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L'ICA richiede un intervento dell'ICANN contro il cambiamento delle policy della Czech Arbitration Court

pubblicato da claudiasantini in: Dispute nomi a dominio

lettera protesta cac

Il consigliere della Internet Commerce Association, Philip Corwin, ha inviato una lettera al CEO dell’ICANN Rod Beckstrom richiedendo un intervento a riguardo delle nuove UDRP policy della Czech Arbitration Court.

La Czech Arbitration Court (CAC), uno dei nuovissimi provider UDRP, ha recentemente proposto un nuovo schema secondo il quale richiedere un arbitraggio per nome a dominio costerà solo 500 Euro. Chi si occupa dell’arbitraggio vi spenderà meno tempo, proponendo risoluzioni più veloci.

L’ICANN ha richiesto un periodo per raccogliere i commenti del pubblico sulla proposta e ben 15 pareri contrari alla proposta del CAC sono arrivati. Tra gli “oppositori” c’è anche un Panelist che si è occupato di diversi arbitraggi.

In attesa di un parere definitivo da parte dell’ICANN, il CAC ha apportato solo alcune modifiche alla proposta che porterà avanti anche senza l’approvazione dell’ICANN.

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Casi particolari sottoposti all'UDRP: Recent.net, Than.net e They.net

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Then Alcune interessanti e davvero peculiari dispute per nomi a dominio sono state sottoposte all’UDRP del National Arbitration Forum per i domini Recent.net, Than.net e They.net. Si tratta di casi piuttosto complicati, la cui identità del denunciante non verrà rivelata sino a decisione raggiunta.

Come potete notare, si tratta di domain name davvero generici. Andando ad indagare nella storia che li caratterizza grazie al WhoIs, scopriamo che hanno in comune diverse caratteristiche:

  • sono stati recentemente registrati dalla “Skelton Logic” in Australia
  • il precedente proprietario era Vonny Ling di Singapore, che li ha registrati nel Gennaio 2010
  • i dati di whois dei registranti sono cambiati nel 2009 e sono gli stessi per tutti e tre i domini

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Il sistema di disputa diventa integralmente elettronico

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Dispute nomi a dominio

wipo Il SIDN ha modificato i regolamenti riguardanti le dispute di nomi a dominio in Olanda. A partire da oggi le dispute dei nomi a dominio .nl vedranno la maggior parte delle comunicazioni che un tempo si muovevano via posta tradizionale recapitata per posta.

Per esempio si potrà presentare un ricorso a Ginevra esclusivamente tramite e-mail, evitando così la stampa di ben cinque fotocopie da includere nella versione postale.. I cambi effettuati per le regole delle risolunzioni delle dispute sono state cambiate, cercando quanto più di allinearsi alle UDRP (che vengono utilizzati per le dispute .com), entrati in funzione il primo marzo. In base alle regole riviste per i domini .nl, un ricorso può essere presentato senza alcuno sforzo, facendo giungere la richiesta al registrante del dominio via e-mail.

In ogni caso, per avere la sicurezza che il registrante abbia a mano la notifica della richiesta di ricorso, il WIPO invierà una lettera di segnalazione.

Foto | Flickr

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Lufthansa vince un ricorso per un nome a dominio

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Lufthansa

Lufthansa,la più grande compagnia europea di volo, ha presentato un ricorso riguardo il dominio lufthansa-reisemarkt.com attraverso il WIPO. La compagnia ha sottoposto un ricorso all’ente richiedendo che il dominio in questione venisse trasferito a loro.

Lufthansa possiede parecchi marchi registrati con il marchio “Lufthansa”. Il team di legali di Lufthansa ha quindi presentato il ricorso affermando che il nome del dominio fosse simile in modo equivoco ai marchi da loro registrati. Inoltre si è fatta presente la cattiva fede del registrante: “il rispondente intendeva guadagnare profitto dalla confusione creata nell’utente internet, facendo credere di accedere al sito del ricorrente”.

Il Panel ha notato che vi è stato – inoltre – un tentativo da parte del rispondente di evitare l’intervento della procedura UDRP apparentemente tramite mezzi esterni alle corrette procedure.
Vi è stato infatti un cambio di proprietà del dominio allo scopo di rendere più difficile l’azione di difesa da parte del ricorrente nei confronti del rispondente, ma senza esito, in quanto la denuncia era stata comunque presentata prima del cambio di whois.

Poichè il rispondente non ha fornito un responso accettabile ed il ricorrente ha dimostrato tutti gli elementi, il panel ha ordinato di trasferire il nome a dominio dal rispondente al ricorrente.

Foto | Flickr

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Una compagnia di arbitrato per domini offre “prezzi bassi per casi semplici”

pubblicato da claudiasantini in: Dispute nomi a dominio

arbitration La corte di arbitraggio della Repubblica Ceca, uno dei fornitori di servizi di arbitraggio per ciò che riguarda la Uniform domain-name Dispute Resolution Policy (UDRP), sta riducendo i costi di arbitrato fino a 500 euro per caso a partire dal 15 marzo per alcuni casi.

La tariffa di 500 euro verrà applicata solo quando il rispondente non pone obiezione alla denuncia, poichè “non c’è necessità di Panelist per produrre una decisione dettagliata”. Se il proprietario del dominio risponde o il panelist ritiene che sia necessario esprimere una decisione dettagliata, il ricorso comporterà tariffe diverse.

La Czech Arbitration Court (CAC) ha proposto all’ICANN una procedura UDRP “a due binari”, bocciata in modo unanime dalla comunità ICANN. Il CAC in disaccordo con il feedback della comunità ha quindi comunicato la sua decisione sul proprio sito.

La proposta richiederà un costo aggiuntivo di 250 euro per ogni decisione emessa da un panelist ed un costo di 850 euro come base per un filing completo.
Sulla scia degli sconti offerti dal CAC,c’è da aspettarsi che il WIPO ed National Arbitration Forum to follow seguano la stessa via volta ad un abbassamento delle tariffe.

Foto | Flickr

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Sei stupido? Non puoi essere accusato di reverse domain name hijacking!

pubblicato da claudiasantini in: Nomi a dominio

Stupid Uno degli aspetti più controversi delle policy di risoluzione per le dispute di nomi a dominio (UDRP), è il reverse domain name hijacking (RDNH). Il proprietario di un dominio può chiedere al Panel di scoprire se il ricorrente ha presentato denuncia in cattiva fede, tentando di dirottare verso di sé il nome a dominio (tecnicamente il rispondente non dovrebbe nemmeno inoltrare una richiesta di RDNH, dovrebbe essere direttamente il Panel a verificarlo).

Se la denuncia viene ritenuta fraudolenta, il ricorrente ne paga le conseguenze. Confrontando diverse sentenze dell’UDRP, ciò che emerge è che se il panelist ritiene che il denunciante sia troppo stupido, ignorante o impossibilitato ad assumere un avvocato per gestire il caso, non verrà decretato un caso di RDNH nei suoi confronti.

Un esempio recente è Imagem.com, un nome a dominio posseduto da NameMedia. Il ricorrente, CP Masters B.V., una società olandese proprietaria del marchio Imagem, aveva presentato ricorso quale legittima proprietaria del marchio (registrato nel 2008), senza sapere però che il ricorrente aveva registrato tale dominio già nel 2004, quando il marchio non esisteva ancora. La disputa è stata quindi risolta a favore del rispondente, ma riconoscendo la buona fede del ricorrente, che non sapeva dei tempi di registrazione antecedenti al dominio.

Via | URDP
Foto | Flickr

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American Airlines ha vinto una disputa per nome a dominio

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

american airlines

American Airlines, la linea aerea più importante degli Stati Uniti, ha recentemente vinto una disputa per nomi a dominio. La compagnia si è rivolta al National Arbitration Forum, richiedendo presso di sé il trasferimento del dominio advantagemiles.com.

L’American Airlines ha tutti i diritti sul marchio registrato “AAdvantage” e il dominio conteso è ritenuto troppo simile al marchio registrato. Il dominio, inoltre, è stato registrato in cattiva fede, ospitando link a offerte di compagnie concorrenti. Il proprietario del dominio, inoltre, traeva guadagni dal click sui link ospitati.

Il Panel ha quindi deciso in favore della compagnia aerea.

Foto | Flickr

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Disney Enterprises ottiene due nomi a dominio

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Disney La Disney Enterprises si trova ancora al centro di un caso di disputa per nomi a dominio. Questa volta la compagnia ne ha ottenuti due: diseny.com e dsiney.com. La Disney si è rivolta al National Arbitration Forum, richiedendo il trasferimento di proprietà dei due domain name.

La compagnia detiene ovviamente tutti i diritti sul marchio “Disney” e i domini contestati risultano eccessivamente simili, oltre che registrati ed utilizzati in cattiva fede. Ciò che in particolare viene contestato all’ex proprietario è che, registrando i due domain name, è stata violata la clausa che riguarda i diritti legali di terze parti legati a nomi e marchi.

Il proprietario dei due domini ha deciso quindi di rinunciare a tutti i diritti.

Foto | Flickr

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Burger King ottiene il dominio burgerkingdelivered.com

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Burger King

Burger King, la famosa catena internazionale di fast food, ha vinto una disputa per nome a dominio. Burger King si è infatti rivolta al National Arbitration Forum per ottenere il dominio burgerkingdelivered.com.

Naturalmente la catena possiede tutti i diritti sul marchio “Burger King” e il dominio conteso vi risulta troppo simile, risultando inoltre registrato in cattiva fede. Il proprietario del dominio, infatti, traeva in inganno gli utenti dirottandoli su un ulteriore sito che offriva la consegna a domicilio dei prodotti di Burger King, insieme a prodotti di ristoranti e fast food concorrenti.

Il panel ha quindi deciso in favore della catena americana, ordinando il trasferimento del dominio.

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Facebook si è dimenticato di registrare FacebookZero.com

pubblicato da claudiasantini in: Registrare domini Cybersquatting Brand protection

Facebook
Facebook ha tenuto una conferenza incredibilmente interessante al Mobile World Congress 2010, presentando la strategia del più amato social network per il mercato mobile. A questo proposito è stato presentato Facebook Zero. Si tratta di un servizio che verrà lanciato nel corso delle prossime settimane e che costituisce una versione base e semplificata del sito mobile di Facebook.

Ebbene, dopo una presentazione perfetta, qualcuno ai piani alti di Facebook deve essersi mangiato le mani: la compagnia si è dimenticata di registrare il domain name FacebookZero.com. Subito dopo l’annuncio di Facebook Zero, un velocissimo domainer Cinese ha registrato il nome a dominio. In realtà Facebook intende utilizzare l’URL zero.facebook.com, ma non possedere un dominio come FacebookZero.com costituisce un discreto svantaggio.

Quasi certamente Facebook ricorrerà agli avvocati per ottenere il dominio; non resta che attendere ed osservare.

Foto | Flickr

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