
Abbiamo visto come man mano, con la crescita di Twitter, il popolare servizio di microblogging abbia avuto bisogno di espandere il proprio parco server per reggere il successo ed il traffico. Affidandosi sempre a data center di terzi, Twitter ha sperimentato continui problemi anche recentemente: ecco che, per offrire un servizio migliore, è giunto il momento di un data center proprio in cui operare.
I problemi verificatisi in Giugno in particolare hanno segnato il passaggio verso una struttura che consenta un maggior controllo sulla rete, sulle proprie potenzialità e sul traffico. Il nuovo data center sorgerà a Salt Lake City.
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Apple ha comunicato i risultati finanziari per il terzo trimestre fiscale dell’azienda e, durante la conferenza stampa dedicata, ha svelato la costruzione di un enorme data center nel North Carolina. La struttura è costata un miliardo di dollari e sarà pronta entro la fine del 2010.
La costruzione è iniziata nell’Agosto del 2009, con i primi rumor a riguardo del futuro utilizzo. La struttura è grande 50.000 metri quadri e ospita un numero enorme e di server. Nessun dettagli in più al momento: attendiamo di vedere il primo video dell’enorme struttura.
Continua a leggere: Apple: un data center nel North Carolina

Microsoft ha stretto allenza con Dell, HP e Fujitsu per vendere i propri server preconfigurati Azure di Microsoft, allo scopo di fornire strumenti già pronti per l’hosting. Questi server permetteranno alla compagnia di utilizzare il cloud privato, con il quale potranno hostare le proprie applicazioni o organizzarle nei vari data center interni, andando a differenziarsi dal cloud pubblico, nel quale le applicazioni vengono affidate a data center esterni.
I clienti di questo tipo di progetto sono le grandi compagnie che vogliono espandersi e necessitano di più spazio presso i data center, tra le quali citiamo eBay.com.
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Wikipedia rimane uno dei siti più consultati e celebri al mondo, con versioni in ogni lingua, ma nonostante ciò non ha mai pensato di sviluppare una propria struttura in un proprio data center. Al momento Wikipedia conta su 350 server e una location esclusiva che li contiene per quanto riguarda l’Europa.
Una seconda struttura si trova negli Stati Uniti, ma conta su appena 50 server. L’outage verificatosi a Marzo è l’effetto di questa situazione, la dimostrazione della carenza di una struttura solida alle spalle. Ecco che Wikipedia si è decisa a realizzare un nuovo data center che le costerà circa 3 milioni di Euro e si troverà negli Stati Uniti.
La struttura sarà comunque modesta a livello di dimensioni, anche perchè Wikipedia continua ad essere una associazione no-profit.
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Il National Center for Atmospheric Research (NCAR) ha iniziato la costruzione di un nuovo data center, dotato di supercomputer, dislocato a Cheyenne, Wyoming, Stati Uniti. Gli scienziati pianificano di utilizzarlo per tracciare e fare ricerche sul cambiamento climatico.
La nuova struttura, piuttosto grossa, costerà circa 70 milioni di dollari e il supercomputer che lo caratterizza è tra i 25 più veloci del mondo, per un costo di $25- $35 milioni di dollari.
NCAR cercherà anche di ottenere la certificazione LEED gold, simbolo di struttura ecosostenibile, grazie al 10% dell’energia ricavata dal vento.
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I costi dei data center vanno tagliati: questo il progetto del presidente Americano Obama per quanto riguarda la pubblica amministrazione. I costi dei data center si fanno sentire anche nel settore pubblico, sia che si tratti di grandi strutture accentrate, che di piccole strutture sparse per gli Stati Uniti.
Barack Obama intende contenere i costi vendendo parte delle attuali strutture in utilizzo, consolidandone altre. Il risparmio complessivo voluto dal presidente deve essere non meno di 3 miliardi di dollari, entro il 2012. Il cloud computing è una soluzione suggerita.
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Tier 1 Research, Data center Trasformation Summit, ha rivelato che il cloud computing attualmente rappresenta il 2% del mercato IT mondiale. Vi sembrerà un cifra troppo esigua, visto che ultimamente non si parla d’altro che di conversione al cloud, ma è importante tenere presente che si tratta comunque di un traguardo.
L’adozione delle nuove tecnologie, così rivoluzionare, può richiedere tempo; le previsioni per il futuro sono comunque rosee: grande crescita e adozione, grazie all’entusiasmo di chi l’ha già adottata.
Secondo la ricerca, inoltre, i classici data center e il cloud computing non si trovano in competizione, ma riescono a convivere pacificamente.
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Continua a leggere: Cloud Computing: solo il 2% del mercato attuale

Il settore IT ha subito il contraccolpo della crisi, ma nonostante ciò sembra uscirne vincitore, soprattutto negli Stati Uniti. Se la zona della Silicon Valley riceve continue richieste per nuovi data center, anche altre zone degli Stati Uniti vedono il sorgere di nuove grandi strutture. Una di queste è il nuovo data center per eBay e PayPal, realizzato nello stato dello Utah.
Si tratta di una struttura piuttosto grande da 240.000 piedi, a risparmio energetico (con una riduzione dei consumi rispetto alle altre strutture del 50%) e con potenza erogabile di 7.2 MW. La nuova struttura avrà certificazione LEED e una valutazione PUE di 1.4, punteggio che lo identifica come data center attento all’ambiente.
Continua a leggere: eBay: nuovo data center da 287 milioni di dollari

Opera, l’azienda che crea uno dei browser più apprezzati, pianifica di acquistare spazio in un nuovo data center a Hafnarfjorour, in Islanda. Non si tratta di un data center qualsiasi, ma di una struttura che rispetta l’ambiente e che funziona ad altissima efficienza energetica.
Questo data center sfrutta infatti le temperature fresche dell’Islanda per raffreddare i server ed è pensato con una struttura a container per essere facilmente espanso. Jon Stephenson von Tetzchner, fondatore di Opera Software, ha dichiarato di aver scelto proprio questo data center poichè l’energia utilizzata è riciclata al 100%, offrendo un supporto energetico stabile.
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La notizia viene data da HP stessa tramite un comunicato stampa: HP sceglie di rendere i propri data center sempre più “verdi” ed attenti all’ambiente, utilizzando forme di alimentazione decisamente naturali come lo sterco di mucca.
HP Labs ha addirittura pubblicato dettagli su come questi data center dovrebbero essere alimentati:
I data center richiedono molta energia. Le fattorie creano quotidianamente litri di metano. Presumibilmente, 10.000 vacche da latte potrebbero soddisfare i requisiti di alimentazione di un data center da 1 megawatt, l’equivalente di un data center di medie dimensioni, con potenza residua per supportare tutte le altre necessità della fattoria. Il caldo generato dal data center potrebbe essere utilizzato per incrementare l’efficienza della digestione anaerobica dei rifiuti di origine animale.
Via | HPLabs
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