
Il Registry che gestisce i nomi a dominio cinesi .CN ha introdotto una ulteriore novità: viene inviata una mail al domain nella quale viene richiesto di confermare le informazioni personali (un po’ come accade per il phishing) entro 15 giorni, altrimenti il dominio viene cancellato.
Questa sarebbe l’ultima mossa del China Internet Network Information Center (CNNIC) per ripulire lo spazio dei domini .CN e mettere i Registrar in un vicolo cieco, invertendo i normali ruoli di Registry-Registrar.
Normalmente, per quanto concerne i gTLD, i Registry preferiscono non comunicare con i registranti, delegando questo compito di comunicazione ai Registrar; ciò non sembra valere per il CNNIC, che avrebbe inoltre avvisato i Registrar della novità in ritardo, quando già era stata applicata.
Non stupiamoci se poi i grossi Registrar abbandonano la registrazione di nomi a dominio cinesi.
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Dopo che il Singapore Network Information Center ha iniziato ad accettare la registrazione di domini .SG in Cinese a partire da Novembre 2009, più di 1.000 domini sono stati registrati. Lo scopo di questa novità era quello di aiutare chiunque volesse diffondere i propri affari da Singapore al mercato Cinese.
All’inizio venivano accettate le registrazioni solo da organizzazioni governative, ma da Marzo sono state aperte al pubblico. Per ottenere il domain name desiderato, il richiedente deve pagare una tassa di priorità di $100, con un’asta finale nel caso in cui i richiedenti di un dominio siano molti. I caratteri cinesi sono disponibili pagando una tassa di S$500.
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RRPproxy riporta che molti possessori di nomi a dominio Cinesi (.CN) stanno ricevendo una mail in cui viene richiesto di verificare le proprie informazioni di registrazione. La mancata risposta entro 15 giorni dalla ricezione della mail comporterebbe “provvedimenti seri da parte del Registry”, quindi il dominio potrebbe essere cancellato.
Sembra la classica tecnica di phishing utilizzata per rubate dati sensibili, eppure il Registry ufficiale per l’estensione .CN la sta mettendo in pratica, contattando i possessori dei domini tramite l’indirizzo email indicato nel whois. Inserendo quindi una mail non valida, l’utente potrebbe perdere l proprio dominio. Ecco il messaggio che CNNIC invia:
According to the policy in Article 28th of “China Internet Domain Name Regulations” the applicant for a .CN domain name shall submit true, accurate and complete domain name registration information and sign a registrant agreement with the domain name registrar. Upon completion of domain name registration, the applicant for a .CN domain name become a registered domain name holder (registrant).
Domain name holder’s true, accurate and complete domain name registration information is a certificate of rights for domain name transfer and information change. In order to protect the rights of the registrant of being domain name holder, CNNIC is requiring all domain name holders to confirm the registration information via the new launched online system of CNNIC. The notification email will be sent directly to the registrants.
Praticamente, questa proceduta viene autorizzata dall’articolo 28 del documento di regolazione dei domain name e comporta che il registrante indichi informazioni vere, accurate e complete, oltre ad accettare un accordo con il registrar.
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Per qualcuno suona come qualcosa di previsto nei mesi scorsi: la registrazione dei domini .CN, legati alla Cina, crolla verticalmente in brevissimo tempo. I dati mostrati da HosterStats.com dimostrano come i domini .CN registrati siano diminuiti del 39% nei soli primi quattro mesi del 2010, passando da 13.459.133 della fine del 2009 ai 8.254.681 della fine di Aprile 2010.
La grossa flessione è legata ai cambiamenti nell’amministrazione dei domini .CN in Cina, a partire dalla motivazione che ha convinto grandi registrar come Go Daddy a non offrire più questi domini: la richiesta ai Registrar di fornire al governo cinese tutti i dati di chi registra i domini, oltra alla richiesta di presentare un gran numero di documenti che scoraggiano la popolazione.
La registrazione dei domini era stata inoltre chiusa agli utenti non cinesi per un periodo. Dopo essere stato il primo ccTLD del mondo, ora il .CN si trova al terzo posto dopo .DE e .UK.
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Con un adeguamente significativo delle registrazioni di domini .CN, legati alla Cina, il country code Top Level Domain .DE torna ad essere il ccTLD numero uno per quantità di registrazioni. Le cifre postate negli scorsi giorni dal China Internet Network Information Center (CNNIC) mostrano come le registrazioni totali di domini .CN siano calate dai 13.459.133 del 31 Decembre 2009 alle 12.280.081 del 31 Gennaio 2010, per poi crollare ancora alle 9.535.120 del 28 Febbraio 2010.
Numeri che contrastano decisamente con i numeri delle registrazioni di domini .DE, attualmente 13.562.192 al 3 di Aprile 2010. Il numero di registrazioni del ccTLD .DE è cresciuto costantemente, mentre le registrazioni di domini .CN subiscono arresti a causa della censura applicata dal governo e dai Registrar ne abbandonano la gestione.
Attualmente, i ccTLD in cima alla classifica delle registrazioni più numerose sono: .DE, .CN, .UK (Inghilterra 8.289.784), .NL (Paesi Bassi 3.815.698) e .EU (Unione Europea 3.251.348).
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La decisione di GoDaddy di non offrire più registrazione per i domini cinesi .CN ha destato un certo scalpore. Come abbiamo avuto modo di approfondire, le policy di registrazione imposte dal governo cinese instaurano un regime di controllo e censura non accettabile per il Registry.
Non tardano ad arrivare le reazioni successive di altri grandi del settore: anche Network Solutions interrompe la registrazione di domini cinesi. In realtà l’interruzione è già avvenuta a partire da Dicembre 2009, mantenendo però un servizio attivo per i domini già registrati prima di quella data.
Anche in questo caso le motivazioni sono identiche: il governo cinese pretende una quantità di documenti improponibile, compresa la foto a colori degli utenti registrati, comportando costi aggiuntivi ed un comportamento scorretto nei confronti della privacy dei registranti.
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Ieri vi abbiamo dato notizia di come GoDaddy abbia deciso di smettere di offrire domini .CN a causa delle nuove politiche imposte dal governo Cinese, che obbligherebbero il Registry a fornire alle autorità tutti i dati sensibili dei clienti.
Le reazioni da parte della blogosfera attenta al mondo dei domini sono state diverse: qualcuno si è focalizzato più sull’importante aspetto della censura in atto da parte del governo cinese, che mira a controllare i contenuti dei domini tenendo d’occhio chi li registra. Qualcuno ha invece voluto sottolineare come la scelta di GoDaddy fosse dettata da ragioni di business.
Tra questi ultimi vi cito anche l’autore di Domain Name Wire che, sebbene non escludesse i motivi politici/umanitari, sottolineava come non si potessero chiedere $30 per la registrazione di un dominio che comporta la raccolta di numerosi documenti da inviare al governo, in attesa di completare la registrazione solo se il Registry ottiene l’approvazione dalle autorità.

GoDaddy ha annunciato che non venderà più i nomi a dominio .cn, legati alla cina, poichè non disposto ad accettare le nuove regole imposte dal governo Cinese, che richiede ai nuovi possessori di domini e a chi già possiede un .cn una “photo ID”.
L’annuncio di GoDaddy arriva esattamente due giorni dopo che Google ha effettuato il redirected del proprio motore di ricerca censurato Google.cn verso il servizio non censurato di Hong Kong, proprio per sfuggire alle assurde richieste di censura del governo.
Christine Jones, uno degli avvocati di GoDaddy, ha dichiarato che le nuove regole per i possessori di domini .cn sono un “tentativo di esercitare della censura sui contenuti ospitati nei nomi a dominio“.
Continua a leggere: GoDaddy smette di vendere domini .CN per motivi di censura
La prossima settimana Rod Beckstrom, CEO e presidente dell’ICANN, andrà a visitare la Cina per due giorni. Si tratta della prima visita di Beckstrom al Paese dopo la sua candidatura all’ICANN lo scorso anno.
L’agenda di Beckstrom è piena di eventi, tra cui la discussione più importante che verterà sul piano della Cina di lanciare il proprio IDN ccTLD. Verrà dibattuto anche il controllo del DNS da parte della Cina.
Ciò che non verrà sicuramente discusso, purtroppo, è il regime di censura che la Cina applica, insieme a innumerevoli restrizioni per la registrazione dei domini .cn. L’ICANN ha voluto specificare che non si tratta di una visita a fini politici. Tacere è la giusta soluzione?
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La Cina ha già pesantemente agito sui domini .cn riducendo drasticamente pornografia e contenuti illeciti, ma i responsabili istituzionali hanno ora intrapreso nuove azioni ulteriori. Il governo ha assunto temporaneamente 600 impiegati dedicati alla verifica manuale di tutti i 14 milioni di siti internet legati ad altrettanti nomi a dominio legati all’estensione .cn, allo scopo di eliminare eventuali ulteriori siti pornografici e “registrazioni inaccurate”.
Quanto ci impiegheranno? Non tanto quanto sembrerebbe: calcolando che ogni sito richieda 5 minuti di attenzione, il processo richiederà in tutto 1944 ore o 81 giorni di controlli non stop. Questo significa che, a meno di grandi capacità nel nascondere contenuti illegali, l’estensione .cn sarà presto il ccTLD più pulito di tutta la rete.
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