Yahoo possiede ufficialmente e definitivamente il domain name Flicker.com. Non si tratta di un grosso acquisto, ma più che altro di una vittoria dopo un anno di battaglia legale anti-cybersquatting contro AshantiPLC, compagnia che possedeva il dominio contenente un typo.
Come vi sarà capitato di notare, sbagliare a scrivere “Flickr” è piuttosto comune e Flicker.com nasce proprio con l’intento di approfittarne. Yahoo ha iniziato la sua battaglia legale nel Luglio 2009, accusando la compagnia Ashanti di aver acquistato il dominio all’asta su eBay per 55.000 dollari nel Luglio 2006, rifiutando numerose offerte d’acquisto da parte di Yahoo (arrivate all’incredibile cifra di $700.000. La compagnia rivale ha inoltre messo sulla pagina legata al dominio alcune pubblicità.
Finalmente il caso si è risolto con una mediazione, i cui dettagli non sono però trapelati.

Con l’intenzione di promuovere il nuovo social network di Yahoo, Meme.yahoo.com, la compagnia ha acquistato il simpatico e curioso nome a dominio me.me tramite una vendita speciale del Registry .ME. Attualmente il dominio reindirizza il traffico alla pagina principale di Meme, ma Yahoo potrebbe avere in mente utilizzi migliori per la piattaforma, o forse mirava solo a proteggere il marchio dai cybersquatter.
L’acquisto di Yahoo sottolinea comunque la volontà di affermarsi in un panorama in cui i maggiori social network rimangono Facebook e Twitter. Me.me è un dominio breve, semplicissimo da ricordare, sicuramente di grande valore.
Se Intel cerca di ridurre drasticamente il numero dei propri data center, Yahoo invece rende noto di averne aperto uno nuovo, a La Vista in Nebraska. Sarà la struttura più grossa fino ad ora costruita dalla compagnia: in misure americane, si tratterà di una struttura da ben 180.000 square feet con una batteria di 100.000 server al suo interno, la maggior parte dedicato al servizio di posta elettronica offerto da Yahoo.
Al suo interno vi lavoreranno 50 persone. Nonostante la compagnia non versi in una situazione finanziaria particolarmente rosea, Yahoo continua ad investire in infrastrutture.
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Stando ad una notizia diffusa oggi da TechCrunch, Yahoo ha inoltrato una nuova richiesta per il marchio Y.com al registro Marchi e Brevetti degli Stati uniti.
Non è la prima volta che Yahoo presenta questa richiesta, che era già stata posta all’attenzione delle istituzioni nel 2005. La cosa strana è che Yahoo è interessata alla registrazione del marchio, ma non alla proprietà del dominio corrispondente. Di fatto nessuno può – allo stato attuale – possedere questo dominio. La maggior parte dei domini .com che contengono meno di 3 caratteri sono stati riservati all’ICANN e non sono disponibili dal 1993.
Da qui si possono identificare due pensieri di Yahoo: vedendosi il marchio registrato, agire per vie legali per ottenere il dominio, oppure il fatto che i dirigenti del portale siano a conoscenza di qualche intenzione dell’ICANN riguardo ai domini precedentemente considerati “intoccabili”.
In ogni caso, se Yahoo intraprendesse la prima via supposta, niente assicura che il panel di valutazione le dia ragione, in quanto qualsiasi altra società con un simile marchio registrato potrebbe aver uguale diritto di farne richiesta.
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Anche il gigante del web Yahoo si è recentemente rivolto al National Arbitration Forum per ottenere i diritti sul domain name yahoo.tel. Questo dominio sembra sia stato registrato lo scorso 23 Marzo 2009 da David Blanco.
È noto a chiunque come Yahoo possegga marchi registrati col proprio nome in giro per tutto il mondo; è chiaro quindi quanto il dominio oggetto della disputa sia eccessivamente somiglianti ai marchi registrati della grossa compagnia del web.
Ciò che colpisce di questo caso è che Yahoo non abbia mai pensato di registrare anche il proprio dominio con estensione .tel prima che lo facesse un estraneo. Molte altre grosse compagnie, come Google ed Apple, hanno registrato il proprio dominio con estensione .tel appena questa è stata resa disponibile.
È comunque certo che Yahoo vincerà la disputa ottenendo il dominio, ma se avesse pensato per tempo di registrarlo avrebbe risparmiato ben oltre 1,500$ per la causa.
Via | DomainNews
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Yahoo sta sviluppando una nuova campagna di marketing per la quale pianifica una spesa di circa 100 milioni di dollari. La campagna sarà caratterizzata dallo slogan “It’s You” e partirà negli Stati Uniti a partire dalla prossima settimana.
Il tutto si svilupperà toccando anche Inghilterra e India verso ottobre, giungendo nel resto del mondo nel corso del prossimo anno 2010. Una curiosità ha colpito tutti gli esperti del settore domain name: lo slogan che caratterizza la campagna è “It’s You”, ma Yahoo non possiede un dominio corrispondente.
A quanto pare il dominio ItsYou.com è già occupato e appartiene a Gregg Ostrick. Come si muoverà Yahoo? Aspettiamo ed osserviamo.
Via | The Domains
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Yahoo si muove spesso sul fronte della compravendita di domini. Questa volta è il turno di omg.com, acquistato appunto da Yahoo per 80.000 dollari. C’è da dire che OMG è l’acronimo per “Oh my God”, ovvero “O mio Dio”, espressione ricorrente in inglese americano.
Probabilmente il dominio verrà usato per il blog di gossip omg.yahoo.com, anche se noi consigliamo sempre il nostro gossipblog.it.
Via | Domain Name Wire

Torniamo a parlare di Yahoo, non in termini lusinghieri. Yahoo ha lanciato il servizio Search Pad, per organizzare e catalogare i siti trovati con Yahoo Search.
Ebbene, come nel caso di Pizza Hut, Yahoo ha tralasciato il fatto che il dominio searchpad.com è già stato registrato. Da una parte ci viene da chiedere il perchè non si stata fatta prima di tutto una ricerca accurata in questo senso. La seconda è che Searchpad.com punta ad una parked page, ma che il sig. Robert Barbour di Ashburn in Virginia, accetta offerte. Ad oggi ci sono state otto offerte, tutte rifiutate.
Dopo l’annuncio avvenuto ad aprile, si passa ai fatti. In una nota diffusa da Yahoo, è stata comunicata la chiusura di Geocities, uno dei primi servizi di hosting gratuito diffusosi con l’avvento del web a cavallo del nuovo secolo e che ha segnato gli inizi della carriera di tanti webmasters.
A seguito della crisi, nonchè delle perdite registrate, Yahoo ha deciso di sopprimere questo servizio gratuito che fu acquistato dal noto motore di ricerca americano nel 1999. La sua popolarità è iniziata a declinare negli ultimi anni, con l’ascesa dei social media come Flickr e Facebook, ma anche con la registrazione di domini e offerte hosting particolarmente basse. Una motivazione in più questa che ha indotto i vertici di Yahoo a chiudere il servizio.
Il 26 ottobre sarà la data ultima per Geocities, che chiuderà gli accessi al proprio account nonchè ai files caricati sullo spazio gratuito. Fino a quella data sarà pertanto possibile effettuare un salvataggio dei propri files. Circa 200.000 sono gli account creati attraverso il noto provider americano, che in questi giorni avvertirà tutti i suoi utenti.
Via | Thewhir

Dopo le anticipazioni di un paio di settimane fa, è arrivata la conferma che Yahoo costruirà un nuovo datacenter a Lockport, nello Stato di New York. Investimento di 150 milioni di dollari per una struttura che occuperà un’area di 121.500 metri quadri; verranno creati nuovi 125 posti di lavoro.
Il nuovo datacenter proporrà un nuovo design: il Yahoo Computing Coop. E’ stato lo stesso David Filo ad annunciarlo, dicendo che ricorda proprio un “allevamento di polli” perchè utilizzerà l’aria esterna per il raffreddamento dei server senza condizionatori. La struttura stessa è stata progettata per disperdere in maniera naturale il maggior calore possibile.
La sfida verso i datacenter Google si misurerà tramite l’efficienza energetica in PUE (power usage effectiveness): 1,16 per Google contro gli 1,12 dei datacenter Yahoo. Il tutto dovrebbe portare, secondo Filo, ad un taglio del 40% entro il 2014 dell’anidride carbonica immessa nell’aria.