Il National Arbitration Forum ha reso noto che un altro grande attore ha fatto ricordo ad una procedura di arbitraggio: Anthony Hopkins ha combattuto ed ottenuto il nome a dominio AnthonyHopkins.com.
Il celebre attore ha infatti avanzato i propri diritti sul nome proprio, sebbene non ne detenga il marchio registrato. In ogni caso la registrazione del nome non è richiesta in quanto Hopkins può far valere i diritti legati al proprio nome e all’utilizzo che ne viene fatto.
Secondo l’accusa, inoltre, il proprietario del dominio conteso avrebbe volontariamente creato confusione ed attratto il pubblico con intenti commerciali. Il dominio è stato prontamente trasferito dal Panel.
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Delirio di onnipotenza in casa Facebook.
Il gigante dei social network avrebbe intentato una causa contro la start-up Teachbook.com, un social network per insegnanti. Il motivo? Secondo i legali di Facebook, è la parola “book”, altamente distintiva nel contesto delle comunità online.
L’accusa è oltremodo ridicola, quando si pensa che “book” è una parola comune, e che gli insegnanti ovviamente utilizzano i libri. ma non solo: come scritto da TGDaily, anche il termine “facebook” era una parola comune per indicare l’annuario degli studenti. Il famoso librone con tutte le foto degli studenti visto in molti film e telefilm.
La causa è importante perchè, in caso di vittoria, il mondo delle dispute cambierebbe radicalmente. Seguiremo gli sviluppi.

La Take-Two Interactive Software, compagnia che ha pubblicato grandi titoli nell’ambito dei videogiochi tra i quali la serie Grand Theft Auto e BioShock, ha perso un arbitraggio a riguardo dell’assegnazione del nome a dominio BioShock.com.
La Take-Two ha richiesto il marchio registrato sul termine BioShock nel 2005 con “intenzione di utilizzo”, utilizzandone poi il marchio ufficialmente nel 2007 sul mercato. La compagnia sottolinea come si sapesse dell’intenzione di creare il gioco BioShock già nel 2005, prima che Frank Schilling’s Name Administration acquisisse il dominio contestato proprio in quel periodo.
Anche la Johnson & Johnson ha tentato di ottenere il marchio registrato sul termine BioShock per altri utilizzi, abbandonando poi l’impresa. Il dominio risulta quindi generico, in quanto conteso da più compagnie per scopi molto diversi tra loro; ecco perchè il Panelist del WIPO ha ritenuto che il dominio non fosse stato registrato in cattiva fede. Ecco come la Take-Two non possa avanzare richieste, perdendo l’arbitraggio.
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Dopo Paris Hilton, anche Pamela Anderson si unisce al gruppo di vip che combattono per un nome a dominio. La prosperosa attrice americana si è rivolta al National Arbitration Center per ottenere il nome a dominio PamAnderson.com, registrato nel Marzo 1997 secondo i dati di whois. Non si tratterebbe del primo caso di disputa affrontato dalla Anderson, che più di una volta si è trovata a reclamare domini troppo simili al proprio nome.
Ormai è prassi stabilita presso i Panelist che i nomi propri delle celebrità siano considerati come protetti da diritti, quindi, se non ci saranno grossi cambiamenti, è quasi certo che la disputa verrà vinta dalla Anderson. Attendiamo di sapere come si concluderà il caso.
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Cathie Jung, famosa per essere sul libro dei Guinness Dei Primati Mondiali come la donna “con la vita più stretta in una persona vivente”, con un giro vita di soli 38.1 centimetri, ha vinto il nome a dominio CathieJung.com.
La Jung si era rivolta all’Anticybersquatting Consumer Protection Act, con una denuncia specificamente rivolta al domain name e non a chi lo ha registrato, nello scorso Dicembre del 2009. Come la donna ha raccontato, il dominio era stato registrato da un disegnatore di corsetti e sembra che venisse sfruttato per farsi pubblicità.
Dopo mesi di attesa e trasferimento della causa, la Jung ha ottenuto il proprio nome a dominio.
Continua a leggere: La donna con la vita più stretta al mondo...Vince un nome a dominio!

Scegliere un nome a dominio basato su un “domain hack” non è mai una buona idea. Con “domain hack” si intende quando il top level domain (ovvero l’estensione) viene presa come parte della keyword oggetto del dominio. Un esempio di come il domain hack non paghi, lo ha offerto il World Intellectual Property Organization (WIPO) con una decisione.
Sazze Inc, la compagnia che ha registrato il dominio hack DealsPl.us, ha perso la causa contro i proprietari del dominio DealsPlus.com. DealsPl.us è un grosso sito Web che riceve milioni di visite uniche al mese, ma la scelta del dominio non è stata delle più immediate e felici. Nel tentativo di ottenere il dominio migliore e più facile da ricordare, la Sazze ha richiesto un arbitraggio, ma il Panelist ritiene che DealsPlus.com non sia stato registrato, né venga usato in cattiva fede.
Continua a leggere: Domain Hack: DealsPl.us non ottiene DealsPlus.com
Spesso capita di registrare domini che dedicheremo a fan-site di questo o quel prodotto, come nel caso degli entusiasti Apple che spesso utilizzano marchi come iPhone 4 o iPad, rischiando anche fastidiose conseguenze. Un esempio simile, che per una volta non prende in considerazione Apple, è legato alla vettura elettrica GM Volt, che tanto ha fatto parlare di sé negli Stati Uniti recentemente.
Un articolo del New York Times ha analizzato la vettura, riportando un link al sito GM-Volt.com, in realtà non affiliato a General Motors. A quanto pare, il sito non ufficiale riceve circa 75.000 visite al mese, niente di straordinario, e probabilmente il proprietario del sito ne guadagna qualcosa. Il problema è che General Motoros potrebbe ottenere il dominio molto velocemente tramite processo UDRP o tramite più classica denuncia in tribunale.
In particolare, il banner che annuncia come il sito non sia affiliato con GM diventa anche una pubblicità per la Ford, diretta concorrente. Il rischio di una azione legale, in questi casi, è sempre altissimo. Molto meglio non utilizzare grandi marchi registrati su siti amatoriali o non autorizzati.
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Dolce & Gabbana, casa di moda italiana molto amata e conosciuta in tutto il mondo, si è trovata a dover disputare un nome a dominio tramite il WIPO Arbitration and Mediation Center. Il dominio oggetto della disputa è dandg.com, che è sembrato troppo simile al marchio registrato “D&G”.
Il dominio contestato era stato anche messo all’asta, ma il WIPO ha l’ha bloccato consegnandola alla casa di moda.
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Anche la ricca e capricciosa ereditiera Paris Hilton si è dovuta rivolgere al WIPO Arbitration and Mediation Center reclamando i diritti sul nome a dominio paris-hilton-perfume.net. “Paris Hilton” non è solo il nome dell’amata/odiata celebrità (??), ma anche un marchio registrato che rappresenta la sua linea di abiti e profumi per uomo e animali.
Il dominio Paris-hilton-perfume.net è stato registrato da Troy Rushton il 31 Marzo 2010 e, sebbene il caso non sia risolto, sappiamo bene come si concluderà. Cosa spinge persone come Rushton a scontrarsi con i grandi nomi, pur di mantenere un dominio?
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Google non perdona quando si tratta di nomi a dominio: tra le dispute attualmente in corso, si aggiunge quella per ottenere il nome a dominio GoogleDNS.org. Il gigante di Internet si sarebbe rivolto ancora al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio, in quanto contenente il marchio registrato “Google”.
GoogleDNS.org è stato registrato da Haishan Zhao ed aggiornato il 18 Giugno 2010. La conclusione del caso è praticamente certa, ma in ogni caso attendiamo la sentenza definitiva.
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