Tutti gli articoli con tag lotta al cybercrime

La nuova truffa arriva dalla Cina

pubblicato da Claudia in: Cybersquatting

Cybercrime

Possessori di domini, fate attenzione ed aprite bene gli occhi: la nuova truffa sui domini arriva dalla Cina e sta facendo il giro di tutto il web mondiale. Il colpevole questa volta è un registrar cinese che cerca di reclutare più clienti possibili in modo poco onesto.

La vittima normalmente riceve una mail in inglese, insolitamente scritta bene, inviata da un Registrar di domini dislocato in Cina. Nella mail vedrete citato il vostro dominio e verrete avvisati che una compagnia locale sta cercando di registrare la versione con ccTLD .cn o .com.cn del vostro domain name.

Il testo della mail è il seguente: We are Shanghai Foo Network Information Technology Co.,which is the domain name register center in China.I have something need to confirm with you. We have received an application formally.one company named “Bar (China) Investment Co.” applies for the domain names (www.example.cn www.example.com.cn etc.), and the Internet keyword (example) on the internet September 17,2009.We need to know the opinion of your company because the domain names and keyword may relate to the copyright of brand name on internet. We would like to get the affirmation of your company,please contact us by telephone or email as soon as possible.

Lo scopo di questa iniziativa è quella di far comprare con l’inganno un dominio cinese dal Registrar in questione. Nel caso questa mail vi arrivi e non venga direttamente gettata nello spam, fatelo voi senza pensarci due volte.

Via | TechRepublic
Foto | Flickr

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Mail truffa su compravendita domini

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Reti sociali Cybercrime

Domain Name Wire riporta l’ennesimo caso di mail truffa legata al mondo dei domini. Queste email arrivano anche ai non possessori del dominio in questione, accreditando il dubbio che si tratti di un mass mailing fatto a caso.

Nella mail, sedo.com e accuratedomains.com sono inserite solo per dare un accenno di credibilità e ovviamente non hanno niente a che vedere con l’email in questione. Il “furbo” è invece “pddomains.com”.

Se avete ricevuto un’email simile, potete tranquillamente segnalarla come spam.

From: Domain Resale
Date: Sun, Aug 9, 2009 at 5:59 PM
Subject: Domain name —-

Dear Sir,

we are interested to buy your domain name — and offer 65% of the appraised market value.
As of now we accept appraisals from either one of the following leading appraisal companies:

sedo.com
pddomains.com
accuratedomains.com

If you already have an appraisal please forward it to us.

As soon as we have received your appraisal we will send you our payment (we use Paypal for amounts less than $2,000 and escrow.com for amounts above $2,000) as well as further instructions on how to complete the transfer of the domain name.

We appreciate your business,

Domain Resale

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Il "dominio" del calcio inglese in difesa dei suoi "domini"

pubblicato da RondoneR in: Cybersquatting


L’Europa lo dimostra: Il dominio del calcio inglese è un dato di fatto ormai da anni. Eppure, sembra un gioco di parole, ma tale dominio non riesce a far rispettare i propri nomi a dominio. Capita così che squadre blasonate, quali Fulham, Liverpool, Manchester United, Tottenham e West Ham, si diano da fare con i propri legali in difesa delle attività online di lucro legate alle società.

In particolare, siti web non autorizzati e con nomi a dominio tipo official-westham-tickets.com o official-liverpool-tickets.com (attualmente non raggiungibili), sono falsi riferimenti che sfruttano una presunta ufficialità mai riconosciuta e mai accordata dalle società in questione. Abbiamo però già spiegato più volte come questo genere di cause siano complicate da vincere, perché non è facile pretendere il rispetto di regole non scritte tutelanti un brand che può facilmente essere contestato in quanto nome di città prima che non marchio di una società.

Quello che le squadre citate cercano infatti è intervento utile a disincentivare il cybersquatting organizzato che coinvolge l’intera Premier League. Anche perché dietro certi nomi a dominio sembra esserci un unico pattern. L’ultima parola spetterà alla WIPO in ottemperanza alla Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy (UDRP), l’insieme di regole utile a risolvere questioni di questo tipo.

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Sicurezza per la navigazione con PS3 e PSP

pubblicato da gianluca in: Sicurezza Hosting Cybercrime

trend micro e sony

Trend Micro Inc. ha annunciato oggi che i suoi servizi per la sicurezza online saranno resi disponibili anche per gli utenti della Playstation 3 e PSP grazie ad un accordo stipulato con la Sony.
Visto il numero in incremento costante dei giocatori che si collegano ad internet (per giocare o navigare) con le console di casa Sony, è stato ritenuto necessario stringere accordi con una delle maggiori software house di sicurezza per proteggere i videogiocatori dai sempre maggiori crimini informatici.

Trend Micro rilascerà una trial del suo Total Web Security Service e il servizio verrà poi rilasciato in modalità pay-per-use. Finora non sono stati rilevati casi eclatanti di trojan o virus per Playstation 3 o PSP, ma vista l’utenza spesso molto giovane nel campo dei videogiochi si è pensato di fornire una maggior sicurezza e tranquillità per i ragazzi e genitori.

I prezzi non ancora ufficiali si assestano intorno ai 14,95 sterline per la versione Playstation 3, oppure 26,95 sterline per il pacco completo PSP+PS3. Ancora non si conoscono i prezzi per la sola PSP, ma tutti i dati verranno resi noti l’11 maggio.

Via | TrendMicro

Foto | Flickr

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Il Parlamento Americano investiga sul traffico internet

pubblicato da gianluca in: Cybercrime Identità online

Il Parlamento Americano investiga sul traffico internet

Il Parlamento Americano ha istituito un gruppo interno al fine di investigare il traffico internet e prevenire i problemi derivanti da esso. Formalmente costituitosi questa settimana l’All Party Parliamentary Group On Communications si propone di sconfiggere i problemi legati al cattivo uso del web come l’abuso sui bambini, l’etica pubblicitaria, i furti di identità online, il trattamento dei dati sensibili. Lo scopo di questa organizzazione è quella di studiare al meglio questi casi e stabilire una linea comportamentale che il governo dovrebbe seguire per regolamentare gli ISP (Internet Service Provider).

Le più grandi aziende che hanno fatto della pubblicità di internet il loro cavallo di battaglia, hanno accolto di buon grado questa notizia, dato che la regolamentazione metterà fine agli inserzionisti spregiudicati, agli spammer ed ai piccoli e grandi crimini che la libertà di internet permette in modo troppo facile.

Obama aveva promesso una regolamentazione del web e questo è sicuramente il primo passo, sperando che non si trasformi in un moderno proibizionismo.

Via | ITpro

Foto | Flickr

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