Con il recente successo del lancio di .CO, un ccTLD riproposto in qualità di estensione internazionale, le richieste di seguire la medesima strada si sono moltiplicate, richiedendo una commercializzazione anche del ccTLD meno noti. Tra questi distinguiamo in particolare una lista di estensioni che hanno potenziale commerciale e possibile futuro di marketing, ma che dovranno competere con tante nuove gTLD:
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Dopo tante lamentele e commenti negativi, ci siamo sorpresi di vedere numerosi richiedenti di nuovi TLD spingere perchè l’ICANN approvasse l’estensione .XXX al meeting del mese scorso. Ciò è avvenuto per una ragione e Antony Van Couvering di Minds + Machines ne ha parlato apertamente:
La decisione del Board di approvare preliminarmente l’estensione .XXX comporta che i richiedenti di nuovi gTLD tirino un sospiro di sollievo. L’approvazione infatti significa che il programma per i nuovi gTLD non sarà minacciato dall’interferenza della corte che è intervenuta nel processo legato a .XXX. Il Registry ICM, sponsor per l’estensione .XXX, avrebbe quasi certamente citato in giudizio l’ICANN se la decisione fosse stata ancora una volta negativa, richiedendo un’ingiunzione per bloccare l’introduzione di nuovi gTLD che potrebbe aver avuto successo.
La decisione dell’ICANN ha quindi allontanato questo spauracchio.
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Il Registry ICM, dopo aver ottenuto la preliminare approvazione per l’estensione .XXX, pensa in grande. La compagnia è infatti sicura di realizzare circa 200 milioni di dollari ogni anno con la vendita di domini con estensione .XXX, ognuno dei quali venduti a $60.
Per farvi capire la portata di questa previsione, la cifra stimata è sei volte quella guadagnata dalla registrazione di domini con estensione .COM e .NET, ben più popolari. L’uomo che è a capo di tutto ciò, Stuart Lawley, vuole creare un business basato sui pagamenti molto simile a PayPal da applicare sui domini .XXX, sistema che dovrebbe comportare transazioni da 3/4 miliardi di dollari all’anno secondo le sue previsioni.
Lawley ritiene che l’industria del porno sia ancora così florida da poter pensare in grande. Staremo a vedere.
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Come abbiamo visto, il board dell’ICANN ha accettato la richiesta preliminare di creare il TLD .XXX dopo mesi di discussioni e vicissitudini mediatiche. Il Registry ICM, ben contento di essere sulla buona strada per ottenere ciò che richiede da anni, non ha neanche bisogno di pubblicità: l’attenzione mediatica si è immediatamente rivolta alla vicenda, come un sondaggio della CNN dimostra.
La CNN ha chiesto, nella homepage del proprio sito: “Do you think pornographic websites should have their own “.xxx” domain?” Ovvero: credete che i siti pornografici debbano avere la propria estensione .xxx?
Ben 272.555 utenti hanno partecipato al sondaggio, con un 83% di risposte positive. Si tratta chiaramente di un sondaggio non scientifico e probabilmente poco rappresentativo: ricordiamo che tutto il mondo del porno e numerosissime associazioni hanno commentato negativamente l’introduzione dell’estensione, che sembrava non piacere a nessuno tranne che al Registry ICM. Qualcuno ipotizza anche che il risultato del sondaggio sia pilotato dal Registry in cerca di facile pubblicità, nel tentativo di scrollarsi di dosso la negatività dei pareri precedentemente espressi dal Web.
Ricorderete anche che lo stesso Registry fu accusato di corruzione: avrebbe pagato per ottenere sostenitori nel mondo della pornografia. Tutto è possibile, quando ci sono soldi in ballo. In ogni caso, da venerdì scorsi sarebbero stati fatti 30.000 preordini per l’estensione.
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Pat Trueman, l’ex Capo dell’U.S. Department of Justice Child Exploitation and Obscenity Section (dipartimento di giustizia che si occupa degli abusi sui minori e delle oscenità) ha commentato l’approvazione dell’estensione .XXX da parte dell’ICANN defininendola “folle ed inutile”.
Secondo Trueman, il board dell’ICANN è stato coinvolto nella decisione più di quanto fosse necessario, spinti da una sentenza non vincolante da parte del registry ICM poichè non è stato seguito adeguatamente il processo. L’ICANN non avrebbe dovuto cambiare la propria posizione iniziale contro il TLD .XXX, che renderà la pornografia ancora più facilmente raggiungibile dai minori: sarà ora sufficiente che i bambini digitino .xxx al termine di un nome a dominio per trovarsi di fronte ad un contenuto per adulti.
Secondo Trueman, inoltre, utilizzare dei filtri non aiuterà molto; solo il 20% delle famiglie ne conosce l’utilizzo. Ancora una volta viene sottolineato come l’unico a volere questa estensione sia il Registry ICM, dato che persino il mondo dell’industria pornografica si è detta contraria.
Voi cosa ne pensate?
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Dopo lunghe ed estenuanti vicissitudini sull’approvazione dell’estensione .XXX, a lungo rifiutata, il board dell’ICANN ha approvato la risolzione che permette al Registry ICM di portare avanti la procedura per ottenere il Top Level Domain ufficialmente. Esistono ancora lunghi passaggi prima che ciò avvenga: lo staff deve condurre analisi approfondite per assicurare che la richiesta dell’ICM sia ancora attuale e non ci siano stati cambiamenti nelle qualifiche del Registry.
Se questo primo passo avviene con successo, l’ICANN negozierà con l’ICM per ottenere una bozza di contratto. Successivamente all’approvazione del GAC Governmental Advisory Committee), il board deciderà se approvare il contratto definitivamente. Un passo potrebbe rallentare tutto il procedimento: una nuova votazione formale del board dell’ICANN per l’approvazione ufficiale dell’estensione .XXX come TLD definitivo.
Attendiamo di sapere quali altre peripezie vadano affrontate.
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Un ex membro dell’organizzazione, Kieren McCarthy, ha preannunciato che il consiglio generale dell’ICANN è finalmente pronto a porre fine all’odissea dell’estensione .XXX, approvandola domani nel corso del meeting attualmente a Bruxelles.
Dopo tanto discutere, inutili commenti pubblici e discussioni con il Registry ICM, il nuovo TLD potrebbe diventare ufficiale, con buona pace di tutti coloro che si sono dichiarati contrari. Vi ricordo che tra coloro che la ritengono una estensione inutile vi sono tutti i maggiori esponenti dell’industria del porno…
Attendiamo di avere domani conferme a riguardo.
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La lista di personaggi ed istituzioni contro l’estensione .XXX non sembra terminare. Alla valanga di polemiche, più o meno assurde, avvicendatesi nei mesi si aggiunge anche il re del porno neozelandese, Steve Crow, che si è espresso apertamente contro l’adozione del gTLD .XXX, definendolo “una perdita di tempo”.
Secondo Crow, infatti, finchè gli organi preposti non obbligano i siti porno ad adottare un dominio .XXX, non ci sarà alcun filtro, ma solo una grande confusione perchè i contenuti per adulti rimarranno esattamente come sono. Sempre secondo quando dichiarato, il nuovo gTLD dovrebbe rendere più semplice il filtraggio del porno, ma in realtà si tratta soltando di spostare tutti i contenuti pornografici su domini .XXX e non è certo l’aspirazione di tutti.
Il mondo dell’intrattenimento per adulti sembra tutto contro questa estensione, per non parlare delle accuse di corruzione rivolte al registry ICM alla ricerca di supporter. Quando manca alla decisione dell’ICANN?
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L’estensione .XXX non piace proprio a nessuno, tranne che al Registry ICM che la propugna nonostante i pareri contrari. Ad essere contrari non sono però solo persone comuni o membri di associazioni cattoliche, ma anche protagonisti del settore del porno.
Uno di questi, Mike South, si è presentato come esperto del settore per adulti in una lettera all’Independent Florida Alligator. In questa lettera accusa apertamente il Registry ICM di corruzione di membri e organizzazioni del mondo dell’intrattenimento per adulti per ottenerne il supporto.
Secondo South, infatti, non ci sono motivazioni per le quali l’industria del porno debba supportare una estensione .XXX che vadano in accordo con le motivazioni che spingono il Registry, se non la voglia di fare soldi. L’ICM inoltre non avrebbe il giusto background né alcuna affiliazione con la parte fondamentale dell’industria del porno che verrebbe coinvolta con l’introduzione di questa estensione.

Il tragicomico periodo di commento per l‘estensione .XXX è finalmente terminato e il Registry ICM torna alla carica, inviando all’ICANN una lettera in cui viene richiesto di prendere una decisione definitiva sull’estensione.
L’ICM scrive:
L’ ICM, essendo stata un rispettoso e diligente membro della comunità dell’ICANN e avendo investito molti milioni di dollari e sette anni del proprio tempo nel tentare di far fruttare l’estensione .XXX, richiede l’attenzione del Board perchè prenda una decisione definitiva a tale riguardo. Nel corso degli anni, ogni voce interessata è stata ascoltata, alcuna delle quale ripetutamente, e i commenti sono stati studiati in continuazione; centinaia di pagine di documenti sono stati rivisti dai legali migliori del mondo e ciò che rimane al Board è solo una decisione. Ulteriori ritardi, rimandi o processi non sono più accettabili.
Quale sarà, quindi, l’atteso responso?
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