Domini http://www.domini.it Wed, 22 Mar 2017 10:58:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.3 Google valuterà i contenuti offensivi con un team dedicato http://www.domini.it/post/5838/contenuti-offensivi/ http://www.domini.it/post/5838/contenuti-offensivi/#respond Wed, 22 Mar 2017 10:50:07 +0000 http://www.domini.it/?p=5838   Novità in casa Google. Per far fronte al tema dei contenuti offensivi che circolano online, il gigante di Mountain View ha deciso di intraprendere la strada dei provvedimenti concreti. Affiderà infatti a un team dedicato il controllo e la verifica dei contenuti presenti online. A seguito di questa valutazione, si potranno modificare gli algoritmi …

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contenuti offensivi

 

Novità in casa Google. Per far fronte al tema dei contenuti offensivi che circolano online, il gigante di Mountain View ha deciso di intraprendere la strada dei provvedimenti concreti.

Affiderà infatti a un team dedicato il controllo e la verifica dei contenuti presenti online.

A seguito di questa valutazione, si potranno modificare gli algoritmi che determineranno l’indicizzazione di alcuni contenuti e di conseguenza si elimineranno quelli considerati offensivi o inesatti.

Le novità sono state introdotte nelle linee guida e si parla già del team di “Valutatori di qualità” composto da persone presenti in tutto il mondo con a disposizione una serie di strumenti con cui effettuare le segnalazioni di contenuti offensivi o scioccanti trovati navigando online.

Nei contenuti offensivi o fuori dai parametri considerati di qualità, rientreranno sicuramente quelli razzisti, violenti, istiganti all’odio, relativi ad attività illegali o illecite e altro ancora che probabilmente rientrerà nella nuova Policy. Con il passare del tempo e l’aumento delle attività in tal senso, si vedrà poi cosa rientrerà negli interventi dei “valutatori di qualità” (quality rater, come sono stati definiti da Google).

Quello su cui vale la pena riflettere è sicuramente il nuovo corso a cui dovranno adattarsi i grandi player della rete. tempo fa anche Facebook ha dovuto modificare e adattare la propria policy a seguito delle richieste del Pakistan per la rimozione di contenuti blasfemi e dall’altra parte Google ha dovuto cedere al diritto all’oblio ovvero al concedere la possibilità di  de-indicizzare determinati contenuti senza però cancellarli del tutto, come forse ci si sarebbe aspettato dai più.

Una serie di importanti novità quindi sulla strada dell’innovazione e forse anche della qualità delle proposte. Se fosse un primo e concreto passo verso una sorta di pulizia della rete da documenti, contenuti e immagini potenzialmente molto dannose potrebbe essere un ottimo segnale in direzione di un miglioramento a cui dovrebbero tendere tutti.

 

 

 

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Novità per Spotify, le nuove uscite solo per gli utenti Premium http://www.domini.it/post/5834/spotify/ http://www.domini.it/post/5834/spotify/#respond Tue, 21 Mar 2017 10:49:55 +0000 http://www.domini.it/?p=5834   La notizia è riportata dal Financial Times e riguarda uno dei più importanti player nel campo della musica online. Parliamo di Spotify perché, stando alle prime indiscrezioni, sembrerebbe che le nuove uscite possano essere ascoltate solo da chi ha un abbonamento Premium. Spotify, nato nel 2008, offre ai propri utenti lo streaming  di brani …

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novità spotify

 

La notizia è riportata dal Financial Times e riguarda uno dei più importanti player nel campo della musica online. Parliamo di Spotify perché, stando alle prime indiscrezioni, sembrerebbe che le nuove uscite possano essere ascoltate solo da chi ha un abbonamento Premium.

Spotify, nato nel 2008, offre ai propri utenti lo streaming  di brani musicali di alcune delle principali case discografiche e di alcune etichette indipendenti. Chi vuole può usufruire del servizio iscrivendosi e accettando anche la pubblicità, mentre gli abbonati in modalità Premium possono ascoltare i brani senza pubblicità e con molti vantaggi. Tra questi sembrerebbe arrivare all’orizzonte quella di poter ascoltare tutte le nuove uscite.

Sono ormai più di 100 milioni gli utenti abbonati e quasi la metà è rappresentata da utenti premium, mentre sono più di 30 milioni i brani disponibili online sulla piattaforma. Un bel successo se si pensa a quanti ascoltano album e brani appena usciti per avere un’idea del prossimo acquisto. Adesso sembra che ci sia la possibilità di ascoltare tutte le nuove uscite, solo per coloro che pagano l’abbonamento, mentre gli altri dovranno “accontentarsi” di ascoltare quello che la piattaforma mette a disposizione.

Un bel cambiamento, il cui obiettivo è probabilmente quello di allargare il numero di utenti abbonati, che possono aderire al servizio pagando una quota mensile, ma che forse condizionerà l’andamento della società e le opportunità che offre.

Una novità che susciterà se dovesse essere realistica, le reazioni degli utenti. E vedremo se costerà in termini di iscritti a Spotify oppure tutto resterà invariato, per continuare ad avere a disposizione i non pochi vantaggi di un ascolto in streaming a costi bassi, ma sempre a disposizione.

Non ci sono conferme da nessuna delle parti in causa ma di certo, secondo il Financial Times ci sono trattative che stanno andando avanti da tempo e dovrebbero concretizzarsi.

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Tanti auguri Symbolics, il primo sito registrato con il dominio .com http://www.domini.it/post/5832/dominio-com/ http://www.domini.it/post/5832/dominio-com/#respond Mon, 20 Mar 2017 11:06:32 +0000 http://www.domini.it/?p=5832 Era il  il 15 marzo del 1985 quando venne registrato il primo dominio .com. Era il primo caso di apertura della rete al di fuori dell’ambito militare o accademico, ambito che fino ad allora aveva caratterizzato il mondo del web. Un primo, timido tentativo di entrare a far parte di un mondo, quello del web, …

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dominio.comEra il  il 15 marzo del 1985 quando venne registrato il primo dominio .com. Era il primo caso di apertura della rete al di fuori dell’ambito militare o accademico, ambito che fino ad allora aveva caratterizzato il mondo del web. Un primo, timido tentativo di entrare a far parte di un mondo, quello del web, che cominciava ad assumere le caratteristiche di un progetto più ampio, in cui gli attori principali non erano quelli che conosciamo oggi, ma erano ancora in una fase embrionale. Si vedevano però i primi segnali.

Il dominio in questione e di cui parliamo era ed è symbolics.com, mai abbandonato e sempre ancora online, di proprietà di una società informatica degli Stati Uniti. Una società che ha voluto proporre online il proprio mondo, con una semplice registrazione, quella del .com.

Oggi la società non esiste più ma è rimasto in vita il dominio a cui sono collegate alcune informazioni di carattere tecnico e informativo. E 32 anni dopo si ritrova ancora traccia di quella registrazione, pionieristica per i tempi che furono ma sicuramente significativa.

Un modo per lanciare online qualcosa di concreto, distante dalla tradizione di allora, ma certamente importante. E oggi in 32 anni tante le cose cambiate, innovative e se vogliamo totalmente differenti. Una rete popolata di siti sempre più nuovi, il mondo dell’e-commerce in crescita costante, la realtà dei social e tanto altro ancora, ma da sempre una realtà in costante evoluzione e come tale, sempre capace di innovarsi.

Un mondo quello del web, fatto anche di curiosità e notizie. E di casi come quello di Symbolics.com, che ha aperto la strada a un mondo ricco di informazioni, fonte inesauribile di notizie, curiosità, elementi e fenomeni da approfondire. E con il dominio .com sono tante le registrazioni che hanno fatto seguito a quella di Symbolics e sono andate a popolare la rete di siti, notizie, contenuti e curiosità di ogni tipo.

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L’ABC dei Social Media: una presenza efficace http://www.domini.it/post/5830/abc-social-media/ http://www.domini.it/post/5830/abc-social-media/#respond Thu, 16 Mar 2017 14:51:56 +0000 http://www.domini.it/?p=5830 Nonostante il numero, la varietà e l’evoluzione perpetua dei canali, i social network rimangono uno degli strumenti di Web Marketing più semplici ed accessibili.
La presenza sui social media e la conseguente valutazione della percezione del brand sono caratteristiche fondamentali per il successo online di un’azienda.

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social media

Nonostante il numero, la varietà e l’evoluzione perpetua dei canali, i social network rimangono uno degli strumenti di Web Marketing più semplici ed accessibili.
La presenza sui social media e la conseguente valutazione della percezione del brand sono caratteristiche fondamentali per il successo online di un’azienda.
Il fulcro dei vantaggi di tali piattaforme è sito proprio nelle loro funzionalità: non soltanto spingono il cliente all’acquisto ma consentono la partecipazione attiva dell’utente.
Un buon utilizzo ai fini della così tanto ambita brand awareness, ha come scopo principale quello di coinvolgere quest’ultimo in termini di following, sharing, liking e commenting.
Queste orbite conversazionali, seppur di natura virtuale, sono in grado di cambiare radicalmente la relazione cliente-impresa, precedentemente percepita come rapporto umano-artificiale, ora invece sempre più simile ad uno umano-umano in quanto l’utente è posto allo stesso livello del suo interlocutore digitale.
A seconda del pubblico a cui ci si indirizza è consigliabile scegliere il canale adatto e strutturare le proprie campagne promozionali in modo coerente; con un’audience numerosa e segmentata è abbastanza semplice realizzare un’interazione efficace e funzionale all’obiettivo aziendale prefissato.
Molto diversa è invece la situazione in cui l’utenza di riferimento è scarsa e mal segmentata.
In questo caso sono necessari provvedimenti al fine di evitare un “social fail”.

Ottimizzazione dei profili

Ogni profilo, pagina ed account relativi al brand devono essere ricchi di informazioni: da una dettagliata storia dell’azienda ad una galleria multimediale, contatti digitali e geografici ecc.
Ogni elemento dev’essere coordinato fra sito originale e landing pages, deve riflettere fedelmente vision e mission.
Il logo è protagonista; tuttavia alcune recenti tendenze auspicano che (si prenda come esempio l‘immagine del profilo di Facebook), oltre al logo sia presente una persona. Nel complesso, questo tocco umano rassicura l’utente (le persone acquistano da altre persone).

Pubblico segmentato

In questi termini è la qualità a vincere sulla quantità: raggiungere il maggior numero di persone non è proficuo quanto raggiungerne una quantità minore, ma più interessante.
Una scelta verticalizzata assicura tassi di conversione più elevati.

Contenuti originali ed interessanti

Affinchè l’audience segua, condivida e si appassioni al messaggio del brand è necessario produrre contenuti che motivino e sostengano tali azioni nel tempo.
L’obiettivo è quello di fornire al pubblico un valore aggiunto, quindi è doveroso chiedersi in che modo il content sia di aiuto all’utente.
Suggerimenti ed eventi rilevanti in merito a prodotti e servizi sono informazioni utili; in mancanza di questi, si può sempre ricorrere a content di intrattenimento.

Coinvolgimento dei followers

I social media si chiamano “social” per un motivo: gli utenti sono i protagonisti e devono sentirsi liberi di esprimersi. Un buon lavoro di gestione di social media richiede di stabilire ed implementare una relazione utente-brand duratura.
Questo si ottiene chiedendo al proprio pubblico di effettuare azioni specifiche: ad esempio si può richiedere la condivisione di un contenuto che racconti come e quando sono utlizzati i prodotti del brand in questione. Ancora più efficaci sono i contest con le ricompense.
Il cliente si sentirà coinvolto e nei casi di ottima gestione social, di appartenere ad una community; rispondendo alle domande dell’azienda fornirà un contenuto originale (sfruttabile in termini di brand awareness), ma soprattutto gratuito.

Visual d’effetto

Numerosi studi dimostrano come un post con immagine o video abbia maggiori visualizzazioni e condivisioni rispetto ad uno senza.
Scegliere elementi visivi accattivanti in grado di catturare l’occhio sono fondamentali per un risultato ottimale.
Sebbene si sia illustrato l’abc del social media management, non è oggettivamente possibile stabilire regole in merito ai contenuti: ciò che si decide di comunicare è a discrezione del brand, o meglio a discrezione degli esseri umani.

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Ritorna il Richmond marketing forum, un riferimento importante per il marketing e per il brand. http://www.domini.it/post/5828/online-brand-protection/ http://www.domini.it/post/5828/online-brand-protection/#respond Wed, 15 Mar 2017 13:28:58 +0000 http://www.domini.it/?p=5828   Uno degli appuntamenti più attesi per coloro che, da addetti ai lavori o da appassionati, vogliono sentir parlare di marketing, brand, nuove opportunità e confrontarsi su temi centrali per la piccola, media e grande impresa. È il Richmond Marketing Forum che ormai da 22 anni rappresenta uno degli appuntamenti da segnare in agenda per …

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online brand protection

 

Uno degli appuntamenti più attesi per coloro che, da addetti ai lavori o da appassionati, vogliono sentir parlare di marketing, brand, nuove opportunità e confrontarsi su temi centrali per la piccola, media e grande impresa.

È il Richmond Marketing Forum che ormai da 22 anni rappresenta uno degli appuntamenti da segnare in agenda per tutti coloro che vogliono cogliere al volo l’opportunità di confrontarsi e incontrare i grandi protagonisti del mondo del Marketing, della Comunicazione, del mondo digitale e conoscere le tante trasformazioni che questo mondo segue e subisce, le opportunità, le nuove sfide con cui molte aziende si trovano costrette a misurarsi.

Quest’anno il Richmond Marketing Forum si terrà il 23 e 24 Maggio e la location è uno splendido luogo nel cuore della Toscana. Villa Medicea “La Ferdinanda” diventata nel 2013 Patrimonio Mondiale dell’Unesco, nelle campagne del Borgo Artimino, a pochi km da Firenze e Pisa.

Ci saranno espositori, workshop, eventi, occasioni di dibattito. Tra i grandi nomi anche Register.it che, come ha ricordato di recente Massimo Zanardi, Online Brand Protection Manager, ha da sempre uno sguardo speciale per il brand e per l’importanza di tutelare il proprio nome e la propria reputazione online.

Online Brand Protection è infatti proprio il settore che si occupa di proteggere i brand su internet tramite i servizi di Domain Monitoring e Positioning con cui è possibile non solo capire dove e in che modo viene usato il brand, ma anche se viene sfruttato e in che misura.

Non solo il mondo Online Brand Protection rappresenta anche un importante punto di contatto per la diffusione dei servizi professionali di WebAgency e ServerFarm. Una tutela del marchio ad ampio raggio quindi, con consigli e suggerimenti per il cliente e con una consulenza mirata su tutto quanto è possibile fare in termini di marchio, di nome, di reputazione.

L’online brand protection di Register.it è un veicolo importantissimo per proteggere il proprio nome. E il marketing è anche capire come proporsi in rete e sicuramente conoscere tutte le sfaccettature di una presenza online articolata e ben strutturata, aspetto che passa anche attraverso la protezione del proprio nome e la difesa di questo da potenziali furti di identità.

Per conoscere la grande esperienza di una realtà come l’Online Brand Protection di Register.it, il Richmond Marketing Forum è dunque una tappa obbligatoria. Una grande possibilità di approfondimento e confronto.

 

 

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Nuovi domini: l’infallibilità del .brand TLD http://www.domini.it/post/5825/dominio-brand/ http://www.domini.it/post/5825/dominio-brand/#respond Mon, 13 Mar 2017 11:38:31 +0000 http://www.domini.it/?p=5825 Nonostante le politiche di Google nei confronti dei nuovi domini non siano ancora chiare, aleggia una sola certezza in Rete: l’azienda che possiede un proprio .brand TLD è già in vantaggio.
Dal rilascio dei New gTLDs da parte di ICANN è stato dimostrato che, possedere un’estensione specifica non comporta alcun pro o contro a livello di SEO.

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dominio brand
Nonostante le politiche di Google nei confronti dei nuovi domini non siano ancora chiare, aleggia una sola certezza in Rete: l’azienda che possiede un proprio .brand TLD è già in vantaggio.
Dal rilascio dei New gTLDs da parte di ICANN è stato dimostrato che, possedere un’estensione specifica non comporta alcun pro o contro a livello di SEO.
Salvo casi particolari (come quello di domini premium come “coffee.club” che ha risalito la SERP in una settimana dalla sua apparizione online), un nuovo dominio .art o .tech chiarificano immediatamente il contenuto all’utente ma non implicano un cambiamento determinante in termini di indicizzazione.

Il discorso è differente quando si parla di .brand TLD poichè il loro valore aggiunto può rappresentare un punto di svolta per le aziende:

Fruibilità in Rete

In generale la regola vuole che più l’URL è corta ed autoesplicativa, migliore sarà il ranking di quella determinata pagina.
Con un il passaggio ad un .brand si ottiene un dominio chiaro, semplice e funzionale in minor spazio: più breve è più memorabile per l’utente.
Infatti grazie all’eliminazione dell’eventuale .com, la URL si accorcia mantenendo il suo significato (es. www.microsoft.com/en-ca/surface che diventa www.surface.microsoft) e agevola processi come la CTR di condivisione del link, anche sui social. Si pensi nello specifico a Twitter, piattaforme in cui il numero dei caratteri del post è severamente limitato.

Micrositi

L’utilizzo di queste estensioni favorisce la creazione di micrositi specifici, applicabili in casi di lancio di un nuovo prodotto, servizio od evento. In questo modo si mantiene una URL concisa ed efficace, garantendo comunque l’autenticità del sito (es. anzichè http://www.apple.com/iphone-7 si avrà semplicemente www.iphone7.apple).

Differenziazione del Brand

Sebbene un marchio possa esprimere la sua unicità attraverso un naming azzeccato o tramite processi legali di tutela come la registrazione del marchio o l’iscrizione al Trademark Clearinghouse, con un nuovo dominio .brand, l’azienda in questione può dichiarare di possedere veramente la sua presenza digitale.
Sono state presentate ad ICANN soltanto 600 domande per la creazione di .brand TLD: non tutte sono state accolte e si teme che per il futuro deposito di nuove domande di gestione di domini si debba attendere ancora qualche anno.

Custodire il primato di un dominio inaccessibile al pubblico comporta quindi un vantaggio competitivo non indifferente per un business digitale.

Sicurezza e Protezione

Nel mercato online odierno, la contraffazione ed il Cybersquatting sono fenomeni in costante crescita, la loro evoluzione pone puntualmente in uno stato di crisi tutti i sistemi di protezione e salvaguardia del marchio in Rete.
La gestione del .brand è controllata dall’azienda proprietaria, la quale detiene l’assoluta e la massima autorità nei confronti della titolarità di tutti i domini registrati in quell’estensione. Un .brand TLD è quindi sinonimo di autenticità e di garanzia.

Fra le aziende visionarie che hanno ottenuto il loro dominio .brand, se ne trovano di svariati settori: dalla finanza alla fotografia (.barclays e .canon), dalla cosmetica agli elettrodomestici (.lancome e .aeg), dai servizi cloud ai motori (.aws e .alfaromeo). Non si può però non citare il colosso dell’informatica, che con la propria estensione ha dato vita a numerose piattaforme come  www.blog.google (corporate blog) o www.environment.google (progetti per l’ambiente).

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Google e le ultime notizie sull’In-App Advertising http://www.domini.it/post/5820/google-app-advertising/ Sun, 05 Mar 2017 04:45:24 +0000 http://www.domini.it/?p=5820 Anche quest’anno il mese di Marzo è iniziato con l’appuntamento annuale dei Game Developers nella Silicon Valley e le novità sono sorprendenti. Integrazioni per la monetizzazione e nuove funzionalità di Analytics e annunci in formato video con possibilità di provare versione Demo.

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Anche quest’anno il mese di Marzo è iniziato con l’appuntamento annuale dei Game Developers nella Silicon Valley e le novità sono sorprendenti.

Premettendo che la maggior parte delle conversioni sul mercato in-app avviene nei giochi e che il dato non è locale, bensì globale, ecco quali sono state le proposte innovative di Google in materia di advertising:

Annunci in formato video con possibilità di provare versione Demo

Questa tipologia di annunci sarà integrata direttamente sulla campagne universali per app. Il funzionamento di questa piattaforma è molto diversa da quella di Adwords: al cliente non è richiesta la creazione di singoli annunci ma soltanto la fornitura di materiale (come scheda app, immagini, testo e budget), è compito di Google quello di adattare gli annunci sulle reti di visibilità tramite un processo automatizzato.

L’innovazione sta proprio nell’offrire allo sviluppatore di giochi la possibilità di creare annunci in cui l’utente può provare una versione limitata del gioco. In questo modo si ha una conversione più sicura poiché la app sarà scaricata da un utente già “coinvolto” (already engaged).

Per quanto riguarda i video, Google ha statisticamente rilevato che la maggior parte delle visualizzazioni si attua con lo scermo del dispositivo tenuto in modo verticale. Al fine di non danneggiare l’esperienza utente di fronte ad un annuncio video costruito per una rappresentazione orizzontale, Google sta sviluppando una funzionalità  che garantisce l’autoflip grazie ad una tecnologia machine-learning.

Sempre al fine di una migliore conversione, gli annunci video saranno integrati all’interno dell’interfaccia di AdMob Mediation (piattaforma che consente agli advertisers di monitorare traffico e fonti degli annunci da un singolo accesso) diventando così “ annunci con ricompensa” (adrewarded video): attraverso la totale visualizzazione l’utente può ottenere una “ricompensa” all’interno dell’app.

Integrazioni per la monetizzazione e nuove funzionalità di Analytics

L’obiettivo principale è quello di allargare la disponiniblità di FireBase Analitycs ad un maggior pubblico di sviluppatori. La versione analytics per app e web, concepita per game e app developers, disporrà di un C++ SoftwareDevelopmentKit generico e di un SDK per Unity (il software per la creazione di giochi più utilizzato al mondo).

Con questa integrazione, la qualità e la quantità di dati accessibile agli sviluppatori diventa sempre più dettagliata con metriche sempre più precise: il monitoraggio di eventi come il completamento di livello o i tempi di gioco dell’utente consentono di disegnare un quadro molto più utile in termini di giocatori attivi, ricavi medi e valore del ciclo di vita di un singolo giocatore.

Google, in quanto icona sovrana dell’innovazione informatica, non si smentisce e le rivoluzioni in materia mobile continuano; in questo caso è difficile non concordare con il Sissie Hsiao (Product Director delle Promozioni in-App di Google) quando sostiene che questo è  un momento storico emozionante per gli sviluppatori di giochi.

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Youtube: utenti e pubblicità. Addio agli annunci “non saltabili” http://www.domini.it/post/5818/youtube-annunci-non-saltabili/ Sat, 04 Mar 2017 06:27:52 +0000 http://www.domini.it/?p=5818 L’intento annunciato da Google con la piattaforma Youtube è infatti quello di restituire all’utente un’esperienza libera e gratificante. I video da 30 secondi spariranno ufficialmente con l’inizio del 2018.

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youtube video advertising

L’ultima dichiarazione di Google in materia di video advertising ha allietato notevolmente il pubblico della piattaforma di Youtube: Google rimuoverà finalmente i video pubblicitari “non saltabili” da 30 secondi.

È una verità universalemente condivisa il fatto che, non poter saltare tali annunci sia un seccante e fastidioso ostacolo all’esperienza dell’utente.

Uno studio di Interepublic Group of Companies (IPG Inc.) dimostra come il comportamento generale di saltare i video pubblicitari quando possibile sia ben radicato e la diffusione di questo sia in crescita costante. Inoltre, il  67% degli utenti evita il video “appena possibile”, questo dato scoraggia l’advertising ed in particolare gli advertisers, poichè la potenzialità di conversione di questo formato comunicativo è ridotta al minimo, se non a zero.

L’intento annunciato da Google con la piattaforma Youtube è infatti quello di restituire all’utente un’esperienza libera e gratificante. I video da 30 secondi spariranno ufficialmente con l’inizio del 2018.

La decisione categorica del colosso dell’informatica appare a primo impatto in totale favore dell’utente e abbastanza contraria ai fronti dell’advertising in quanto ne limiti le possibilità.

L’amore incondizionato di Google verso i suoi utilizzatori ed a scapito dei suoi clienti (gli advertisers) è  alquanto dubbio: la rimozione dei video dei 30 secondi sarà compensata dalla spinta e dal sostegno dei Bumper Ads.

I Bumper Ads sono video pubblicitari di sei secondi “non saltabili” che Youtube ha lanciato nell’aprile del 2016 conseguendo magnifici risultati. La loro durata non ostacola le ricerche dell’utente e non oltrepassa il limite di “scarificio” di quest’ultimo: sebbene non ci sia la possibilità di evitare la pubblicità, nel caso Bumper non c’è neanche il tempo sufficiente per effettuare l’operazione di skip.

Lato Web Marketing, questa tipologia di pubblicità ha incrementato la creatività di designer e marketer, intensificando l’efficacia delle loro campagne. In particolare i Bumper hanno sposato il settore della musica e dei videoclip musicali (settori sempre più dipendenti dai servizi di streaming), fornendo loro numerosi vantaggi.

In generale, l’ammontare di pubblicità sulla piattaforma di condivisione video più utilizzata al mondo non andrà quindi a diminuire, bensì a trasformarsi: la scomparsa della tipologia “non saltabile” da 30 secondi sarà prontamente sostituita con l’incremento di quella “comunque obbligatoria” da 6.

La decisione di Google non è poi così categorica e sembrerebbe aver trovato un nuovo equilibrio fra utenti e pubblicitari attraverso un differente compromesso.

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Il nuovo dominio .radio genitore di (web) Radio Star http://www.domini.it/post/5816/dominio-radio/ Thu, 02 Mar 2017 07:10:32 +0000 http://www.domini.it/?p=5816 Il .radio sarà in Sunrise fino al primo Novembre 2017: in questa fase sarà accessibile a tutti i titolari di marchio iscritti al TMCH (Trademark Clearinghouse). Successivamente sarà rilasciato al pubblico.

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dominio .radio

Si può ritenere che negli anni 80, i Buggles non avessero completamente torto con il loro successo “Video Killed the Radio Star”: l’avvento della Music Television ed il successivo arrivo di piattaforme digitali per la condivisione di video hanno mutato notevolmente le caratteristiche del panorama musicale in circa 40 anni.

I nuovi canali di comunicazione hanno modificato i modi di fruizione della musica (dalle molteplici accessibilità  al preponderare della componente visiva su quella uditiva) interpretando le nuove domande di un pubblico sempre più esigente a livello di intrattenimento crossmultimediale.

Questo vortice si è presto scontrato con la radio (in origine principale trasmissore di musica), oscurandone le potenzialità nel corso di questi decenni.

Tuttavia la radio è stata un’invenzione rivoluzionaria, il suo fascino non è  andato svanendo e rimane una delle piattaforme più efficaci sul piano comunicativo, nonostante la sua trasmissione monosensoriale.

Negli ultimi anni il broadcasting è un fenomeno in ripresa, in particolare grazie ad Internet, con la consequenziale nascita di web radio; gli ascolti sono in crescita e non solo in un paese digitalmente evoluto come gli Stati Uniti. Anche in Italia, le web radio sono sempre più diffuse ed assecondano i progetti più disparati (dalla radio del centro storico di Napoli a quella della comunità degli anziani di Tradate – Varese).

Ad oggi, il significato che assume la radio è quindi quello di nazionalità, località ma soprattutto di comunità. La si può immaginare come una finestra sul mondo e la sua percezione non è restituita semplicemente da connotati informativi bensì, anche umani: è indubbio che la radio tenga compagnia.

Dal 30 Agosto 2017, il broadcasting sarà finalmente rappresentato nel mondo di Internet in termini di nuovi domini.

Il .radio sarà in Sunrise fino al primo Novembre 2017: in questa fase sarà accessibile a tutti i titolari di marchio iscritti al TMCH (Trademark Clearinghouse). Successivamente sarà rilasciato al pubblico.

In questo caso ICANN ha deciso di premiare una Community Priority Application con la gestione della nuova estensione: la domanda è stata infatti depositata da più organizzazioni del settore, coese negli obiettivi progettuali.

L’Advisory Board Group del .radio si è riunita a Parigi il 30 Gennaio scorso eleggendo il presidente del gruppo (Simon Spanswick, CEO di Association for International Broadcasting) e dichiarando che l’organo gestore principale in materia di Registry sarebbe stato EBU (European Broadcasting Union).

Durante l’incontro è stato deliberato che in anteprima al Sunrise sarà lanciato il “Pioneer Program”, all’interno del quale saranno riservati domini .radio, successivamente assegnati ai progetti digitali più innovativi e originali a livello di broadcasting.

Ed è così che la radio, canale comunicativo danneggiato ed oggetto obsoleto (più  nell’aspetto funzionale che su quello di design), recupera il suo fascino datato ed è  adeguatamente simboleggiata in Rete da un nuovo dominio: ora non resta che attendere il ritorno delle (web)Radio Star.

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Net Promoter Score: Retail e B2B http://www.domini.it/post/5812/net-promoter-score/ Wed, 01 Mar 2017 06:32:11 +0000 http://www.domini.it/?p=5812 Il Net Promoter Score (alias il punteggio della “Promozione in Rete”) è uno strumento di Marketing sempre più diffuso. La costante crescita del mercato online ed il corrispettivo aumento di acquirenti online hanno determinato l’importanza dell’immagine del brand, del suo riconoscimento e del suo rapporto con il pubblico. L’obiettivo dell’NPS è  proprio quello di andare …

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net promote scoreIl Net Promoter Score (alias il punteggio della “Promozione in Rete”) è uno strumento di Marketing sempre più diffuso.

La costante crescita del mercato online ed il corrispettivo aumento di acquirenti online hanno determinato l’importanza dell’immagine del brand, del suo riconoscimento e del suo rapporto con il pubblico.

L’obiettivo dell’NPS è  proprio quello di andare a definire la relazione fra cliente ed impresa, valutando il coefficiente di lealtà del primo fattore verso il secondo.

La valutazione è un vero e proprio KPI totalitario per l’azienda e si effettua attraverso un sondaggio: il campione di utenti risponderà alla tipica domanda “Consiglieresti un’azienda A ad altri?” esprimendo il proprio livello di gradimento su una scala di valori che va da 0 a 10.

Le risposte comprese fra lo 0 ed il 6 comportano un esito negativo (i cosiddetti Detractor), il 7 e l’8 sono considerati risultati neutrali (Passive), 9 e 10 rappresentano l’eccellenza (Promoter).

Il valore dell’NPS si ottiene con la sottrazione della percentuale dei Detractor da quella dei Promoter; il numero dei Passive conta per il numero totale del campione spingendo così il valore dell’NPS verso 0.

Un grande vantaggio dello strumento è  la sua scalabilità: il sondaggio può essere effettuato per un’impresa intera o può essere scomposto per ogni singolo marchio e servizio.

Sebbene tale metodologia fornisca un quadro esauriente in termini di efficacia del brand e sia capace di stabilire se l’impresa in questione debba cambiare il modus operandi o meno, tuttavia non individua le aree ed i metodi di intervento.

Per identificare le operazioni necessarie al miglioramento, l’NPS in sé  non è sufficiente e richiede l’ausilio di informazioni aggiuntive.

La raccolta di feedback e interventi di followup sono fondamentali per la collezione di informazioni e la successiva strutturazione di un piano aziendale che accresca il successo del business e la soddisfazione del cliente. La conversazione, o meglio ancora l’ascolto di quest’ultimo può diventare uno passaggio chiave per la correzione di difetti e mancanze di prodotti e servizi e per lo sviluppo di strategie vincenti.

Nell’emisfero retail, luogo in cui il cliente è ormai viziato dalle possibilità di scelta, la soddisfazione è un valore mediocre, l’obiettivo di raggiungimento di un brand è  probabilmente rappresentato dalla fedeltà.. In questo caso l’NPS è uno strumento prezioso per:

  • Determinare il successo del brand
  • Migliorare la soddisfazione del cliente
  • Individuare gli ambassador spontanei all’interno della base clienti

Nell’emisfero B2B, la tendenza generale è quella di un sentimento di diffida nei confronti del valore dell’NPS. La sua validità è infatti minacciata dalle diverse caratteristiche di questo ambiente.

Nella maggior parte dei casi la procedura di acquisto è  caratterizzata dal suo dilatarsi nel tempo e gli attori partecipanti non hanno mai una visione totale dell’intera operazione.

Inoltre i processi decisionali coinvolgono più persone di differenti autorità , le quali probabilmente non pongono tutti gli individui sottoposti al sondaggio sullo stesso piano (è dubbia l’equivalenza fra un Junior Promoter ed un CEO Detractor).

Un approccio semplice e lineare come quello dell’NPS, non potendosi adattare pienamente ad un ambiente così complesso, non restituisce un valore veritiero; è probabile che siano più utili i commenti volti alla spiegazione di un voto che il voto stesso.

Una stima più verosimile del valore della relazione impresa-impresa richiederebbe un sondaggio più  mirato e dettagliato, costruito sull base dell’esigenze prioritarie dell’azienda mittente

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