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Non includere un marchio registrato in un dominio, anche se si è fan, è sempre meglio

pubblicato da claudiasantini in: Registrare domini Cybersquatting Brand protection

GM Spesso capita di registrare domini che dedicheremo a fan-site di questo o quel prodotto, come nel caso degli entusiasti Apple che spesso utilizzano marchi come iPhone 4 o iPad, rischiando anche fastidiose conseguenze. Un esempio simile, che per una volta non prende in considerazione Apple, è legato alla vettura elettrica GM Volt, che tanto ha fatto parlare di sé negli Stati Uniti recentemente.

Un articolo del New York Times ha analizzato la vettura, riportando un link al sito GM-Volt.com, in realtà non affiliato a General Motors. A quanto pare, il sito non ufficiale riceve circa 75.000 visite al mese, niente di straordinario, e probabilmente il proprietario del sito ne guadagna qualcosa. Il problema è che General Motoros potrebbe ottenere il dominio molto velocemente tramite processo UDRP o tramite più classica denuncia in tribunale.

In particolare, il banner che annuncia come il sito non sia affiliato con GM diventa anche una pubblicità per la Ford, diretta concorrente. Il rischio di una azione legale, in questi casi, è sempre altissimo. Molto meglio non utilizzare grandi marchi registrati su siti amatoriali o non autorizzati.

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Dolce e Gabbana ha ottenuto un dominio

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Dolce e Gabbana

Dolce & Gabbana, casa di moda italiana molto amata e conosciuta in tutto il mondo, si è trovata a dover disputare un nome a dominio tramite il WIPO Arbitration and Mediation Center. Il dominio oggetto della disputa è dandg.com, che è sembrato troppo simile al marchio registrato “D&G”.

Il dominio contestato era stato anche messo all’asta, ma il WIPO ha l’ha bloccato consegnandola alla casa di moda.

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Società tedesca fa richiesta per il TLD .Schott

pubblicato da claudiasantini in: Registrare domini Brand protection

copyright

La compagnia tedesca che si occupa di vetri e componenti, la Schott AG, ha richiesto di ottenere il marchio registrato presso l’U.S. Patent and Trademark Office per una estensione “.schott” con la seguente motivazione: “registrazione di nomi a dominio (servizio legale), gestione dei nomi a dominio, vendita o registrazione di nomi a dominio, locazione di nomi a dominio e trading di nomi a dominio”.

Le motivazioni della richiesta potrebbero essere due: la compagnia vuole proporre ed acquisire il proprio TLD .schott, un po’ come Canon vorrebbe fare con .Canon, oppure cerca di proteggersi dall’introduzione di nuovi TLD che potrebbero utilizzarne il marchio.

La richiesta di marchio registrato è stata per ora rigettata.

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AppleBumper.com e BumperCase.com: la saga dei domini legati ad iPhone 4

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection

bumper case

Abbiamo visto come, sin dall’annuncio ufficiale di iPhone 4, ci sia stata la corsa alla registrazione dei nomi a dominio contenenti il marchio registrato, ovviamente non da parte di Apple che, taciturna, assiste a questi fenomeni di cybersquatting senza muovere dito per ora.

Settimana scorsa Apple ha tenuto una conferenza stampa per parlare dei problemi di antenna di iPhone 4, offrendo come soluzione momentanea dei bumper gratuiti a tutti gli utenti. I bumper sono dei case in silicone che proteggono l’antenna del dispositivo. Natuaralmente la curiosità di verificare se fossero stati registrati domini legati ai bumper è stata soddisfatta dall’autore di Dot Weekly, il quale ha scoperto come i due nomi a dominio migliori fossero già stati presi.

Parliamo di BumperCase.com e AppleBumper.com. Ciò che però stupisce maggiormente è la data di registrazione dei due domini: il primo registrato il 7 Giugno 2010 e il secondo l’8 Giugno 2010, ben un mese prima dell’annuncio dei bumper gratis. In realtà le cover in silicone erano già state presentate insieme all’iPhone 4, ma non avevano ricevuto poi molta attenzione da parte del pubblico.

Il dominio BumperCase.com si conferma il migliore perchè non contiene direttamente il termine Apple, quindi è esente da possibili rivendicazioni sul marchio ed utilizza una keyword di ricerca perfetta.

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Google: ancora dispute

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Google

Google non perdona quando si tratta di nomi a dominio: tra le dispute attualmente in corso, si aggiunge quella per ottenere il nome a dominio GoogleDNS.org. Il gigante di Internet si sarebbe rivolto ancora al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio, in quanto contenente il marchio registrato “Google”.

GoogleDNS.org è stato registrato da Haishan Zhao ed aggiornato il 18 Giugno 2010. La conclusione del caso è praticamente certa, ma in ogni caso attendiamo la sentenza definitiva.

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Google lotta per ottenere Googledoc.com e Verizon vince Verzon.com

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google

Google è come sempre agguerrita quando si tratta di dispute per nomi a dominio. La compagnia si trova nuovamente in ballo, dopo essersi rivolta al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio Googledoc.com. Come ormai sappiamo bene, esiste il marchio registrato “Google” e il dominio contestato lo contiene senza ombra di dubbio.

Googledoc.com è stato registrato da Ravi Mani e aggiornato al 17 Giugno 2010. Mentre si attende il praticamente ovvio risultato di questa disputa, veniamo a conoscenza della vittoria di un altro colosso: Verizon ottiene il nome a dominio Verzon.com, contestando lo sfruttamento di un errore typo molto comune da parte degli utenti.

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Absolut Vodka e il caso di AbsolutEscorts.com

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Absolut Vodka

La compagnia V&S Vin & Sprit AB, distributrice della conosciutissima Absolut Vodka, ha vinto un caso di arbitraggio per nome a dominio ottenendo AbsolutEscorts.com.

Perchè voler ottenere un nome a dominio simile? Qualche malizioso commenterebbe dicendo che forse la compagnia vuole espandere il proprio business, lanciandosi in una nuova branca di “prodotti”, ma la realtà è che la V&S Vin & Sprit AB ritiene sia stato unato il proprio marchio in modo non autorizzato, affiancandolo a contenuti e servizi pornografici.

La motivazione regge, in quanto la compagnia ha lottato ed ha ottenuto anche il nome a dominio gemello absolut-porn.com.

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Dell e Verizon vincono una disputa

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Dell

Il National Arbitration Forum ha annunciato la chiusura di un ennesimo arbitraggio per nome a dominio in favore di Verizon, un operatore mobile straniero, che ha ottenuto il nome a dominio wwwverizon.com.

L’operatore possiede il marchio registrato Verizon e il dominio veniva utilizzato in cattiva fede, utilizzando un typo molto comune: la dimenticanza del punto dopo il www, traendo in inganno gli utenti, per altro senza alcuna motivazione plausibile dato che il sito restituiva l’errore “Sorry! This site it not currently available.”

Un’altra azienda ha vinto la propria battaglia, la Dell, compagnia che produce PC. Il dominio oggetto della disputa è dellfinancial.com, contenente appunto il marchio registrato “DELL”. Anche in questo caso si parla di dominio registrato in cattiva fede, poichè il sito mostrava pubblicità a fornitori competitori rispetto a Dell. Anche in questo caso, la compagnia ha ottenuto il dominio senza problemi.

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L'Università del Texas perde una disputa per nome a dominio

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Università del Texas

Parliamo sempre di grandi marchi o istituzioni che vincono dispute per nomi a dominio, ma ogni tanto tocca parlare anche di casi contrari. Il soggetto di oggi è l’Università del Texas che avrebbe perso l’arbitraggio UDRP per il nome a dominio TexasSports.org.

Il sito ufficiale della squadra di atletica dell’Università è TexasSports.com, ma la possibilità che gli studenti cercassero il dominio con estensione .org al posto del .com sembrava alta all’Università, tanto da richiedere il domain name. Lo scopo è non-profit, quindi le intenzioni dell’istituzione non sono certo in mala fede, nonostante abbia tentato di avanzare diritti sul termine generico “Texas Sports”.

La controparte ha ribattuto sulla genericità dei due termini, ottenendo il favore del Panel e vincendo l’arbitraggio.

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Google vince la battaglia per atgoogle.com

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google

Abbiamo visto ad inizio Giugno come Google stesse lottando per “portare a casa” l’ennesimo nome a dominio disputato, atgoogle.com. L’arbitraggio per nome a dominio si è finalmente concluso, anche questa volta a favore della grande compagnia di Internet.

Il panelist che si è occupato del caso, infatti, ha notato come il marchio fosse stato infranto e come il dominio fosse stato registrato nel Gennaio 2009, ben dopo la registrazione del marchio da parte di Google. L’ex proprietario del dominio ha provato a difendersi sostenendo di aver acquistato il dominio da eBay, ma ciò non è bastato a vincere la disputa.

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