.168.5.5

In questo modo verrà effettuato il redirect di qualsiasi utente si rechi all’indirizzo vostrodominio.com, con l’eccezione del vostro computer o qualsiasi altro computer utilizzi l’IP specificato.

Alternativamente è possibile utilizzare il mod_rewrite:

RewriteEngine On
RewriteBase /
RewriteCond %{REMOTE_HOST} !^192.168.5.5
RewriteCond %{REQUEST_URI} !/temporary-offline.html$
RewriteRule .* /temporary-offline.html [R=302,L]

Foto | Flickr

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Baidu.com hackerato dalla Iranian Cyber Army

pubblicato da claudiasantini

army

Diversi utenti, navigando il mese scorso su Baidu.com sono stati reindirizzati a una pagina che indica che il sito è stato violato da parte della Cyber Army iraniana.

Baidu ha poi poi citato in giudizio Register.com con l’accusa di aver consentito una intrusione di sicurezza che ha permesso agli hacker di modificare il nome del server di Baidu.com. Ma la causa originale narra i fatti essenziali su come gli hacker abbiano preso il controllo di Baidu, il quale aveva un account su Register.com. Qualora vogliate, è anche possibile visualizzare una copia della querela.

Quello che Baidu sostiene è stupefacente. Qui,viene descritto come l’hacker ha avuto accesso a uno dei siti più famosi al mondo per la gestione di web account di domini in meno di un’ora:

Continua a leggere: Baidu.com hackerato dalla Iranian Cyber Army

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Google lancia il servizio di URL shortener per i domini .gl

pubblicato da claudiasantini

goo.gl

Anche la Groenlandia ha il suo country code top level domain: si tratta dell’estensione .gl ed è perfettamente funzionante, sebbene sembri incredibile che anche una zona simile abbia un proprio dominio dedicato.

L’estensione .gl è al centro dell’attenzione attualmente poichè Google ha lanciato un servizio di URL shortener dedicato al ccTLD, chiamato goo.gl. Il tool non è stato pensato per l’uso pubblico diretto, ma sarà al momento disponibile solo tramite Google Toolbar e Feedburner. Se il servizio dovesse avere successo, Google lo amplierà e renderà pubblicamente disponibile in futuro.

L’unico dominio con estensione .gl che sia mai stato agli onori di cronaca fino ad ora è sex.gl, venduto lo scorso Febbraio per 1.281 dollari statunitensi.

Via | GoogleBlog

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ICANN approva gli indirizzi con caratteri non latini

pubblicato da claudiasantini

Rod Beckstrom

È il momento della svolta tanto attesa per Internet: questa notte a Seoul è stato approvato da parte dell’ICANN l’utilizzo dei caratteri non latini negli indirizzi Internet. La notizia riguarda principalmente il mondo orientale, rendendo più “internazionali” anche i siti provenienti dalla Cina, Giappone, Medio Oriente, Grecia, India, Russia e via dicendo.

Da oggi 1,6 miliardi di persone potranno utilizzare il proprio alfabeto anche nella scelta del domain name. I primi domini con caratteri non latini arriveranno per la metà del 2010. Le procedure di assegnazione sono in sperimentazione da circa due anni e tra sei mesi ne vedremo i primi frutti.

Rod Beckstrom, il capo dell’ICANN, ha dichiarato:

“In qualsiasi parte del mondo chiunque potrà navigare online usando il proprio alfabeto scritto nativo, implementando l’inclusione nell’organizzazione di paesi sempre più strategici quali Cina e Russia”.

Gli organismi preposti potranno avanzare richieste specifiche a partire dal 16 novembre 2009. Ogni singolo paese potrà richiedere un solo suffisso che rispecchi tutte le lingue ufficiali, rispecchiando la denominazione del paese.

Via | TgDaily

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Si moltiplicano i siti fake per le Olimpiadi del 2012

pubblicato da claudiasantini

Olimpiadi

Gli scammer si stanno già organizzando per sfruttare le Olimpiadi del 2012: sono già stati creati siti fake che venderebbero i biglietti. La richiesta di domain name legati all’evento sportivo è cresciuta esponenzialmente.

Per creare consapevolezza tra gli utenti ed evitare grosse truffe, la London Organizing Committee of the Olympic Games (LOCOG) avvisa gli utenti dei possibili pericoli, consigliando di non acquistare i biglietti da alcuna compagnia/persona che affermi di poterli prenotare da subito.

La LOCOG ha infatti dichiarato che i biglietti per le Olimpiadi del 2012 saranno disponibili sui siti ufficiali solo dal 2011.

Continua a leggere: Si moltiplicano i siti fake per le Olimpiadi del 2012

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Il governo dello Utah fornisce indirizzi GeoIP

pubblicato da claudiasantini

Utah

Il numero di indirizzi IP diminuisce ogni giorno: mentre gli esperti del settore cercano una soluzione plausibile, lo Stato americano dello Utah si è inventato un uso intelligente dell’IP.

Utilizzando una tecnologia chiamata GeoIP, lo Stato è in grado di personalizzare i siti Internet utilizzando la geolocalizzazione dell’utente, fornendo anche contenuti e link più rilevanti possibile. Il sistema legge l’indirizzo IP del visitatore e lo sincronizza con un geodatabase.

Dave Fletcher, uno dei responsabili del progetto, ha dichiarato:

Abbiamo voluto localizzare i nostri servizi ed informazioni per fornire un servizio in più ai cittadini. Il Geo IP ci permette di determinare quali eventi pubblici o servizi potrebbero essere proposti ai cittadini che usano un determinato sito.

Alcuni dei link personalizzati che vengono proposti includono infatti date di eventi, locali, parcheggi, librerie e servizi per le scuole. Il sistema è geniale: offre ai visitatori solo i contenuti utili.

Via | GovTech
Foto | Flickr

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GeoCities: la fine del popolare servizio di hosting e le reazioni dal mondo

pubblicato da claudiasantini

GeoCities chiude

Quella di GeoCities era una morte annunciata da tempo: ieri, purtroppo, è stato l’ultimo giorno di “vita” di GeoCities per volere di Yahoo.

GeoCities è stato il servizio di hosting per eccellenza raggiungibile dalla massa. Il servizio ha ospitato ed aiutato a creare milioni di siti web, primi trampolini di lancio per i web master amatoriali. La nostalgia ha invaso Internet:

  • Dalla primavera scorsa due gruppi, Internet Archive e Archive Team, si sforzano di preservare per il futuro i siti creati su GeoCities, rendendoli raggiungibili tramite una “waybackmachine”.
  • Il 20 Ottobre è sceso in pista anche ReoCities: ha destato interesse la sua volontà (delirante) di fare un backup completo di tutti i siti di GeoCities in meno di una settimana.
  • Gawkene ne ha approfittato per avanzare qualche speculazione sul valore economico della chiusura del servizio, facendo presente che Yahoo ha pagato ben 3.5 miliardi di dollari per acquistare GeoCities nel 1999.
  • Qualcuno gioisce: Netcraft rende noto che la chiusura porrà fine a 930 siti di phishing ben noti, di cui 143 nati solo nel mese scorso
  • News.com ha invitato i lettori di tutto il mondo a condividere le proprie storie preferite riguardo al defunto servizio di hosting.
  • Slashdot ha raccolto i link di un gran numero di tributi trovati in giro per il Web, alcuni davvero simpatici.

Avreste mai creduto che un servizio di hosting potesse penetrare così a fondo nell’immaginario comune, tanto da diventare un simbolo dei primi approcci ad Internet?

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Aieou.com chiude definitivamente

pubblicato da claudiasantini

Rick Latona

Rick Latona ha reso pubblica la notizia tramite il proprio blog ufficiale: il dominio aieou.com, ovvero la prima compagnia di vendita di micrositi della storia, chiude. Sul blog vengono brevemente spiegati i motivi della chiusura, piuttosto inaspettata per tutti gli esperti di settore:

Non ci sono più soldi per il web design. È un momento difficile. È molto difficile accontentare i clienti e i margini di guadagno sono decisamente bassi. Sinceramente, ci sono pesci più grossi da pescare - Rick Latona (Traduzione libera)

Latona ha annunciato che tutti i progetti presi in carico verranno portati a termine. Coloro che hanno un accordo di hosting con la compagnia dovranno trasferire altrove la propria pagina web in un massimo di 90 giorni.

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GSA lancia un servizio per accorciare gli indirizzi Web federali

pubblicato da claudiasantini

Go.Usa.Gov

L’organo statunitense General Services Administration sta sviluppando un servizio ufficiale governativo che accorci gli indirizzi internet degli organi federali per gli utenti di social network e servizi di microblogging, noti per avere severe restrizioni sul numero di caratteri postabili.

Il servizio, che sarà Go.USA.Gov, è ancora in fase di beta testing e verrà probabilmente adottato da tutti gli organi governativi sparsi per il mondo entro la fine di questo 2009.

La sempre crescente popolarità del servizio di microblogging Twitter, con il limite imposto di 140 caratteri per messaggio, ha creato un vero e proprio mercato di servizi “link-shortening” quali bit.ly e tr.im, tra i più utilizzati. Come forse già saprete, i servizi di link-shortening prendono un indirizzo Web esistente e lo accorciano trasformandolo in un link funzionante di pochi caratteri, facile da diffondere proprio tramite Twitter e simili.

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Diventare milionari: il caso di Bored.com

pubblicato da claudiasantini

bored.com

Abbiamo spesso avuto il piacere di leggere storie di successo grazie ad un corretto investimento in termini di domini; oggi abbiamo una ennesima testimonianza positiva. Eric Borgos, proprietario del dominio Bored.com, è diventato multimilionario in poco tempo.

La sua idea è stata semplice e geniale: creare un sito internet che contenga vari micrositi divisi per tema, in modo che chiunque potesse divertirsi leggendo argomenti di proprio interesse tramite un’unica piattaforma accessibile e ben ordinata. La scelta del domain name ha sicuramente giocato un ruolo importantissimo: bored significa annoiato.

È facile quindi capire come il nome a dominio si legasse perfettamente all’idea di “contenitore” di passatempo.

Continua a leggere: Diventare milionari: il caso di Bored.com

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