Utilizzare un servizio di whois privacy o un proxy per registrare un sito, come abbiamo visto in precedenza, potrebbe non essere sicuro come sembra. Nuovi studi dimostrano come utilizzare servizi simili vi espone al potenziale e paradossale pericolo che le vostre informazioni vengano maggiormente divulgate.
Esistono due tipi di così detti “whois security services”: privacy e proxy. I risultati preliminari di un ulteriore studio sulla whois privacy mostra come più del 25% dei domain name utilizzino qualche tipo di servizio whois identity protection. Quando qualcuno però fa causa al proprietario del dominio o tenta un arbitraggio, il servizio proxy non garantisce più alcuna privacy.
Se quindi i cybersquatter vogliono tentare la strada della privacy, un semplice arbitraggio li può smascherare in tempi brevi.
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Anche American Express si unisce alla lunga lista di compagnie che tentano la strada dell’arbitraggio per ottenere il proprio dominio .me. La compagnia si è rivolta al WIPO per ottenere AmericanExpress.me, al momento posseduto da un cittadino americano del New Jersey, che lo tiene parcheggiato con pubblicità che sponsorizzano carte di credito American Express.
Tra le altre compagnie che stanno tentando la strada della disputa per ottenere il proprio dominio .me troviamo Overstock, Mozilla, Firefox, ExxonMobil, Sprite e Porsche.
Tra le altre notizie UDRP, sembra che Samsung stia raccogliendo i primi frutti degli arbitraggi iniziati nei mesi scorsi. La compagnia ha infatti ottenuto Samsung.cd (Congo), Samsung.la (Laos) e Samsung.md (Moldova). Attualmente attende di mettere le mani su Samsung.nu, Samsung.as, Samsung.com.ve, Samsung.bz e Samsung.tm.
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Un interessante caso UDRP sottoposto al National Arbitration Forum dimostra come il fenomeno del typosquatting si evolva, venendo anche sfruttato in alcuni casi.
La compagnia che detiene il dominio CanadaDrugs.com, una popolare farmacia online, ha sporto denuncia contro il proprietario del dominio CanadaRugs.com, un dominio parcheggiato contenente link a vendita di tappeti (rugs).
I proprietari di CanadaDrugs.com cercano di sostenere che il dominio CanadaRugs.com sia un tentativo di typosquatting:
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Il consigliere della Internet Commerce Association, Philip Corwin, ha inviato una lettera al CEO dell’ICANN Rod Beckstrom richiedendo un intervento a riguardo delle nuove UDRP policy della Czech Arbitration Court.
La Czech Arbitration Court (CAC), uno dei nuovissimi provider UDRP, ha recentemente proposto un nuovo schema secondo il quale richiedere un arbitraggio per nome a dominio costerà solo 500 Euro. Chi si occupa dell’arbitraggio vi spenderà meno tempo, proponendo risoluzioni più veloci.
L’ICANN ha richiesto un periodo per raccogliere i commenti del pubblico sulla proposta e ben 15 pareri contrari alla proposta del CAC sono arrivati. Tra gli “oppositori” c’è anche un Panelist che si è occupato di diversi arbitraggi.
In attesa di un parere definitivo da parte dell’ICANN, il CAC ha apportato solo alcune modifiche alla proposta che porterà avanti anche senza l’approvazione dell’ICANN.
Alcune interessanti e davvero peculiari dispute per nomi a dominio sono state sottoposte all’UDRP del National Arbitration Forum per i domini Recent.net, Than.net e They.net. Si tratta di casi piuttosto complicati, la cui identità del denunciante non verrà rivelata sino a decisione raggiunta.
Come potete notare, si tratta di domain name davvero generici. Andando ad indagare nella storia che li caratterizza grazie al WhoIs, scopriamo che hanno in comune diverse caratteristiche:
Continua a leggere: Casi particolari sottoposti all'UDRP: Recent.net, Than.net e They.net
Il SIDN ha modificato i regolamenti riguardanti le dispute di nomi a dominio in Olanda. A partire da oggi le dispute dei nomi a dominio .nl vedranno la maggior parte delle comunicazioni che un tempo si muovevano via posta tradizionale recapitata per posta.
Per esempio si potrà presentare un ricorso a Ginevra esclusivamente tramite e-mail, evitando così la stampa di ben cinque fotocopie da includere nella versione postale.. I cambi effettuati per le regole delle risolunzioni delle dispute sono state cambiate, cercando quanto più di allinearsi alle UDRP (che vengono utilizzati per le dispute .com), entrati in funzione il primo marzo. In base alle regole riviste per i domini .nl, un ricorso può essere presentato senza alcuno sforzo, facendo giungere la richiesta al registrante del dominio via e-mail.
In ogni caso, per avere la sicurezza che il registrante abbia a mano la notifica della richiesta di ricorso, il WIPO invierà una lettera di segnalazione.
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Lufthansa,la più grande compagnia europea di volo, ha presentato un ricorso riguardo il dominio lufthansa-reisemarkt.com attraverso il WIPO. La compagnia ha sottoposto un ricorso all’ente richiedendo che il dominio in questione venisse trasferito a loro.
Lufthansa possiede parecchi marchi registrati con il marchio “Lufthansa”. Il team di legali di Lufthansa ha quindi presentato il ricorso affermando che il nome del dominio fosse simile in modo equivoco ai marchi da loro registrati. Inoltre si è fatta presente la cattiva fede del registrante: “il rispondente intendeva guadagnare profitto dalla confusione creata nell’utente internet, facendo credere di accedere al sito del ricorrente”.
Il Panel ha notato che vi è stato – inoltre – un tentativo da parte del rispondente di evitare l’intervento della procedura UDRP apparentemente tramite mezzi esterni alle corrette procedure.
Vi è stato infatti un cambio di proprietà del dominio allo scopo di rendere più difficile l’azione di difesa da parte del ricorrente nei confronti del rispondente, ma senza esito, in quanto la denuncia era stata comunque presentata prima del cambio di whois.
Poichè il rispondente non ha fornito un responso accettabile ed il ricorrente ha dimostrato tutti gli elementi, il panel ha ordinato di trasferire il nome a dominio dal rispondente al ricorrente.
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La corte di arbitraggio della Repubblica Ceca, uno dei fornitori di servizi di arbitraggio per ciò che riguarda la Uniform domain-name Dispute Resolution Policy (UDRP), sta riducendo i costi di arbitrato fino a 500 euro per caso a partire dal 15 marzo per alcuni casi.
La tariffa di 500 euro verrà applicata solo quando il rispondente non pone obiezione alla denuncia, poichè “non c’è necessità di Panelist per produrre una decisione dettagliata”. Se il proprietario del dominio risponde o il panelist ritiene che sia necessario esprimere una decisione dettagliata, il ricorso comporterà tariffe diverse.
La Czech Arbitration Court (CAC) ha proposto all’ICANN una procedura UDRP “a due binari”, bocciata in modo unanime dalla comunità ICANN. Il CAC in disaccordo con il feedback della comunità ha quindi comunicato la sua decisione sul proprio sito.
La proposta richiederà un costo aggiuntivo di 250 euro per ogni decisione emessa da un panelist ed un costo di 850 euro come base per un filing completo.
Sulla scia degli sconti offerti dal CAC,c’è da aspettarsi che il WIPO ed National Arbitration Forum to follow seguano la stessa via volta ad un abbassamento delle tariffe.
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Continua a leggere: Una compagnia di arbitrato per domini offre “prezzi bassi per casi semplici”
Uno degli aspetti più controversi delle policy di risoluzione per le dispute di nomi a dominio (UDRP), è il reverse domain name hijacking (RDNH). Il proprietario di un dominio può chiedere al Panel di scoprire se il ricorrente ha presentato denuncia in cattiva fede, tentando di dirottare verso di sé il nome a dominio (tecnicamente il rispondente non dovrebbe nemmeno inoltrare una richiesta di RDNH, dovrebbe essere direttamente il Panel a verificarlo).
Se la denuncia viene ritenuta fraudolenta, il ricorrente ne paga le conseguenze. Confrontando diverse sentenze dell’UDRP, ciò che emerge è che se il panelist ritiene che il denunciante sia troppo stupido, ignorante o impossibilitato ad assumere un avvocato per gestire il caso, non verrà decretato un caso di RDNH nei suoi confronti.
Un esempio recente è Imagem.com, un nome a dominio posseduto da NameMedia. Il ricorrente, CP Masters B.V., una società olandese proprietaria del marchio Imagem, aveva presentato ricorso quale legittima proprietaria del marchio (registrato nel 2008), senza sapere però che il ricorrente aveva registrato tale dominio già nel 2004, quando il marchio non esisteva ancora. La disputa è stata quindi risolta a favore del rispondente, ma riconoscendo la buona fede del ricorrente, che non sapeva dei tempi di registrazione antecedenti al dominio.
Continua a leggere: Sei stupido? Non puoi essere accusato di reverse domain name hijacking!

American Airlines, la linea aerea più importante degli Stati Uniti, ha recentemente vinto una disputa per nomi a dominio. La compagnia si è rivolta al National Arbitration Forum, richiedendo presso di sé il trasferimento del dominio advantagemiles.com.
L’American Airlines ha tutti i diritti sul marchio registrato “AAdvantage” e il dominio conteso è ritenuto troppo simile al marchio registrato. Il dominio, inoltre, è stato registrato in cattiva fede, ospitando link a offerte di compagnie concorrenti. Il proprietario del dominio, inoltre, traeva guadagni dal click sui link ospitati.
Il Panel ha quindi deciso in favore della compagnia aerea.
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