Il Nigerian Internet Registration Association (NIRA) ha annunciato la disponibilità di domain name Nigeriani premium. Con domini premium intendiamo domini con parole di uso comune, nomi, verbi al plurale relativi a oggetti e beni utilizzati nella quotidianità. Sono domini con grande valore, perchè godono di ottimo posizionamento sui motori di ricerca e si prestano perfettamente per le attività di commercio online.
I domain name premium Nigeriani sono disponibili da questo 1 Marzo 2010. Mary Uduma, il Vice Presidente del NIRA, ha dichiarato che:
Il consiglio dei direttori del NIRA ha approvato la lista dei domini premium di terzo livello e ha approvato le raccomandazioni della commissione d’asta per quanto riguarda la categorizzazione e i prezzi.
Attendiamo di vedere le prime aste di domini premium.
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Volendo dare una risposta veloce alla domanda, i registrar hanno due name server perchè devono rifarsi alla normativa RFC 1034, pubblicata dall’Internet Engineering Task Force (IETF). Ma c’è una buona ragione per tutto ciò.
L’intento dello standard è quello di assicurare che i i name server siano dotati di ridondanza. Se uno dei due server cade, è sempre “vivo” il secondo, mantenendo così infatti intatta la possibilità di instradare gli utenti internet verso i siti registrati presso i fornitori di nome a dominio. Inoltre, i siti con carichi pesanti possono esssere ripartiti tra due name server.
Per le ragioni di cui sopra, l’intento è, quando sia possibile, di avere due name server diversi, in due luoghi diversi, i quali sfruttino due diversi indirizzi IP. Se avete un vostro server e non vi potete appoggiare ad un altro server per il DNS, si raccomanda di sfruttare uno dei tanti servizi di DNS a basso costo: si salvano così, tempo, denaro e si aderisce meglio agli standard.
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Se i problemi di sicurezza e alcune grandi compagnie che non parteciperanno non sono hanno creato abbastanza problemi al meeting dell’ICANN a Nairobi, Kenya, nuovi problemi sembrano affacciarsi all’orizzonte.
Nick Tomasso, General Manager Meetings e Conferences dell’ICANN ha dichiarato che l’InterGovernmental Authority on Development (IGAD) terrà un meeting nella stessa location dell’ICANN la prossima settimana. Secondo Tomasso, ciò potrebbe avere numerose conseguenze sulla comunità che aspetta il meeting dell’ICANN negli stessi giorni.
Qual è il problema? L’IGAD è costituito dai membri di sei nazioni (Djibouti, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan e Uganda). Ognuno di questi invierà il proprio capo di stato nello stesso luogo dell’evento ICANN il 9 Marzo, con i rispettivi entourage e i problemi di sicurezza che un evento simile comporta.
L’IGAD avrà quindi la precedenza sull’ICANN per l’evento, sia a livello di sicurezza che di organizzazione.
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Osservando il crescente sviluppo dei data center nell’arco dell’ultimo anno, il 2010, salvo anomali fenomeni di controtendenza, sarà un grande anno. Stando ad una recente inchiesta condotta da Digital Realty Trust, quasi un terzo dei data center aziendali si è espanderà nell’arco dei 12 mesi.
Inoltre più dell’80% dei data center hanno in previsione di espandersi nei prossimi due anni. La motivazione più diffusa di questa scelta di investimento sta non nella necessità di aumento di spazio, ma nel bisogno di maggiore potenza. Molte compagnie hanno dovuto temporeggiare nel 2009 a causa di mancanza di credito.
Fortunatamente l’economia continuerà a migliorare nell’arco di quest’anno e le aziende avranno meno problemi nell’ottenere finanziamenti e prestiti da utilizzare per nuovo spazio per i data center.
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Due interessanti aste di nomi a dominio sono appena state concluse. Il nome a dominio Mo.de è stato venduto per 21.160 dollari; una cifra interessante per un dominio di due caratteri che, in combinazione con l’estensione .de, crea la parola Mode, piuttosto esclusiva ed interessante.
L‘estensione .de è legata alla Germania e gode di un ottimo mercato ultimamente, soprattutto quando si tratta di nomi a dominio di pochi caratteri. Anche non volendo utilizzare il gioco dei suoi MO-DE, esistono molte imprese che possono utilizzare la sigla MO.
Decisamente più controversa è la vendita di un altro dominio: iPadporn.com. Come saprete, iPad è l’ultimo gioiello di casa Apple e ha destato interesse anche nel mondo dei domain name proprio perchè Apple non ha registrato alcun dominio, lasciando aperto il mercato ai cybersquatter incalliti. Cosa farà Apple nei confronti di questo domain name? Si appellerà al WIPO presentando richiesta di arbitraggio?
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Google ha annunciato l’introduzione di una strategia di Disaster Recovery completa per i servizi di Google Apps, ovvero tutti i servizi online che il colosso offre. I downtime che hanno colpito Google ultimamente, soprattutto Gmail, hanno convinto la compagnia a cercare una strategia più accorta nella gestione dei dati.
Google ha illustrato alcune delle idee sfruttate dalle maggiori compagnie di hosting, spiegandone i motivi per i quali non sono adeguate. Un esempio è l’utilizzo di SAN, che risulta essere una soluzione eccessivamente costosa. Ecco che quindi Google spiega come sia più logico avere numerosi data center nei quali replicare e custodire i dati e i servizi, prevenendo i downtime.
La strategia di recovery di Google utilizza due variabili: RTO, ovvero Recovery Time Object, e RPO, ovvero Recovery Point Object. Si tratta di due variabili che incidono sulla ritorno online di un servizio dopo un downtime.
Google quindi collega tutti propri data centers, replicando i dati e il carico di lavoro, per supplire il non funzionamento di un data center con un altro immediatamente pronto.
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Il SIDN ha modificato i regolamenti riguardanti le dispute di nomi a dominio in Olanda. A partire da oggi le dispute dei nomi a dominio .nl vedranno la maggior parte delle comunicazioni che un tempo si muovevano via posta tradizionale recapitata per posta.
Per esempio si potrà presentare un ricorso a Ginevra esclusivamente tramite e-mail, evitando così la stampa di ben cinque fotocopie da includere nella versione postale.. I cambi effettuati per le regole delle risolunzioni delle dispute sono state cambiate, cercando quanto più di allinearsi alle UDRP (che vengono utilizzati per le dispute .com), entrati in funzione il primo marzo. In base alle regole riviste per i domini .nl, un ricorso può essere presentato senza alcuno sforzo, facendo giungere la richiesta al registrante del dominio via e-mail.
In ogni caso, per avere la sicurezza che il registrante abbia a mano la notifica della richiesta di ricorso, il WIPO invierà una lettera di segnalazione.
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L’Oreal, il gigante del make up e dei prodotti per la cura del corpo, ha effettuato un acquisto importantissimo nel mondo dei nomi a dominio. La compagnia si è infatti appropriata del dominio e del sito Makeup.com. Uno dei presenti all’asta avrebbe rivelato che il dominio è stato ottenuto a fronte di una cifra a sette zeri.
Il killer domain Makeup.com ha una storia interessante alle sue spalle. Il dominio era di proprietà di Communicate.com, ora Live Current Media, poi la compagnia ha stretto un accordo per venderlo alla Manhattan Assets Corp insieme ad altri domini di rilevanza e valore incredibile: Automobile.com, Exercise.com e Call.com.
Manhattan Assets Corp avrebbe dovuto pagare il 5% dei diritti sui vari domini, ma in seguito Live Current ha stretto un nuovo accordo per riacquisire Call.com dalla Manhattan Assets, restituendo i diritti fino ad allora percepiti.
Sembra che L’Oreal abbia pagato oltre un milione di dollari per Makeup.com, sempre se non abbia stretto qualche tipo di accordo sui diritti.
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Tra le importanti vendite all’asta di domain name figura anche un dominio tutto italiano: Risultati.it. Il dominio è stato acquistato all’asta per 32.000 euro, attestandosi tra le vendite più remunerative in ambito di country code top level domain (ccTLD).
La cifra non è astronomica, ma è certamente importante per un dominio con una rilevanza simile. Risultati.it è immediato, semplice da ricordare e utilizzabile per siti che riportino risultati sportivi, magari legati al dorato mondo delle scommesse.
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Il cloud computing è il futuro dell’hosting e l’interesse delle grosse compagnie vi si è rivolto man mano maggiormente. Anche Apple si è rivolta al cloud computing: sembra che, nei giorni scorsi, Apple abbia discusso con alcune delle principali major cinematografiche un’idea interessante. Si discute di permettere agli utenti iTunes di acquistare e archiviare i contenuti sui server della Apple stessa.
I film e i programmi televisivi acquistati dall’iTunes Store e successivamente archiviati potranno essere utilizzati da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet.
Si tratta di una possibilità non ancora confermata, ma i rumor scatenano già discussioni e possibili proiezioni. Non resta che attendere conferme da Apple.
Via | MelaBlog