
In meno di un anno gli indirizzi Internet saranno esauriti e l’immobilità dei provider porteranno ad applicazioni non funzionanti e a connessioni più costose, secondo il parere degli esperti. Il protocollo conosciuto come IPv4 fornisce solo circa 4 miliardi di indirizzi IP, ovvero la sequenza unica di numeri assegnati a ciascun computer, sito o terminale connesso ad Internet. L’esplosione di terminali predisposti alla connessione ha portato ad un sovraffollamento che lascia appena 232 milioni di indirizzi IP rimasti, che andranno esauriti in 340 giorni.
John Lindsay di Internode ha dichiarato:
Quando il protocollo IPv4 è stato sviluppato 30 anni fa era ritenuto ragionevolmente sufficiente ad offrire abbastanza indirizzi, tenendo a mente che i computer personali come laptop e netbook non esistevano. L’idea che i telefoni cellulari possano sfruttare un indirizzo IP non era venuta in mente a nessuno.
Come sappiamo, la soluzione proposta è l’utilizzo di indirizzi IPv6. Vedremo se queste previsioni si realizzeranno realmente.
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Il Council of the European Union ha preso in esame il cybercrime proponendo un centro Europeo per combattere il fenomeno con norme che revochino nomi a dominio e indirizzi IP incriminati.
L’azione deve essere sul medio e lungo termine, considerando la possibilità di che un apposito centro si occupi anche di questioni come violazione della privacy, cybercrimini finanziari, sabotaggi, crimini contro le proprietà intellettuali, attacchi su reti e sistemi informatici, frodi online, spam, traffico di sostanze illecite e pedopornografia.
Tra i provvedimenti a medio termine sono state appunto proposte la revoca di nomi a dominio ed indirizzi IP e l’aggiornamento in materia di giudici, polizia e staff forense, così da essere in grado di giudicare adeguatamente il cybercrimine.
Via | Council of the European Union
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La compagnia IP2Location ha realizzato un nuovo report annuale sugli indirizzi IP. Il documento analizza l’utilizzo degli indirizzi IP in 240 Paesi nel corso del 2009.
Non sorprende che siano gli Stati Uniti ad avere il 37.46% degli indirizzi IPv4 di tutto il mondo. In seconda posizione si posiziona il Regno Unito, che possiede però solamente il 9.94% degli indirizzi. Seguono a ruota la Cina con il 8.33%, il Giappone con il 7.13% e la Germania con il 3.90%.
Tutti insieme, i primi dieci Paesi della top ten utilizzano il 79.1% degli indirizzi IP allocati. Il numero dei nuovi indirizzi IP allocati sta diminuendo negli Stati Uniti, mentre aumenta in Cina; un trend che non sorprende.
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Il terrore che gli indirizzi IPv4 finiscano entro questo anno invade Internet, ma pare che si possa tirare un sospiro di sollievo per ora. Secondo una dichiarazione dell’Internet Assigned Numbers Authority (IANA), ovvero l’organizzazione dipendente dall’ICANN che gestisce gli indirizzi IP, il 10.2% degli indirizzi IPv4 è ancora disponibile, garantendo una “scorta” sufficiente per 625 giorni.
John Curran, presidente e CEO dell’ARIN, ha dichiarato che le richieste di indirizzi IP verranno evase come sempre, spingendo però gli ISP ad adottare una nuova tecnologia. L’ARIN ha ottenuto ottimi risultati ottenendo indietro gli indirizzi IP inutilizzati; molti di questi erano stati dati in blocco a università e compagnie, rimanendo però inutilizzati per lungo tempo.
La priorità al momento è quella di spingere all’utilizzo degli IPv6.
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Nel tentativo di accaparrarsi i già scarsi indirizzi IPv4, i creatori di malware stanno cercando di ottenere blocchi interi di indirizzi IP. I cyber criminali cercano di ottenere gli ultimi indirizzi IP utilizzando nomi e credenziali false, legati al mondo del business.
Al momento si tratta di una pratica difficile da controllare: Internet è sconfinato e vengono effettuate centinaia e centinaia di richieste di indirizzi IP ogni giorno, ma non esiste ancora un sistema per verificare da chi provengono le richieste.
Vista la scarsità di indirizzi IP e la situazione critica, è necessario riuscire a controllare il fenomeno, salvando per quanto possibile gli IPv4.
Via | Ars technica
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Il numero di indirizzi IP diminuisce ogni giorno: mentre gli esperti del settore cercano una soluzione plausibile, lo Stato americano dello Utah si è inventato un uso intelligente dell’IP.
Utilizzando una tecnologia chiamata GeoIP, lo Stato è in grado di personalizzare i siti Internet utilizzando la geolocalizzazione dell’utente, fornendo anche contenuti e link più rilevanti possibile. Il sistema legge l’indirizzo IP del visitatore e lo sincronizza con un geodatabase.
Dave Fletcher, uno dei responsabili del progetto, ha dichiarato:
Abbiamo voluto localizzare i nostri servizi ed informazioni per fornire un servizio in più ai cittadini. Il Geo IP ci permette di determinare quali eventi pubblici o servizi potrebbero essere proposti ai cittadini che usano un determinato sito.
Alcuni dei link personalizzati che vengono proposti includono infatti date di eventi, locali, parcheggi, librerie e servizi per le scuole. Il sistema è geniale: offre ai visitatori solo i contenuti utili.
Continua a leggere: Il governo dello Utah fornisce indirizzi GeoIP

Data l’imminente scarsità di indirizzi IPv4, gli ISP statunitensi hanno iniziato a richiedere sempre più indirizzi IPv6. Nel corso del 2009 l’American Registry for Internet Numbers (ARIN) ha ricevuto più di 300 richieste per blocchi di indirizzi IPv6, un numero che supera di gran lunga quello del 2007 e del 2008.
John Curran, il presidente dell’ARIN, ha dichiarato:
Stiamo assistendo ad un incremento delle richieste di adozione degli indirizzi IPv6; si tratta di una cifra incredibilmente significativa. Contemporaneamente abbiamo assistito ad un leggero rallentamento per quanto riguarda la richiesta di indirizzi IPv4, si tratta di un calo del circa 10% o 20% anno dopo anno.
Rimane una domanda da porsi: gli ISP adotteranno gli indirizzi IPv6 abbastanza velocemente prima che gli IPv4 finiscano il loro corso?
Via | Network World
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Nei giorni scorsi abbiamo visto come la scarsità di indirizzi IP sia ormai un fenomeno così preoccupante che l’organo American Registry for Internet Numbers (che disciplina le risorse legati agli indirizzi IP) abbia organizzato un meeting alle Barbados per discuterne.
La preoccupazione per il fenomeno raggiunge anche il governo indiano, il quale ora vorrebbe la possibilità di regolamentare l’assegnazione degli indirizzi IP, ovvero i numeri che identificano univocamente un dispositivo collegato a una rete informatica, il quale comunica utilizzando lo standard Internet Protocol.
Al momento è l’Asia Pacific Network Information Centre (APNIC) che gestisce la distribuzione degli IP in India; se lo Stato otterrà il permesso di gestirne la distribuzione, gli utenti potranno finalmente ottenere gli indirizzi IP in tempistiche più brevi e ad un prezzo più conveniente.
Continua a leggere: Governo indiano cerca di regolamentare l'assegnazione dell'IP

L’organo American Registry for Internet Numbers (comunemente conosciuto come ARIN) che disciplina le risorse legati agli indirizzi IP (il numero che identifica univocamente un dispositivo collegato a una rete informatica che comunica utilizzando lo standard Internet Protocol), ha organizzato un meeting alle Barbados per discutere di importanti questioni.
Il meeting avverrà in questi giorni e il fulcro del discorso verterà sulle misure da prendere visto che sono ormai disponibili meno del 15% degli indirizzi IP sotto l’attuale sistema IPv4. ARIN si occuperà della situazione in Canada, negli Stati Uniti, di alcune isole dei Caraibi tra cui la Jamaica e delle regioni a Nord dell’Oceano Atlantico.
Tra gli altri argomenti oggetto di discussione al meeting ci saranno la disciplina delle attività legate a Internet, statistiche e numeri legati alle risorse di Internet e altre questioni tecniche e politiche che influenzeranno il futuro di Internet stesso.
Via | Jamaica Observer
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Può capitare che abbiate la necessità di impedire che un utente di un determinato IP fisso abbia accesso al vostro sito. E’ il caso di utenti particolarmente “fastidiosi” oppure più genericamente di postazioni dotate di IP fisso per le quali non volete dare l’accesso.
Utilizzando il file . htaccess, presente nella directory root del vostro sito, è sufficiente inserire le seguenti righe di codice:
order allow,deny
deny from 192.168.0.1
allow from all
Sostituite a 192.168.0.1 l’indirizzo IP che volete escludere. Su Htaccesstools.com un form produce il codice da inserire nel vostro file.
Attenzione perchè abbiamo parlate di “IP fisso”. Gli ISP assegnano indirizzi IP variabili alla maggior parte dei clienti che si connettono a internet tramite modem classico o ADSL: in questo caso rischiate di escludere tutti gli utenti utilizzeranno quel determinato indirizzo IP in futuro.
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