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Pamela Anderson combatte per un nome a dominio

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Pamela Anderson

Dopo Paris Hilton, anche Pamela Anderson si unisce al gruppo di vip che combattono per un nome a dominio. La prosperosa attrice americana si è rivolta al National Arbitration Center per ottenere il nome a dominio PamAnderson.com, registrato nel Marzo 1997 secondo i dati di whois. Non si tratterebbe del primo caso di disputa affrontato dalla Anderson, che più di una volta si è trovata a reclamare domini troppo simili al proprio nome.

Ormai è prassi stabilita presso i Panelist che i nomi propri delle celebrità siano considerati come protetti da diritti, quindi, se non ci saranno grossi cambiamenti, è quasi certo che la disputa verrà vinta dalla Anderson. Attendiamo di sapere come si concluderà il caso.

Foto | Flickr

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Facebook ottiene Facebook.me

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

facebook.me

Il gigante dei social network Facebook ha appena ottenuto il nome a dominio Facebook.me grazie alla sentenza pronunciata da un panelist del WIPO. Si è trattato di una vicenda giudiziaria molto lunga. Secondo quanto emerge dai documenti, Amjad Abbas sarebbe stato accusato da Facebook di aver messo il dominio in vendita insieme ad altri per un prezzo minimo d’asta di $2.000. Anche gli altri domini messi in vendita non sono certo meno a rischio cybersquatting: altagoogle.com, oracle.me e trump.me.

Abbas si è giustificato dicendo di aver acquistato molti domini .me, .com e .net, che avrebbe conservato per più di sei anni per ragioni di collezionismo, soprattutto per quanto riguarda i domini unici. L’intenzione non era quindi quello di utilizzare i domini in cattiva fede, ma semplicemente di far puntare il domain name alla propria pagina personale di Facebook, così da avere “la pagina personale di Facebook più unica nel mondo”.

Abbas ha acquistato Facebook.me per $5.115.

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La donna con la vita più stretta al mondo...Vince un nome a dominio!

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Cathie Jung

Cathie Jung, famosa per essere sul libro dei Guinness Dei Primati Mondiali come la donna “con la vita più stretta in una persona vivente”, con un giro vita di soli 38.1 centimetri, ha vinto il nome a dominio CathieJung.com.

La Jung si era rivolta all’Anticybersquatting Consumer Protection Act, con una denuncia specificamente rivolta al domain name e non a chi lo ha registrato, nello scorso Dicembre del 2009. Come la donna ha raccontato, il dominio era stato registrato da un disegnatore di corsetti e sembra che venisse sfruttato per farsi pubblicità.

Dopo mesi di attesa e trasferimento della causa, la Jung ha ottenuto il proprio nome a dominio.

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RIM registra il dominio blackpad.com

pubblicato da Claudia in: Reti sociali

Blackpad.com

Recentemente RIM, Research In Motion, ovvero la compagnia che produce gli smartphone BlackBerry, ha registrato il nome a dominio blackpad.com. Anche in questo caso si tratta di una “rivelazione”? Da mesi si parla di un possibile tablet BlackBerry pensato per competere con iPad di Apple, mai del tutto confermato, ma il cui nome dovrebbe essere BlackPad.

RIM non si esprime a riguardo, “fonti interne” lo danno ormai come certo e ora questo domain name che, dal whois, risulta proprio registrato da RIM. Si tratta di una conferma dell’esistenza del tablet o di una mossa per sviare i sospetti? O, ancora, di un tentativo di prevenire il cybersquatting su uno dei nomi in lizza per il dispositivo?

Non resta che attendere per scoprirlo.

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Non includere un marchio registrato in un dominio, anche se si è fan, è sempre meglio

pubblicato da Claudia in: Registrare domini Cybersquatting Brand protection

GM Spesso capita di registrare domini che dedicheremo a fan-site di questo o quel prodotto, come nel caso degli entusiasti Apple che spesso utilizzano marchi come iPhone 4 o iPad, rischiando anche fastidiose conseguenze. Un esempio simile, che per una volta non prende in considerazione Apple, è legato alla vettura elettrica GM Volt, che tanto ha fatto parlare di sé negli Stati Uniti recentemente.

Un articolo del New York Times ha analizzato la vettura, riportando un link al sito GM-Volt.com, in realtà non affiliato a General Motors. A quanto pare, il sito non ufficiale riceve circa 75.000 visite al mese, niente di straordinario, e probabilmente il proprietario del sito ne guadagna qualcosa. Il problema è che General Motoros potrebbe ottenere il dominio molto velocemente tramite processo UDRP o tramite più classica denuncia in tribunale.

In particolare, il banner che annuncia come il sito non sia affiliato con GM diventa anche una pubblicità per la Ford, diretta concorrente. Il rischio di una azione legale, in questi casi, è sempre altissimo. Molto meglio non utilizzare grandi marchi registrati su siti amatoriali o non autorizzati.

Foto | Flickr

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Dolce e Gabbana ha ottenuto un dominio

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Dolce e Gabbana

Dolce & Gabbana, casa di moda italiana molto amata e conosciuta in tutto il mondo, si è trovata a dover disputare un nome a dominio tramite il WIPO Arbitration and Mediation Center. Il dominio oggetto della disputa è dandg.com, che è sembrato troppo simile al marchio registrato “D&G”.

Il dominio contestato era stato anche messo all’asta, ma il WIPO ha l’ha bloccato consegnandola alla casa di moda.

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Società tedesca fa richiesta per il TLD .Schott

pubblicato da Claudia in: Registrare domini Brand protection

copyright

La compagnia tedesca che si occupa di vetri e componenti, la Schott AG, ha richiesto di ottenere il marchio registrato presso l’U.S. Patent and Trademark Office per una estensione “.schott” con la seguente motivazione: “registrazione di nomi a dominio (servizio legale), gestione dei nomi a dominio, vendita o registrazione di nomi a dominio, locazione di nomi a dominio e trading di nomi a dominio”.

Le motivazioni della richiesta potrebbero essere due: la compagnia vuole proporre ed acquisire il proprio TLD .schott, un po’ come Canon vorrebbe fare con .Canon, oppure cerca di proteggersi dall’introduzione di nuovi TLD che potrebbero utilizzarne il marchio.

La richiesta di marchio registrato è stata per ora rigettata.

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AppleBumper.com e BumperCase.com: la saga dei domini legati ad iPhone 4

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting Brand protection

bumper case

Abbiamo visto come, sin dall’annuncio ufficiale di iPhone 4, ci sia stata la corsa alla registrazione dei nomi a dominio contenenti il marchio registrato, ovviamente non da parte di Apple che, taciturna, assiste a questi fenomeni di cybersquatting senza muovere dito per ora.

Settimana scorsa Apple ha tenuto una conferenza stampa per parlare dei problemi di antenna di iPhone 4, offrendo come soluzione momentanea dei bumper gratuiti a tutti gli utenti. I bumper sono dei case in silicone che proteggono l’antenna del dispositivo. Natuaralmente la curiosità di verificare se fossero stati registrati domini legati ai bumper è stata soddisfatta dall’autore di Dot Weekly, il quale ha scoperto come i due nomi a dominio migliori fossero già stati presi.

Parliamo di BumperCase.com e AppleBumper.com. Ciò che però stupisce maggiormente è la data di registrazione dei due domini: il primo registrato il 7 Giugno 2010 e il secondo l’8 Giugno 2010, ben un mese prima dell’annuncio dei bumper gratis. In realtà le cover in silicone erano già state presentate insieme all’iPhone 4, ma non avevano ricevuto poi molta attenzione da parte del pubblico.

Il dominio BumperCase.com si conferma il migliore perchè non contiene direttamente il termine Apple, quindi è esente da possibili rivendicazioni sul marchio ed utilizza una keyword di ricerca perfetta.

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Google: ancora dispute

pubblicato da Claudia in: Google Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Google

Google non perdona quando si tratta di nomi a dominio: tra le dispute attualmente in corso, si aggiunge quella per ottenere il nome a dominio GoogleDNS.org. Il gigante di Internet si sarebbe rivolto ancora al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio, in quanto contenente il marchio registrato “Google”.

GoogleDNS.org è stato registrato da Haishan Zhao ed aggiornato il 18 Giugno 2010. La conclusione del caso è praticamente certa, ma in ogni caso attendiamo la sentenza definitiva.

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Google lotta per ottenere Googledoc.com e Verizon vince Verzon.com

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

google

Google è come sempre agguerrita quando si tratta di dispute per nomi a dominio. La compagnia si trova nuovamente in ballo, dopo essersi rivolta al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio Googledoc.com. Come ormai sappiamo bene, esiste il marchio registrato “Google” e il dominio contestato lo contiene senza ombra di dubbio.

Googledoc.com è stato registrato da Ravi Mani e aggiornato al 17 Giugno 2010. Mentre si attende il praticamente ovvio risultato di questa disputa, veniamo a conoscenza della vittoria di un altro colosso: Verizon ottiene il nome a dominio Verzon.com, contestando lo sfruttamento di un errore typo molto comune da parte degli utenti.

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