
Anche American Express si unisce alla lunga lista di compagnie che tentano la strada dell’arbitraggio per ottenere il proprio dominio .me. La compagnia si è rivolta al WIPO per ottenere AmericanExpress.me, al momento posseduto da un cittadino americano del New Jersey, che lo tiene parcheggiato con pubblicità che sponsorizzano carte di credito American Express.
Tra le altre compagnie che stanno tentando la strada della disputa per ottenere il proprio dominio .me troviamo Overstock, Mozilla, Firefox, ExxonMobil, Sprite e Porsche.
Tra le altre notizie UDRP, sembra che Samsung stia raccogliendo i primi frutti degli arbitraggi iniziati nei mesi scorsi. La compagnia ha infatti ottenuto Samsung.cd (Congo), Samsung.la (Laos) e Samsung.md (Moldova). Attualmente attende di mettere le mani su Samsung.nu, Samsung.as, Samsung.com.ve, Samsung.bz e Samsung.tm.
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Un nuovo studio della Corporation Service Company (CSC), che si occupa di protezione dei marchi registrati, mostra come il www senza il punto sia il più comune prefisso sfruttato da coloro che infrangono i marchi registrati nei nomi a dominio.
E’ forse ancora più interessante notare che la maggior parte delle compagnie che possiedono anche i domini con gli errori di battitura del proprio sito non si preoccupano di creare dei redirect al sito principale. Il 67% dei possessori di domini con errori di www non effettuano il redirect al proprio sito attivo. L’80% dei domini con errori di scrittura, posseduti sia da cybersquatter che da legittimi proprietari, puntano a pagine con pubblicità pay-per-click.
Il CSC ha stabilito che il suffisso più comune aggiunto ai marchi infranti è “online”.
Alcune interessanti e davvero peculiari dispute per nomi a dominio sono state sottoposte all’UDRP del National Arbitration Forum per i domini Recent.net, Than.net e They.net. Si tratta di casi piuttosto complicati, la cui identità del denunciante non verrà rivelata sino a decisione raggiunta.
Come potete notare, si tratta di domain name davvero generici. Andando ad indagare nella storia che li caratterizza grazie al WhoIs, scopriamo che hanno in comune diverse caratteristiche:
Continua a leggere: Casi particolari sottoposti all'UDRP: Recent.net, Than.net e They.net

Lufthansa,la più grande compagnia europea di volo, ha presentato un ricorso riguardo il dominio lufthansa-reisemarkt.com attraverso il WIPO. La compagnia ha sottoposto un ricorso all’ente richiedendo che il dominio in questione venisse trasferito a loro.
Lufthansa possiede parecchi marchi registrati con il marchio “Lufthansa”. Il team di legali di Lufthansa ha quindi presentato il ricorso affermando che il nome del dominio fosse simile in modo equivoco ai marchi da loro registrati. Inoltre si è fatta presente la cattiva fede del registrante: “il rispondente intendeva guadagnare profitto dalla confusione creata nell’utente internet, facendo credere di accedere al sito del ricorrente”.
Il Panel ha notato che vi è stato – inoltre – un tentativo da parte del rispondente di evitare l’intervento della procedura UDRP apparentemente tramite mezzi esterni alle corrette procedure.
Vi è stato infatti un cambio di proprietà del dominio allo scopo di rendere più difficile l’azione di difesa da parte del ricorrente nei confronti del rispondente, ma senza esito, in quanto la denuncia era stata comunque presentata prima del cambio di whois.
Poichè il rispondente non ha fornito un responso accettabile ed il ricorrente ha dimostrato tutti gli elementi, il panel ha ordinato di trasferire il nome a dominio dal rispondente al ricorrente.
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American Airlines, la linea aerea più importante degli Stati Uniti, ha recentemente vinto una disputa per nomi a dominio. La compagnia si è rivolta al National Arbitration Forum, richiedendo presso di sé il trasferimento del dominio advantagemiles.com.
L’American Airlines ha tutti i diritti sul marchio registrato “AAdvantage” e il dominio conteso è ritenuto troppo simile al marchio registrato. Il dominio, inoltre, è stato registrato in cattiva fede, ospitando link a offerte di compagnie concorrenti. Il proprietario del dominio, inoltre, traeva guadagni dal click sui link ospitati.
Il Panel ha quindi deciso in favore della compagnia aerea.
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Burger King, la famosa catena internazionale di fast food, ha vinto una disputa per nome a dominio. Burger King si è infatti rivolta al National Arbitration Forum per ottenere il dominio burgerkingdelivered.com.
Naturalmente la catena possiede tutti i diritti sul marchio “Burger King” e il dominio conteso vi risulta troppo simile, risultando inoltre registrato in cattiva fede. Il proprietario del dominio, infatti, traeva in inganno gli utenti dirottandoli su un ulteriore sito che offriva la consegna a domicilio dei prodotti di Burger King, insieme a prodotti di ristoranti e fast food concorrenti.
Il panel ha quindi deciso in favore della catena americana, ordinando il trasferimento del dominio.
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Microsoft, il gigante mondiale del settore tecnologico, ha recentemente vinto un caso di disputa per il nome a dominio wapbing.net. La denuncia è stata rivolta al National Arbitration Forum (NAF), richiedendo il trasferimento del dominio.
Si tratta di un epilogo che tutti ci si aspettava, considerando che “Bing” è un marchio registrato e depositato da Microsoft. Inoltre è stato rivelato che il dominio veniva utilizzato per intenti fraudolenti, cercando di creare confusione negli utenti, imitando in tutto e per tutto l’aspetto della pagina web ufficiale di Bing.
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Non è raro, per gli oggetti e le creazioni di un artista, acquisire valore e acquirenti dopo la sua morte prematura. Lo stilista Alexander McQueen, ritrovato senza vita nel suo appartamento martedì mattina per quello che appare, a tutti gli effetti, un suicidio, non concepisce di certo una eccezione da questa regola.
The Times UK riporta una risposta nell’aumento di vendite della maison McQueen a valle della sua morte e – ironia della sorte – l’oggetto più venduto risulta essere la sciarpa decorata con i teschi.
Gli effetti della sua dipartita si sono avvertiti anche su eBay, dove è possibile notare un aumento sensibile delle vendite del merchandise legato allo stilista, ma soprattutto spicca un’asta perlomeno particolare: la auction per il nome a dominio www.InMemoryOfAlexanderMcQueen.com, in “offerta” per un milione di dollari o migliore offerta.

L’iPad, dispositivo tablet di Apple, è stato ormai presentato da diversi giorni e le discussioni in merito si sprecano. Come abbiamo visto il giorno dopo la presentazione, Apple non aveva registrato alcun dominio ufficiale ad esso legato, forse per non rivelarne il nome in anticipo rispetto al giorno della presentazione.
Naturalmente i cybersquatter e gli affaristi del mondo dei nomi a dominio si sono fatti avanti e oggi vediamo il caso del dominio ipadapple.com. Il dominio in questione ci reindirizza verso un ulteriore dominio, Ebook Of The Week, con link sponsorizzati per l’acquisto di ebook.
Il dominio in questione contiene ben due marchi registrati: Apple e iPad. Quanto ci metterebbe Apple a vincere una disputa per nome a dominio?
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Il colosso della tecnologia Hewlett-Packard, noto anche come HP, ha recentemente vinto un caso di disputa per nome a dominio. HP ha infatti sottoposto un ricorso al National Arbitration Forum per ottenere il trasferimento del nome a dominio hpservices.com.
HP possiede il marchio registrato presso l’ufficio brevetti degli Stati Uniti per ciò che riguarda la sigla “HP”. L’avvocato della HP ha sostenuto che il nome a dominio in questione fosse stato scelto volutamente simile al marchio per trarre in inganno gli utenti, ottenendone beneficio.
L’ex proprietario del dominio, infatti, utilizzava il sito per reindirizzare gli utenti verso un sito che mostrava link a siti di terze parti, tra i quali figuravano competitor diretti dell’HP. Poichè il denunciato non ha risposto al ricorso, il Panel ha deciso in favore di HP ordinando il trasferimento del dominio conteso.
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