Ultimamente tutti i grandi data center cercano (o hanno già trovato) metodi innovativi e creativi per alimentarsi nel rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico. Tra le innovazioni che sembrano prendere piede vi sono alcune strutture che riutilizzano il calore emesso dai server.
Si tratta di una tecnica non ancora mai utilizzata. Un esempio è il data center firm Telecity, che utilizza il calore prodotto in un arboretum per studiare l’effetto dei cambiamenti climatici con una equipe di scienziati. In Svizzera, l’IBM sta utilizzando un data center per riscaldare una piscina!
Speriamo in nuove interessanti evoluzioni.
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I data center richiedono una gran quantità di energia per funzionare. Google e Facebook danno il buon esempio da diversi mesi, adottando soluzioni “verdi” e attente all’ambiente. La ricerca dell’efficienza energetica per queste enormi struttura è sempre attiva e il caso di un data center dell’Illinois, Stati Uniti, fornisce il buon esempio.
Il data center in questione ha deciso di dare una svolta utilizzando solo tecnologie ecocompatibili e si alimenta al 100% con energia eoilica, ovvero l’energia pulita ricavata dal vento.
Sono infatti stati installati enormi “mulini” che generano energia, alti circa 40. In condizioni di vento, le turbine forniscono 500 kilowatt di potenza, ovvero il doppio di quanto serva al data center per funzionare.
Il data center dell’Illinois è il primo al mondo ad alimentarsi totalmente di energia eolica, in grado di alimentarsi anche alternativamente durante i periodi senza vento grazie ad alcuni generatori. Per ottenere questi risultati sono stati spesi nella struttura ben 1.25 milioni di dollari, che la compagnia ammortizzerà in circa 10 anni di attività.
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IBM e l’Università americana di Syracuse hanno celebrato la costruzione di un nuovo Data Center “Verde” (GDC, ovvero green data center) creato per mettere in pratica nuove tecnologie per il risparmio energetico. Il data center, costato 12.4 milioni di dollari, è grande 4 mila metri quadrati e ha un generatore di energia proprio, una distribuzione dell’energia DC e sistemi di raffreddamento che utilizzano l’acqua fredda.
Questo moderno data center ospiterà il dipartimento di Tecnologia Informatica dell’Università statunitense, offrendo dettagli sul rendimento delle innovative tecnologie verdi applicate. IBM ha collaborato al progetto con 5 milioni di dollari, investiti per i generatori di energia e per i server.
IBM utilizzerà questa struttura per mettere in pratica nuove iniziative volte al rispetto dell’ambiente. Non è tutto: anche le autorità legate alla ricerca e allo sviluppo energetico di New York hanno partecipato agli investimenti con 2 milioni di dollari.
Nel video possiamo vedere un tour del data center.
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Google non perde occasione per migliorarsi e migliorare i propri Data Center: l’attenzione nei confronti del risparmio energetico è altissima. Abbiamo visto come anche Facebook prenda esempio da Google per migliorare le prestazioni dei propri server, adottandone le innovazioni in termini di alimentazione.
Google lancia una nuova sfida ai propri data center con un nuovo brevetto depositato dalla Exaflop LLC: si interviene nella struttura stessa nel tentativo di migliorare il raffreddamento delle macchine, diminuendo il consumo energetico.
Il brevetto prevede, infatti, l’utilizzo di bacchette che dirigono l’aria fredda in parti ben precise dei server e dei racks, così da non disperdere il raffreddamento in punti morti e risparmiare quindi in elettricità Sopra ogni rack viene montato uno strumento che rileva la temperatura dei server e automatizza i cambiamenti di temperatura.
L’utilizzo dei chillers, ovvero i sistemi di raffreddamento dell’acqua che funzionano ad energia elettrica, verrebbe quindi ridimensionato al minimo.
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Continua a leggere: Data Center Google: ancora miglioramenti per l'efficienza energetica

Facebook è un fenomeno globale e si trova a dover affrontare un carico di traffico davvero monumentale. Questo comporta costi di gestione dei propri data center davvero salati. Dopo un ampliamento delle proprie strutture e l’aggiunta di server, la decisione del management di Facebook è quella di imitare Google.
Seguire le orme del colosso di Internet comporta il tentativo di creare una infrastruttura tecnologica propria, risparmiando sulle soluzioni di terze parti. A questo scopo Michael Amir, server e data center engineer, è diventato dipendente Facebook da Marzo lasciando Google.
Dopo un lavoro di circa sei anni nella gestione dei sistemi elettrici e di raffreddamento dei data center di Google, Michael ne mutua alcune idee per introdurle nei data center di Facebook. I primi cambiamenti si verificano sul fronte dell’efficienza energetica: nei server di Google si è passati dall’alimentazione con UPS esterni all’uso di batterie direttamente inserite nei server stessi. Questa soluzione garantisce un risparmio economico.
Continua a leggere: Data Center di Facebook: novità e innovazioni ispirate da Google

Sempre più data center di grandi dimensioni fanno affidamento su strutture “verdi”, ovvero a risparmio energetico. Si inventano sempre nuovi metodi per il raffreddamento delle macchine, per il ricambio dell’aria o dei liquidi refrigeranti, rispettando l’ambiente.
A quanto pare Gartner, colosso del settore IT, ha previsto un aumento sensibile del costo dell’energia nel 2010. Secondo Gartner sono ancora pochi manager danno il giusto peso al risparmio energetico e ai consumi ridotti per i propri data center; la questione energia rimane un grosso problema.
La situazione peggiorerà nel 2010: la spesa per l’energia elettrica diventerà un problema critico a causa dell’aumento dei costi. Chi non aggiornerà l’hardware dei propri data center rischierà di andare in passivo.
Continua a leggere: Data Center: il costo dell'energia aumenterà nel 2010
IBM ha annunciato il lancio di un Data Center Virtuale in 3D (VGDC): tramite Second Life sarà possibile esplorarne il funzionamento interno comodamente da casa propria. L’esperimento è stato lanciato nello scorso settembre a Los Angeles, in occasione del Virtual Worlds Expo.
Tramite l’utilizzo di avatar, gli utenti potranno visitare il data center con l’aiuto di una guida. È possibile fare qualsiasi domanda in tempo reale in ben sedici lingue diverse. È stata predisposta anche la visita di gruppo.
Questo tipo di esperienza, assolutamente d’esempio per tutte le strutture, permette di comprendere tutti gli aspetti che contraddistingono la riconversione dei data center in strutture ecologiche: amministrazione efficiente dell’energia, sistemi di raffreddamento il più possibile risparmiosi e alimentazione dei server a risparmio energetico.
Nel video potete vedere un esempio di tour virtuale nel data center IBM.
Continua a leggere: IBM: il nuovo data center ecologico è visitabile tramite Second Life

Il gigante della tecnologia IBM ha annunciato l’apertura di un ennesimo data center, questa volta displocato a Izmir, in Turchia. Si tratta di una struttura di sei mila metri quadrati, costata 12.4 milioni di dollari.
La struttura al momento offre trecento posti di lavoro, ma ben presto potrebbero salire a cinquecento. Si tratta inoltre di un data center “verde”: richiede la metà dell’energia impiegata in un data center tradizionale delle medesime dimensioni.
Questa nuova installazione offrirà servizi di hosting sicuri ai clienti IBM. Il sistema non necessita di software per il recupero dati in caso di “incidenti” o di altri sistemi di sicurezza poichè ha una propria fonte di energia d’emergenza che garantisce 48 ore di funzionamento totalmente autonomo.

Abbiamo visto come i data center in giro per il mondo stiano diventando sempre più “verdi”: maggiore attenzione verso l’ambiente e l’efficienza energetica. Purtroppo però, un gran numero di iniziative ecologiche rimangono incompiute e molti data center rimandano all’infinito le misurazioni per verificarne l’efficienza.
Una ricerca della AFCOM, la più importante associazione di professionisti del data center, ha dimostrato come i progressi siano innegabili, ma la strada da fare sia ancora molta. La buona notizia è che sempre più strutture decidono di misurare il proprio consumo energetico, permettendo di monitorare le operazioni avvenute all’interno dei data center.
Secondo la AFCOM il 71.3% dei data center presi in considerazione sono coinvolti in iniziative ecologiche, ma solo il 42% di essi ha un programma formale in atto:
Un dato incredibile riguarda i data center governativi, indietro rispetto a quelli privati. Il 62% dei data center di Stato hanno un programma di risparmio energetico, ma solo il 36% lo rispetta puntualmente.
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In attesa di provider di servizi completamente ecologici e che non sprecano le risorse della terra inutilmente possiamo darvi qualche consiglio se volete migliorare il vostro rendimento.
Il consorzio Energy Star ha pubblicato l’elenco dei server che soddisfano tutti i requisiti in fatto di consumi per ottenere il bollini di certificazione. Per ora gli unici 4 presenti sono gli HP DL380 G6.
Se avete intenzione di creare il vostro datancenter allora prodotti come questi vi farebbero sicuramente risparmiare sulla corrente utilizzata e potreste anche pubblicare la certificazione per gli eventuali clienti.
Continua a leggere: I server con il miglior rendimento energetico