Guardia di Finanza sequestra oltre 400 siti di prodotti contraffatti

Grazie ad un’indagine delle Fiamme Gialle Tutela Mercati e Frodi Tecnologiche, l’autorità Italiana nel mese di Giugno ha sequestrato oltre 400 siti e-commerce che vendevano beni di lusso contraffatti. I siti internet messi sotto sequestro erano in grado di posizionarsi tra i primi posti negli elenchi dei più importanti motori di ricerca, vendendo i prodotti a prezzi fortemente concorrenziali attirando molti utenti. Vari brand di lusso sono stati presi di mira, tra cui anche i marchi italiani Prada, Gucci, Armani, Fendi e non solo ma anche numerosi marchi internazionali. Dalle indagini svolte sono state arrestate 15 persone, oltre il sequestro dei siti internet, la Guardia di Finanza ha fatto delle perquisizioni in tutta Italia per catalogare le merci vendute. Per la precisione le perquisizioni sono avvenute a Napoli, Catania, Palermo, Pescara, Salerno, Ascoli Piceno, Venezia, Milano, Mantova, Latina e Viterbo. Questa è solo una delle ultime operazione portata a termine [...]

2015-07-07T15:09:14+00:00 07/luglio/2015 |Cybercrime|

Sicurezza in rete, le password da evitare

Succede a tutti di essere di fronte a form compilati in passato e non ricordare la password. E da lì è un continuo cercare di ripristinarla oppure adattarsi a cercare soluzioni che possano semplificare la vita: password semplici da ricordare, ripetute, associate a ricordi o alla sfera privata. Succede ugualmente però di incorrere in errori comuni e ripetuti che con il tempo sono diventati gli errori della maggior parte degli utenti e di conseguenza hanno messo a rischio il fattore sicurezza, rendendo le password stesse meno sicure e i sistemi più a rischio. Molto interessante a tale proposito l’indagine pubblicata dal Corriere della Sera, che specifica quali siano le password più usate e quelle più a rischio. Sempre le stesse, le più facili da ricordare (e le più facili da violare): "123456" e "password". Seguono poi "12345678" e "qwerty". Restano in classifica i nomi dei supereroi, anche se “Superman” è più [...]

2015-02-10T17:09:01+00:00 10/febbraio/2015 |Cybercrime|

Le peggiori password del 2013, la classifica

Si parla spesso di sicurezza delle password per prevenire attacchi hacker e violazioni che potrebbero danneggiare i nostri siti e i nostri sistemi. A tale proposito è stata pubblicata la classifica delle peggiori password scelte nel corso del 2013. La classifica vede la password "123456" battere “password” da sempre la più usata (e violata): un interessante visione su quelle che sono le abitudini di coloro che prediligono una soluzione immediata tralasciando un tema importante, quello della sicurezza soprattutto perché più una password è violabile, più è alto il rischio di attacchi hacker. Per questo la classifica stilata da SplashData, società specializzata nelle nuove tecnologie, si rivela doppiamente interessante perché ci fa riflettere non solo sulle abitudini quando si scelgono le password, ma anche sul grado di vulnerabilità di alcune password scelte. Guardando alla classifica quindi, troviamo 123456 la peggior password in assoluto e a seguire12345678, qwerty, abc123. Altre note interessanti, [...]

2014-01-24T10:59:49+00:00 24/gennaio/2014 |Cybercrime|

Privacy: da Germania e Brasile una richiesta unanime

A seguito dello scandalo Datagate, che ha visto la circolazione di dati riservati da parte dei colossi informatici e su richiesta di molte autorità Governative, ma anche su iniziativa di gruppi dedicati alla rivelazione di informazioni capaci di mettere in discussione anche i più rigidi sistemi di sicurezza e riservatezza, alcuni paesi stanno intervenendo per la tutela di alcune informazioni. In particolare ci sono Governi che stanno prendendo iniziative per far fronte alla messa in circolazione di dati e quant’altro, con azioni più o meno mirate. E’ il caso di Germania e Brasile, che hanno formalmente presentato alla Commissione diritti umani dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite una risoluzione che invita per estendere anche a Internet  i diritti di privacy internazionalmente riconosciuti. Questa richiesta comporterà tutta una serie di azioni, per cui si dovrà necessariamente limitare la circolazione di alcuni dati, che molto probabilmente i Governi vorranno lasciare come riservati. A [...]

2013-11-11T10:38:29+00:00 11/novembre/2013 |Cybercrime|

La guerra in Siria passa anche dal Web

La guerra in Siria è giustamente sotto gli occhi dei media di tutto il mondo, con grande apprensione da parte dei Capi di Stato e della popolazione. In questo caso come in altri non si tratta solo dei possibili interventi militari preventivati e forse di là da venire, ma  tutto si ripercuote anche sul mondo dei media e dei media online in particolare, vista la rapidità con cui in rete circolano informazioni, notizie e aggiornamenti. Il sito web del New York Times è andato giù due volte in due settimane, vittima di attacchi hacker  e anche via Twitter  ci sono state diverse incursioni di cui sono state vittime alcune testate giornalistiche. Stando alle prime rivelazioni si tratta di Syrian Electronic Army (Sea): un collettivo di hacker di supporto al  presidente Assad e il cui obiettivo fondamentale è attaccare i media occidentali. A questo ci sono da aggiungere le notizie false, per [...]

2013-08-30T09:10:52+00:00 30/agosto/2013 |Cybercrime|

Domini cinesi sotto attacco

Nella notte di domenica 25 agosto la Cina ha subito un attacco informatico senza precedenti, il più duro di sempre: i domini con estensione “.cn”.sono stati rallentati nei casi più fortunati, bloccati o resi inaccessibili nelle situazioni peggiori. L’attacco, avvenuto tra le 2:00 e le 4:00, è stato di tipo Dos (Denial of Service), cioè ha provocato una significativa diminuzione del traffico internet cinese. Come rilevato dalla CloudFlar, società di sicurezza informatica, rispetto al giorno precedente, il paese asiatico ha visto ridotto del 32% il suo traffico di rete. Anche il celebre social network  Sina Weibo  ha avuto molte difficoltà. China Internet Network Information Center ha subito domandato scusa a tutti gli utenti cinesi che avevano avuto problemi nella navigazione o che erano stati completamente esclusi dalla rete.

2013-08-28T11:37:20+00:00 28/agosto/2013 |Cybercrime|

Datagate, Snowden in Italia?

C’è una notizia che circola in queste ore e sta facendo rapidamente il giro del mondo. Protagonista è Edward Snowden, ex consulente CIA che in questi giorni sta facendo parlare di se’ soprattutto da quando è entrato nel mirino delle autorità internazionali per la diffusione di dati privati, stando a quanto svelato da WikiLeaks. La notizia è che Snowden avrebbe chiesto asilo a ben 19 nazioni, tra cui anche l’Italia. Stando al Comunicato riportato dallo staff di Julian Assange, Snowden avrebbe provato a chiedere asilo anche a Austria, Bolivia, Brazile, Cina, Cuba, Finlandia, Francia, Germania, India, Irlanda, Olanda, Nicaragua, Norvegia, Polonia, Russia (dove attualmente si troverebbe) Spagna e Venezuela. Per il momento però nessuno avrebbe accolto positivamente la richiesta di Snowden e dunque si starebbe aspettando la reazione dei vari paesi, compreso il nostro. Ulteriori indiscrezioni rivelano che la Cina sarebbe pronta ad accoglierlo, ma non senza ostacoli. Quello che è certo è [...]

2013-07-03T11:50:13+00:00 03/luglio/2013 |Cybercrime|

Il dominio .su della vecchia URSS è ancora online

Nel giorno di Natale del 1991 l’Unione delle Repubbliche Socialistiche Sovietiche si dissolveva. Poco più di un anno prima, l’URSS aveva ricevuto il suo dominio internet ufficiale: .su che resiste ancora oggi con milioni di siti online. Le pagine con estensione .su sono gestite da un’associazione senza fini di lucro, la RIPN  Network Information Centre  di Mosca. Oltre ai siti per nostalgici del comunismo come stalin.su o siti divertenti che fanno molto traffico come chronicle.su dedicato alle notizie più strane dal mondo, il dominio .su è diventato il rifugio del cyber crime. Una legislazione carente ha infatti permesso il proliferare dei pirati informatici sui questi domini. In realtà molti cyber criminali hanno avuto campo libero per molto tempo anche sui domini russi con estensione .ru.  Di recente però nuove regole e l’aumento dei controlli ha portato molti pirati della rete dai domini russi ai domini .su, tanto che nel giro [...]

2013-06-04T10:03:20+00:00 04/giugno/2013 |Cybercrime|

Il più grande attacco informatico della storia dal provider olandese Cyberbunker

Nei giorni precedenti è stato lanciato quello che la BBC ha definito il più grande attacco informatico che la storia ricordi tanto che anche Google ha risentito fortemente del problema e Internet in generale ha avuto pesanti rallentamenti. La serie di attacchi è partita il 19 marzo scorso da parte di Cyberbunker, un provider olandese, ai danni di Spamhaus, organizzazione internazionale senza fini di lucro  attiva nella lotta contro lo spam. Ma vediamo di ricostruire meglio i perché della vicenda. Tutto è cominciato in seguito alla decisione di Spamhaus di bloccare i server gestiti da Cyberbunker perché ritenuta un mittente di email spazzatura. La società olandese di hosting era infatti finita nell’elenco  degli spammer redatto da Spamhaus, definita da quest’ultima un covo di matti che credono di essere in diritto di spammare. Cyberbunker dal canto suo invece invece si dichiara un’azienda che offre servizi web a tutti, tranne siti di [...]

2013-03-28T12:51:16+00:00 28/marzo/2013 |Cybercrime|

Pirati sì, ma non troppo

American Assembly ha messo a punto un sondaggio condotto telefonicamente, basato sulle collezioni di musica degli utenti. Nell’ intento di indagare per capirne la provenienza è stato rilevato che coloro che scaricano musica attraverso i tanti servizi di file-sharing sono anche grandi acquirenti. Non solo musica scaricata, ma anche acquistata in modo regolare: collezioni di cd, alcuni anche rari, ma pur sempre testimonianza dell’interesse e della passione per la musica. A quanto pare è il  37% in più degli altri la percentuale con cui gli utenti “pirati” acquistano musica.  Un  dato interessante, che la dice lunga sulle abitudini degli utenti, ma fa luce su un aspetto che a volte le case discografiche sottovalutano ovvero il fatto che il file sharing è solo una parte della pirateria. E’ abitudine degli utenti infatti non solo scaricare musica in modo illegale, ma passarla ad altri, facendo delle copie da passare di mano in [...]

2012-10-17T10:40:40+00:00 17/ottobre/2012 |Cybercrime|