Spesso capita di registrare domini che dedicheremo a fan-site di questo o quel prodotto, come nel caso degli entusiasti Apple che spesso utilizzano marchi come iPhone 4 o iPad, rischiando anche fastidiose conseguenze. Un esempio simile, che per una volta non prende in considerazione Apple, è legato alla vettura elettrica GM Volt, che tanto ha fatto parlare di sé negli Stati Uniti recentemente.
Un articolo del New York Times ha analizzato la vettura, riportando un link al sito GM-Volt.com, in realtà non affiliato a General Motors. A quanto pare, il sito non ufficiale riceve circa 75.000 visite al mese, niente di straordinario, e probabilmente il proprietario del sito ne guadagna qualcosa. Il problema è che General Motoros potrebbe ottenere il dominio molto velocemente tramite processo UDRP o tramite più classica denuncia in tribunale.
In particolare, il banner che annuncia come il sito non sia affiliato con GM diventa anche una pubblicità per la Ford, diretta concorrente. Il rischio di una azione legale, in questi casi, è sempre altissimo. Molto meglio non utilizzare grandi marchi registrati su siti amatoriali o non autorizzati.
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Ci sono lettere dell’alfabeto più o meno rappresentate su Internet e nei domain name? Pare di sì e sembra che la lettera “T” abbia poca presenza. Paul Kedrosky ha analizzato 1 milione tra i nomi a dominio più importanti sul Web, basandosi sul traffico, e li ha analizzati secondo la lettera iniziale degli stessi. Ha quindi comparato la frequenza di utilizzo di ogni prima lettera utilizzata nella lingua Inglese.
Secondo questa stramba, ma interessante analisi, la lettera T soffre di un grosso gap tra la frequenza di utilizzo come prima leggera dei nomi a dominio e come prima lettera delle parole in Inglese. Solo il 6.5% dei più importanti nomi a dominio iniziano con la lettera T, mentre il 16.7% delle parole in Inglese iniziano con la stessa lettera.
Non sorprende che la lettera più popolare sia la “A”, seguita dalla“C”.
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Forse ricorderete quella che abbiamo ribattezzato come iPad saga, ovvero tutto il discorso legato ai domain name contenenti la parola “iPad” non registrati e non contastati da Apple, che non ha mai registrato iPad.com o simili.
Lo stesso discorso sembra valere, almeno per il momento, anche per iPhone 4. Per pura curiosità ho digitato www.iPhone4.com e sono stata reindirizzata su un forum di appassionati e possessori del Melafonino. Andando a scovare i dati di WhoIs, scopro che è stata utilizzata l’opzione della privacy, ma risulta comunque interessante notare la storia del dominio in questione:
Registrar History: 2 registrars
NS History: 17 changes on 10 unique name servers over 7 years.
IP History: 12 changes on 9 unique name servers over 4 years.
Whois History: 124 records have been archived since 2007-11-15 .
Reverse IP: 18 other sites hosted on this server.Domain iphone4.com:
Whois Privacy Services Pty Ltd
Domain Hostmaster, Customer ID : 16460526788554GPO Box 1717
Brisbane, QLD 4001 AUAdministrative contact:
Technical contact:
Billing contact:
Whois Privacy Services Pty Ltd
Domain Hostmaster, Customer ID : 16460526788554GPO Box 1717
Brisbane, QLD 4001 AU
Phone: Phone: +61.730070090
Fax: Phone: +61.730070091Record dates:
Record created on: 2006-08-11 23:30:57 UTC
Record modified on: 2010-06-23 12:06:35 UTC
Record expires on: 2019-08-11 UTCNameservers:
ns2.smonty.net:
ns1.smonty.net:
Sarà interessante monitorare nei prossimi giorni i nomi a dominio in vendita relativi ad iPhone 4.
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Continua a leggere: iPhone4.com non appartiene ad Apple, una nuova "iPad saga"?

Si tratta di uno dei videogiochi più attesi, Rage, e ora possiede un domain name, Rage.com. La ZeniMax Media ha acquistato il nome a dominio dal precedente possessore Inglese per $49.999 per farne il reindirizzamento all’ulteriore dominio rage.bethsoft.com. L’accordo è stato raggiunto tramite asta e l’ex proprietario ha trasferito i propri contenuti sul nuovo dominio RageLive.com.
La cifra spesa per il dominio non è poi così ‘da capogiro, ma è comunque importante, a dimostrazione di quanto il mercato dei videogiochi abbia tutto un marketing ben saldo alle spalle. Parliamo inoltre di un gioco con molto hype, annunciato per la prima volta nel lontano 2007.
Continua a leggere: ZeniMax ha acquistato Rage.com per l'uscita del videogioco Rage

I prezzi di rinnovo dei domini il prossimo mese subiranno un incremento generale, di conseguenza, se si è interni al settore, è ora di fare una attenta valutazione del proprio portfolio.
Il costo di registrazione subirà infatti un incremento da parte della maggioranza dei domain name registrar a partire dal primo luglio. Tutto ciò è legato ad un generale innalzamento dei costi di registrazione da parte di VeriSign. La compagnia ha infatti innalzato il costo dei domini .net del 10% e dei .com del 7%.
Questo rende particolarmente essenziali le prossime due settimane per i traders del settore allo scopo di ottimizzare i propri investimenti, che sono chiamati a considerare il rinnovo dei domini che scadono entro questo anno solare o al trasferimento dei domini a registrar che applichino costi più contenuti.
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Continua a leggere: Costo dei domini in crescita a partire da luglio
Il Dipartimento del Commercio statunitense e le autorità globali di Internet stanno applicando a livello mondiale un miglioramento al “cuore” di Internet, per aumentarne la sicurezza soprattutto a livello di nomi a dominio. L’ICANN terrà una cerimonia proprio oggi, 16 Giugno, nel data center ad alta sicurezza di Culpeper, per installare il primo Domain Name System Security Extensions (DNSSEC).
Durante la cerimonia in Virginia verrà utilizzata la prima chiave crittografata per rendere più sicura una porzione di Internet, con una procedura ufficiale. Il sistema si basa su un framework che assicura ai naviganti una maggiore protezione dalle truffe così, quando digitano un indirizzo Web, saranno più certi di raggiungere la giusta destinazione e non essere reindirizzati a siti che rubano dati.
Attendiamo novità dalla cerimonia quindi.
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Continua a leggere: ICANN: una stretta sulla sicurezza in Internet

La “dimensione” di Internet è cresciuta di un milione di nomi a dominio nei primi tre mesi del 2010, stando all’ultimo rapporto “Domain Name Industry Brief” pubblicato da VeriSign, uno dei principali operatori mondiali.
Il settore registrazione domini ha concluso infatti il primo trimestre con più di 193 milioni di domini registrati, calcolando tutte le estensioni attualmente presenti (TLD), con un ottimo incremento di 11 milioni, ovvero 6 per cento, comparato al primo trimestre del 2009. Comparato con l’ultimo trimestre del 2009, le registrazioni sono cresciute dello 0.6 per cento.
La principale base di questo mercato, i domini .com e .net, sono cresciuti a quota 99.3 milioni, con un incremento del 7 per cento rispetto allo stesso quarto del 2009.

L’editore DONE! Ventures ha citato in giudizio la NBC Universal per una questione legata ai nomi a dominio: la NBC Universal ha accettato l’offerta dell’editore di vendergli i due nomi a dominio premium Women.com e Women.net per $1.000.000, salvo poi rompere l’accordo rifiutando di concludere la transazione.
Secondo DONE!, infatti, la NBC Universal aveva stretto un accordo esclusivo con il sito d’asta Sedo. L’offerta di DONE! è stata proposta il 21 Maggio scorso ed accettato dalla NBC il successivo 24 Maggio. Tre giorni dopo il raggiungimento dell’accordo, però, Sedo ha contattato DONE! dicendo che il presidente e CEO della NBC Universal aveva annullato tutto e i domini non erano più disponibili alla vendita.
Ora DONE! richiede alla corte che vengano trasferiti i domini rispettando l’accordo. Il CEO di DONE! Ventures ha dichiarato:
Women.com è insostituibile per noi. Stiamo creando una grossa rete di contenuti e il domain name Women.com è critico per la nostra strategia.
Attendiamo di scoprire come andrà a finire.
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Continua a leggere: NBC Universal citata in giudizio per i nomi a dominio Women.com e Women.net

A dimostrazione del fatto che i nomi a dominio legati al gioco online continuano a vendere estremamente bene, il domain name Poker.com è stato venduto all’asta per $400.000. Tra tutti i domini legati a questo tipo di gioco, molto di moda attualmente, questo è sicuramente il più rilevante, un dominio premium che non avrebbe non riscosso sicuro successo.
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Niklas Zennstrom e Janus Friis, fondatori di Skype, hanno lanciato un servizio di musica in streaming tramite il dominio Rdio.com. Come potete notare, non si tratta di una scelta poi così ottimale per un nome a dominio; si tratterebbe della parola “radio” senza la vocale 2, in un tentativo di emulare un po’ la scrittura giovane del web 2.0.
I fondatori hanno però spiegato che, almeno in inglese, Rdio viene pronunciato letteralmente “AR-dee-oh”, giocando quindi sull’assonanza delle parole “radio” e “audio.” In ogni caso non è semplice da ricordare, pronunciare e dà adito ad errori di scrittura. C’è anche da ammettere che Skype.com, almeno prima che diventasse un servizio diffusissimo, dava adito ad errori e a utenti che cercavano skipe.com o scipe.com.
In ogni caso, Zennstrom e Friis hanno speso una cifra esigua all’asta: $5.001.
Continua a leggere: I fondatori di Skype lanciano il domain name Rdio.com, acquistato all'asta