
IBM ha stretto una collaborazione con la Hilton Worldwide per garantire alla celebre catena di hotel lo sviluppo di soluzioni tecnologiche di prossima generazione. IBM ospiterà ed organizzerà le piattaforme IT legate ai dieci marchi Hilton sparsi nel mondo, compresa la gestione e il monitoraggio del data center, il servizio globale di email, web hosting e il servizio centralizzato di prenotazione delle stanze.
L’infrastruttura tecnologica della catena Hilton verrà ospitata da IBM nel nuovo Smarter Data Center situato in Research Triangle Park, nel North Carolina. Si tratta di un data center ad efficienza energetica, con un risparmio energetico del 50% rispetto alle strutture di simili dimensioni. Supporta inoltre il cloud computing, permettendo alla catena Hilton di utilizzare solo le risorse necessarie senza sprechi.
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La Green Revolution Cooling, una start-up americana, ha fornito una interessante soluzione al problema del raffreddamento dei server nei data center: metterli a bagno! Sappiamo quanto costose, sia per le compagnie che in termini ambientali, possano essere le procedure di raffreddamento delle infrastrutture.
La compagnia ha creato un sistema di raffreddamento ad immersione che permetterebbe di risparmiare una ingente cifra rispetto ai metodi tradizionali. La Green Revolution ha sviluppato un liquido di raffreddamento chiamato GreenDEF.
Continua a leggere: Green Revolution Cooling: raffreddare i data center immergendo i server

“Green Computing” è diventata la parola d’ordine: data center che crescono nel rispetto dell’ambiente, grazie a nuovi accorgimenti intelligenti. Un esempio di questa crescita si trova proprio sotto la famosa Cattedrale Uspenski a Helsinki, dove la compagnia IT Academica pianifica la creazione di un nuovo data center.
Non solo il data center si troverà all’interno di un rifugio antiaereo, ma investirà in modo intelligente la propria energia: il calore in eccesso prodotto verrà utilizzato per riscaldare centinaia di abitazione.
Un investimento assolutamente intelligente e ben pensato.
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Ultimamente tutti i grandi data center cercano (o hanno già trovato) metodi innovativi e creativi per alimentarsi nel rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico. Tra le innovazioni che sembrano prendere piede vi sono alcune strutture che riutilizzano il calore emesso dai server.
Si tratta di una tecnica non ancora mai utilizzata. Un esempio è il data center firm Telecity, che utilizza il calore prodotto in un arboretum per studiare l’effetto dei cambiamenti climatici con una equipe di scienziati. In Svizzera, l’IBM sta utilizzando un data center per riscaldare una piscina!
Speriamo in nuove interessanti evoluzioni.
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I data center richiedono una gran quantità di energia per funzionare. Google e Facebook danno il buon esempio da diversi mesi, adottando soluzioni “verdi” e attente all’ambiente. La ricerca dell’efficienza energetica per queste enormi struttura è sempre attiva e il caso di un data center dell’Illinois, Stati Uniti, fornisce il buon esempio.
Il data center in questione ha deciso di dare una svolta utilizzando solo tecnologie ecocompatibili e si alimenta al 100% con energia eoilica, ovvero l’energia pulita ricavata dal vento.
Sono infatti stati installati enormi “mulini” che generano energia, alti circa 40. In condizioni di vento, le turbine forniscono 500 kilowatt di potenza, ovvero il doppio di quanto serva al data center per funzionare.
Il data center dell’Illinois è il primo al mondo ad alimentarsi totalmente di energia eolica, in grado di alimentarsi anche alternativamente durante i periodi senza vento grazie ad alcuni generatori. Per ottenere questi risultati sono stati spesi nella struttura ben 1.25 milioni di dollari, che la compagnia ammortizzerà in circa 10 anni di attività.
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IBM e l’Università americana di Syracuse hanno celebrato la costruzione di un nuovo Data Center “Verde” (GDC, ovvero green data center) creato per mettere in pratica nuove tecnologie per il risparmio energetico. Il data center, costato 12.4 milioni di dollari, è grande 4 mila metri quadrati e ha un generatore di energia proprio, una distribuzione dell’energia DC e sistemi di raffreddamento che utilizzano l’acqua fredda.
Questo moderno data center ospiterà il dipartimento di Tecnologia Informatica dell’Università statunitense, offrendo dettagli sul rendimento delle innovative tecnologie verdi applicate. IBM ha collaborato al progetto con 5 milioni di dollari, investiti per i generatori di energia e per i server.
IBM utilizzerà questa struttura per mettere in pratica nuove iniziative volte al rispetto dell’ambiente. Non è tutto: anche le autorità legate alla ricerca e allo sviluppo energetico di New York hanno partecipato agli investimenti con 2 milioni di dollari.
Nel video possiamo vedere un tour del data center.
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Google non perde occasione per migliorarsi e migliorare i propri Data Center: l’attenzione nei confronti del risparmio energetico è altissima. Abbiamo visto come anche Facebook prenda esempio da Google per migliorare le prestazioni dei propri server, adottandone le innovazioni in termini di alimentazione.
Google lancia una nuova sfida ai propri data center con un nuovo brevetto depositato dalla Exaflop LLC: si interviene nella struttura stessa nel tentativo di migliorare il raffreddamento delle macchine, diminuendo il consumo energetico.
Il brevetto prevede, infatti, l’utilizzo di bacchette che dirigono l’aria fredda in parti ben precise dei server e dei racks, così da non disperdere il raffreddamento in punti morti e risparmiare quindi in elettricità Sopra ogni rack viene montato uno strumento che rileva la temperatura dei server e automatizza i cambiamenti di temperatura.
L’utilizzo dei chillers, ovvero i sistemi di raffreddamento dell’acqua che funzionano ad energia elettrica, verrebbe quindi ridimensionato al minimo.
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Continua a leggere: Data Center Google: ancora miglioramenti per l'efficienza energetica

Facebook è un fenomeno globale e si trova a dover affrontare un carico di traffico davvero monumentale. Questo comporta costi di gestione dei propri data center davvero salati. Dopo un ampliamento delle proprie strutture e l’aggiunta di server, la decisione del management di Facebook è quella di imitare Google.
Seguire le orme del colosso di Internet comporta il tentativo di creare una infrastruttura tecnologica propria, risparmiando sulle soluzioni di terze parti. A questo scopo Michael Amir, server e data center engineer, è diventato dipendente Facebook da Marzo lasciando Google.
Dopo un lavoro di circa sei anni nella gestione dei sistemi elettrici e di raffreddamento dei data center di Google, Michael ne mutua alcune idee per introdurle nei data center di Facebook. I primi cambiamenti si verificano sul fronte dell’efficienza energetica: nei server di Google si è passati dall’alimentazione con UPS esterni all’uso di batterie direttamente inserite nei server stessi. Questa soluzione garantisce un risparmio economico.
Continua a leggere: Data Center di Facebook: novità e innovazioni ispirate da Google

Sempre più data center di grandi dimensioni fanno affidamento su strutture “verdi”, ovvero a risparmio energetico. Si inventano sempre nuovi metodi per il raffreddamento delle macchine, per il ricambio dell’aria o dei liquidi refrigeranti, rispettando l’ambiente.
A quanto pare Gartner, colosso del settore IT, ha previsto un aumento sensibile del costo dell’energia nel 2010. Secondo Gartner sono ancora pochi manager danno il giusto peso al risparmio energetico e ai consumi ridotti per i propri data center; la questione energia rimane un grosso problema.
La situazione peggiorerà nel 2010: la spesa per l’energia elettrica diventerà un problema critico a causa dell’aumento dei costi. Chi non aggiornerà l’hardware dei propri data center rischierà di andare in passivo.
Continua a leggere: Data Center: il costo dell'energia aumenterà nel 2010
IBM ha annunciato il lancio di un Data Center Virtuale in 3D (VGDC): tramite Second Life sarà possibile esplorarne il funzionamento interno comodamente da casa propria. L’esperimento è stato lanciato nello scorso settembre a Los Angeles, in occasione del Virtual Worlds Expo.
Tramite l’utilizzo di avatar, gli utenti potranno visitare il data center con l’aiuto di una guida. È possibile fare qualsiasi domanda in tempo reale in ben sedici lingue diverse. È stata predisposta anche la visita di gruppo.
Questo tipo di esperienza, assolutamente d’esempio per tutte le strutture, permette di comprendere tutti gli aspetti che contraddistingono la riconversione dei data center in strutture ecologiche: amministrazione efficiente dell’energia, sistemi di raffreddamento il più possibile risparmiosi e alimentazione dei server a risparmio energetico.
Nel video potete vedere un esempio di tour virtuale nel data center IBM.
Continua a leggere: IBM: il nuovo data center ecologico è visitabile tramite Second Life