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GeoCities: la fine del popolare servizio di hosting e le reazioni dal mondo

GeoCities chiude

Quella di GeoCities era una morte annunciata da tempo: ieri, purtroppo, è stato l’ultimo giorno di “vita” di GeoCities per volere di Yahoo.

GeoCities è stato il servizio di hosting per eccellenza raggiungibile dalla massa. Il servizio ha ospitato ed aiutato a creare milioni di siti web, primi trampolini di lancio per i web master amatoriali. La nostalgia ha invaso Internet:

  • Dalla primavera scorsa due gruppi, Internet Archive e Archive Team, si sforzano di preservare per il futuro i siti creati su GeoCities, rendendoli raggiungibili tramite una “waybackmachine”.
  • Il 20 Ottobre è sceso in pista anche ReoCities: ha destato interesse la sua volontà (delirante) di fare un backup completo di tutti i siti di GeoCities in meno di una settimana.
  • Gawkene ne ha approfittato per avanzare qualche speculazione sul valore economico della chiusura del servizio, facendo presente che Yahoo ha pagato ben 3.5 miliardi di dollari per acquistare GeoCities nel 1999.
  • Qualcuno gioisce: Netcraft rende noto che la chiusura porrà fine a 930 siti di phishing ben noti, di cui 143 nati solo nel mese scorso
  • News.com ha invitato i lettori di tutto il mondo a condividere le proprie storie preferite riguardo al defunto servizio di hosting.
  • Slashdot ha raccolto i link di un gran numero di tributi trovati in giro per il Web, alcuni davvero simpatici.

Avreste mai creduto che un servizio di hosting potesse penetrare così a fondo nell’immaginario comune, tanto da diventare un simbolo dei primi approcci ad Internet?

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Commenti (2)

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  1. fagiano1973 scrive:

    Il primo vero social network della rete!

  2. :::: ghostNASA :::: scrive:

    la chiusura di GeoCities (di cui non mi sono MAI servito, preferendo, sin dal mio primo sito, un servizio a basso costo ma a pagamento) è la migliore prova che non ci si può fidare di internet e di chi opera sul web… ed è anche uno dei segnali più chiari del declino di Yahoo che porterà al suo assorbimento (graduale, per non stuzzicare l’antitrust) prima in Bing e poi (secondo me) in Google (assieme a Bing) quando BingHoo! avrà accumulato così tante perdite da convincere MS a mollare per sempre il settore dei SE

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