Un ICANN internazionalizzato?

Per ingraziarsi le simpatie delle potenze straniere l’amministrazione Obama potrebbe essere tentata ad internazionalizzare l’attuale dominazione americana, attraverso il ministero del commercio, sull’ICANN.
Attualmente l’organismo non fa molto a parte decidere quali nuovi domini di primo livello si possono lanciare e decidere a quali operatori affidarsi. Non si sono verificate decisioni politiche e le dispute per i nomi contesi o vittime di cybersquatting vengono gestite in altre sedi internazionali.
Quindi ci si chiede quale potrebbe essere il problema che si vuole risolvere con questa pressione nei confronti degli americani. Probabilmente l’idea è quella di introdurre un nuovo sistema di controllo che colpisca direttamente il nome a dominio.
Per esempio un’organizzazione internazionale sarebbe costretta a fare i conti con le pressioni di stati islamici che chiedono la soppressione di alcuni siti non particolarmente simpatici, ma la stessa cosa si potrebbe ripete anche con lo stato di Città del Vaticano o con la Cina.
Lo scenario è di una nuova possibile censura. Se anche si condividesse il controllo con i soli stati che hanno leggi simili al primo emendamento della costituzione americana, si possono comunque rischiare pressioni sugli operatori per i contenuti di un determinato sito. Cosa ne pensate?
Foto | permanently scatterbrained
Via | WeeklyStandard
Archiviato in: Infrastruttura di Internet



.
sì, così poi va a finire come in Formula 1 con la FIA (sarebbe la ICANN delle F1) e i teams di F1 (ovvero i providers in questo esempio)
.
per quanto non mi piacciano i monopoli (specie quello di Google) penso che forse è meglio che lo ICANN resti dov’è
.