
IBM, colosso globale nel settore IT dagli anni ‘80, ha mostrato a sua volta interesse nei confronti dei nuovi gTLD, pensando di fare richiesta all’ICANN per ottenere un’estensione propria tramite l’apposito forum dedicato alle richieste e alla guida per ottenere le estensioni.
Secondo quanto scritto sul forum, IBM è felice che non ci siano particolari obblighi per il periodo sunrise, poichè non avrebbero senso se applicate su un TLD utilizzato per gli scopi di un’unica compagnia, non in vendita per il pubblico e prende atto del fatto che non vi siano ancora obblighi per la scelta di un Registrar.
Vi ricordo che, al momento, l’unica altra compagnia ad aver fatto richiesta formale è Canon, che vuole ottenere il TLD .Canon.
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Abbiamo visto come spesso i richiedenti di nuovi TLD facciano anche richiesta di marchio registrato per l’estensione, così da bloccare sul nascere i concorrenti potenzialmente interessati a richiedere la stessa estensione.
Normalmente i TLD non vengono sottoposti a procedura di brevetto, ma alcuni Paesi degli Stati Uniti lo consentono. Constantine Roussos, la persona che porta avanti la richiesta di creazione dell’estensione .Music, ha detto che utilizzerà i 20 marchi registrati .Music per bloccare l’azione di qualsiasi possibile concorrente. Roussos ha infatti dichiarato:
State certi che se noi, in qualità di rappresentanti di .Music, verremo esposti alla possibilità di essere utilizzati in un modo che riteniamo illegale, impugneremo i marchi registrati e tutti gli strumenti necessari per proteggere noi stessi e la nostra community. Se il marchio registrato da solo non può garantire l’ottenimento del TLD, ci garantisce protezione, dato che l’ICANN non ha provveduto ad un meccanismo che prevenga l’abuso di TLD da parte di terzi.
Le minacce di Roussos riguardano anche chiunque tenti semplicemente di richiedere a sua volta la realizzazione dell’estensione .Music all’ICANN. Si tratta di una pratica pericolosa che potrebbe ulteriormente complicare il panorama delle nuove estensioni in fase di approvazione.
Continua a leggere: .Music: il marchio registrato per bloccare i concorrenti

Il gruppo dotBERLIN GmbH & Co., autore della richiesta di un top level domain .Berlin, ha chiesto ufficialmente all’ICANN di ottenere uno status speciale per l’approvazione del proprio gTLD, in quanto coinvolti da lungo tempo nel processo di richiesta:
Molti dei nuovi richiedenti per l’approvazione di gTLD potrebbero trarre vantaggio dall’immane ritardo che il programma di approvazione ha avuto sin dal suo inizio nel 2005
Ecco che quindi la dotBerlin chiede di poter avere più punti per scalare la classifica di approvazione, data la lunga attesa dal momento della richiesta e il lungo lavoro alle spalle. Attendiamo di sapere cosa risponderà l’ICANN.
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ICANN ha annunciato di aver firmato il documento Accountability Framework con i manager dei ccTLD .EC (Ecuador) e .AN (Antille Olandesi). L’Accountability Framework prevede due fasi di procedura: la prima iin cui viene steso il documento che sancisce gli obblighi del manager del ccTLD e la seconda in cui avviene uno scambio di lettere formale tra l’ICANN e il manager dell’estensione.
Il documento firmato è disponibile a questo indirizzo.
Continua a leggere: L'ICANN firma l'Accountability Framework con i manager di .EC e .AN

Dopo tante lamentele e commenti negativi, ci siamo sorpresi di vedere numerosi richiedenti di nuovi TLD spingere perchè l’ICANN approvasse l’estensione .XXX al meeting del mese scorso. Ciò è avvenuto per una ragione e Antony Van Couvering di Minds + Machines ne ha parlato apertamente:
La decisione del Board di approvare preliminarmente l’estensione .XXX comporta che i richiedenti di nuovi gTLD tirino un sospiro di sollievo. L’approvazione infatti significa che il programma per i nuovi gTLD non sarà minacciato dall’interferenza della corte che è intervenuta nel processo legato a .XXX. Il Registry ICM, sponsor per l’estensione .XXX, avrebbe quasi certamente citato in giudizio l’ICANN se la decisione fosse stata ancora una volta negativa, richiedendo un’ingiunzione per bloccare l’introduzione di nuovi gTLD che potrebbe aver avuto successo.
La decisione dell’ICANN ha quindi allontanato questo spauracchio.
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Gli IDN, ovvero gli Internationalised Domain Names, consentono di utilizzare caratteri non latini nei nomi a dominio, permettendo quindi di utilizzare l’alfabeto nativo di molte popolazioni. L’ICANN sta approvando sempre nuovi IDN tramite l’IDN ccTLD Fast Track Process. Al momento sono stati approvati IDN in Arabo, Cirillico e Cinese.
L’entusiasmo da parte delle istituzioni è stato da subito grande, tanto che l’ICANN ha ricevuto la richiesta per 31 processi al fine di ottenere IDN in 19 lingue. Come ricorderete, una delle prime ad essere approvata fu il Cirillico, con estensione .РФ per la Federazione Russa.
L’estensione .РФ fu supportata anche a livello Governativo, promuovendola con entusiasmo anche tra la popolazione e le compagnie. Il periodo sunrise per l’estensione .РФ è ancora in corso, con 14.000 nomi a dominio registrati da compagnie Russe. La prospettiva è che verranno registrati 50.000 nomi a dominio in totale entro la fine di questo periodo, prevista per metà Settembre.
Continua a leggere: I nomi a dominio in Cirillico danno grande fiducia agli utenti Russi

L’ICANN ha lanciato un sito interamente dedicato al prossimo meeting dell’associazione, evento di solito importante in quanto vengono discussi argomenti chiave per il mondo dei nomi a dominio e dell’infrastruttura complessiva di Internet.
Si tratta del trentanovesimo evento ufficiale e si terrà nella città di Cartagena, in Colombia. La scelta della location ha da subito scatenato polemiche sulla sicurezza, polemiche sopite dalle dichiarazioni degli addetti all’evento e delle istituzioni Colombiane che hanno promesso la più totale calma.
Il meeting si terrà tra il 5 e il 10 Dicembre e verrà ospirato dagli operatori del Registry per il ccTLD .CO, legato appunto alla Colombia. Le registrazioni per partecipare all’evento sono da ora aperte; trovate sul sito tutte le altre informazioni.
Continua a leggere: ICANN: lanciato il sito dedicato al meeting di Cartagena

L’ICANN ha annunciato che il Registrar 123 Registration INC. ha perso l’accredito per non aver rispettato quanto sottoscritto nel documento ufficiale RAA, Registrar Accreditation Agreemenet.
Dopo aver notificato il provvedimento, l’ICANN ha dato inizio ad un processo di ricerca e valutazione per trovare il Registrar più qualificato a prendere in mano la gestione dei nomi a dominio prima appartenenti a 123 Registration, permettendo anche ai domainer di trasferire il proprio dominio.
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Come abbiamo visto, il board dell’ICANN ha accettato la richiesta preliminare di creare il TLD .XXX dopo mesi di discussioni e vicissitudini mediatiche. Il Registry ICM, ben contento di essere sulla buona strada per ottenere ciò che richiede da anni, non ha neanche bisogno di pubblicità: l’attenzione mediatica si è immediatamente rivolta alla vicenda, come un sondaggio della CNN dimostra.
La CNN ha chiesto, nella homepage del proprio sito: “Do you think pornographic websites should have their own “.xxx” domain?” Ovvero: credete che i siti pornografici debbano avere la propria estensione .xxx?
Ben 272.555 utenti hanno partecipato al sondaggio, con un 83% di risposte positive. Si tratta chiaramente di un sondaggio non scientifico e probabilmente poco rappresentativo: ricordiamo che tutto il mondo del porno e numerosissime associazioni hanno commentato negativamente l’introduzione dell’estensione, che sembrava non piacere a nessuno tranne che al Registry ICM. Qualcuno ipotizza anche che il risultato del sondaggio sia pilotato dal Registry in cerca di facile pubblicità, nel tentativo di scrollarsi di dosso la negatività dei pareri precedentemente espressi dal Web.
Ricorderete anche che lo stesso Registry fu accusato di corruzione: avrebbe pagato per ottenere sostenitori nel mondo della pornografia. Tutto è possibile, quando ci sono soldi in ballo. In ogni caso, da venerdì scorsi sarebbero stati fatti 30.000 preordini per l’estensione.
Continua a leggere: L'estensione .XXX e l'attenzione mediatica

Pat Trueman, l’ex Capo dell’U.S. Department of Justice Child Exploitation and Obscenity Section (dipartimento di giustizia che si occupa degli abusi sui minori e delle oscenità) ha commentato l’approvazione dell’estensione .XXX da parte dell’ICANN defininendola “folle ed inutile”.
Secondo Trueman, il board dell’ICANN è stato coinvolto nella decisione più di quanto fosse necessario, spinti da una sentenza non vincolante da parte del registry ICM poichè non è stato seguito adeguatamente il processo. L’ICANN non avrebbe dovuto cambiare la propria posizione iniziale contro il TLD .XXX, che renderà la pornografia ancora più facilmente raggiungibile dai minori: sarà ora sufficiente che i bambini digitino .xxx al termine di un nome a dominio per trovarsi di fronte ad un contenuto per adulti.
Secondo Trueman, inoltre, utilizzare dei filtri non aiuterà molto; solo il 20% delle famiglie ne conosce l’utilizzo. Ancora una volta viene sottolineato come l’unico a volere questa estensione sia il Registry ICM, dato che persino il mondo dell’industria pornografica si è detta contraria.
Voi cosa ne pensate?
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