
Opera, l’azienda che crea uno dei browser più apprezzati, pianifica di acquistare spazio in un nuovo data center a Hafnarfjorour, in Islanda. Non si tratta di un data center qualsiasi, ma di una struttura che rispetta l’ambiente e che funziona ad altissima efficienza energetica.
Questo data center sfrutta infatti le temperature fresche dell’Islanda per raffreddare i server ed è pensato con una struttura a container per essere facilmente espanso. Jon Stephenson von Tetzchner, fondatore di Opera Software, ha dichiarato di aver scelto proprio questo data center poichè l’energia utilizzata è riciclata al 100%, offrendo un supporto energetico stabile.
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Nell’ambito dei data center stiamo verificando due correnti di pensiero differenti: da un lato le compagnie che dimezzano le proprie infrastrutture, utilizzando il cloud ed accorgimenti per una efficienza energetica e risparmio in spazi più piccoli; dall’altro le compagnie che moltiplicano i propri data center, investendo soldi in strutture all’avanguardia anche dal punto di vista ecologico.
Dell, invece, ha deciso di sorprendere tutto il settore annunciando che non costruirà più data center. La compagnia ha infatti compreso che costa molto meno riutilizzare le strutture e il materiale già presente che espandersi. Sfruttando la vitualizzazione, Dell ha visto un aumento dell’utilizzo dei server dal 12-18% al 42%.
Dell vuole concentrarsi quindi sulla qualità dei servizi, concentrati in meno strutture.

IBM ha stretto una collaborazione con la Hilton Worldwide per garantire alla celebre catena di hotel lo sviluppo di soluzioni tecnologiche di prossima generazione. IBM ospiterà ed organizzerà le piattaforme IT legate ai dieci marchi Hilton sparsi nel mondo, compresa la gestione e il monitoraggio del data center, il servizio globale di email, web hosting e il servizio centralizzato di prenotazione delle stanze.
L’infrastruttura tecnologica della catena Hilton verrà ospitata da IBM nel nuovo Smarter Data Center situato in Research Triangle Park, nel North Carolina. Si tratta di un data center ad efficienza energetica, con un risparmio energetico del 50% rispetto alle strutture di simili dimensioni. Supporta inoltre il cloud computing, permettendo alla catena Hilton di utilizzare solo le risorse necessarie senza sprechi.
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Come abbiamo visto in passato, il parametro PUE è stato scelto come standard negli Stati Uniti da grosse aziende (tra le quali Google e Microsoft) per misurare l’efficienza energetica dei data center. Il parametro sbarca ora ufficialmente anche in Asia ed Europa, previa decisione dei principali consorzi mondiali dei data center.
Una stardadizzazione internazionale del parametro era necessaria, non solo per una corretta misurazione dell’efficienza energitica di ogni data center del mondo, ma anche per i produttori di server che hanno parametri più stabili a cui rifarsi.
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