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Donuts Inc.: la protezione del brand online grazie ai nuovi domini

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Il programma di espansione dei domini generici disegnato da ICANN nel 2012 ha favorito la nascita di aziende di servizi web: in particolare i Registry, organismi che gestiscono gli “spazi della rete”.

Donuts Inc., società attiva dal 2010 nel settore domini e radicata nello stato di Washington, ha operato in totale segretezza dopo la proclamazione delle intenzioni di ICANN nel 2008. Questo comportamento ha permesso a Donuts di stipare capitale indisturbatamente per un successivo investimento.

È così che, nel giugno 2012, presentò ad ICANN la domanda di gestione di ben 307 New gTLDs con un esborso di almeno un centinaio di milioni dollari.

Ad oggi sono stati rilasciati all’incirca 800 gTLDs e si stima che Donuts detenga quasi il 30% del panorama dei nuovi domini.

Sebbene la mission originale fu quella di intervenire nel dizionario di Internet per dare vita a maggiori opportunità di registrazione, il Registry ha avuto modo di crearne le regole ovvero, in termini di proprietà intellettuale, ha saputo fornire mezzi di prevenzione a fenomeni molto diffusi come la contraffazione ed il cybersquatting.

Uno dei servizi distintivi è il Domain Protected Mark List (Lista di Marchi Protetti), dedicato ai titolari di marchi registrati iscritti al Trademark ClearingHouse (database globale di marchi) per la protezione del brand in rete. Il blocco del dominio corrispondente al marchio in tutte le nuove estensioni gestite dal Registry è uno strumento più rapido ed economico rispetto alla singola registrazione di tutte queste.

Se già questa proposta poteva sembrare vantaggiosa e innovativa nel campo dell’online brand protection, Donuts ne ha recentemente rilasciata una versione di ultima generazione: DPML Plus.

Questa sarà disponibile soltanto fino al 31 dicembre 2016, dopo di che, così si intende, verrà ripristinato il servizio standard con un prezzo maggiorato.

I criteri per poter usufruire del nuovo scudo digitale sono i medesimi del precedente, però l’offerta è molto più curiosa:

  • Il blocco, oltre che al marchio, si estende su altre tre stringhe di testo a patto che siano “variazioni” di questo (es. Misspelling e Keywordbased)
  • Soltanto il detentore del DPML Plus può registrare il dominio bloccato
  • Permette il blocco di domini premium (domini ad alto valore commerciale)

Con un singolo acquisto il Plus va a coprire ben dieci anni di blocco. Nonostante l’investimento iniziale sia a primo impatto scoraggiante, un’analisi più attenta rivela che si risparmia circa il 50% con la versione Plus rispetto alla standard. Il totale di domini bloccati è quattro, contro uno della precedente. Infine l’inclusione dei premium è quasi una rivoluzione.

Si può quindi concludere che, se gli intenti di Donuts in origine furono quelli di posizionare un modello di esempio nel mercato dell’online brand protection, ad oggi, sono stati rispettati con successo.

Tuttavia rimane un’insidiosa questione che potrebbe disturbare il gigante Registry: registrare un marchio con un termine generico dà accesso al blocco Plus di domini premium, quindi è sufficiente una singola operazione per possedere un piccolo impero.

Il fatto che uno strumento di protezione digitale del brand sviluppi un fenomeno di business ostile, ha un qualcosa di paradossale: anche ai migliori, non tutte le intenzioni “riescono col buco”.

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