
Abbiamo visto come man mano, con la crescita di Twitter, il popolare servizio di microblogging abbia avuto bisogno di espandere il proprio parco server per reggere il successo ed il traffico. Affidandosi sempre a data center di terzi, Twitter ha sperimentato continui problemi anche recentemente: ecco che, per offrire un servizio migliore, è giunto il momento di un data center proprio in cui operare.
I problemi verificatisi in Giugno in particolare hanno segnato il passaggio verso una struttura che consenta un maggior controllo sulla rete, sulle proprie potenzialità e sul traffico. Il nuovo data center sorgerà a Salt Lake City.
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Dopo i famosi downtime di Twitter e la crescita esponenziale della sua popolarità, anche il servizio di microblogging ha deciso di fare lo stesso passo avanti fatto da Facebook: Twitter costruirà un proprio data center. Uno degli ingegneri di Twitter, John Adams, ha annunciato la pianificazione della realizzazione della struttura.
Ancora non è noto dove e come verrà realizzata. Fino ad oggi Twitter si è appoggiato su NTT Telecoms, ma la crescita del servizio di microblogging ha raggiunto il 1358% nel 2009, richiedendo quindi una base più solida per supportare la mole di traffico.
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Recentemente si è parlato molto della riforma del WHOIS. In uno sforzo per dimostrare la bontà delle proprie proposte, l’ICANN ha posto in distribuzione un documento chiamato “Inventory of WHOIS Service Requirements.” Il documento delinea un numero di proposte per “riparare”i buchi presenti nel database del WHOIS.
Alcuni dei cambiamenti suggeriti sono sostanziali. Se approvati, la gente avrebbe modo di cercare i domini in base al proprietario. Questo permetterebbe di vedere chi possiede quali domini. Questo inoltre accrescerebbe il numero di dati forniti a proposito dei registranti, inclusi i contatti di instant messaging e gli screen names di Twitter. I dati di contatto avrebbero inoltre una migliore validazione effettiva.
Continua a leggere: L'ICANN rilascia una lista di riforme proposte per il WHOIS

Negli scorsi giorni abbiamo riportato la notizia che Twitter ha acquistato un nuovo nome a dominio, twee.tt, con estensione .tt che è il country code top-level (ccTLD) per Trinidad e Tobago. Da subito si è pensato che potesse trattarsi di un dominio dedicato al lancio di uno url shortener, ovvero uno di quei servizi che accorciano i link troppo lunghi.
Il co-fondatore e Ceo di Twitter, Evan Williams, ha confermato il lancio alla Chirp Developer Conference: Twitter avrà un proprio URL shortener. Ciò che non è stato chiarito è se effettivamente Twitter utilizzerà il dominio appena acquistato, twee.tt, o ne utilizzerà uno completamente differente.
Twitter già utilizza il nome a dominio twt.tl come tool per combattere il phishing e lo spam nei messaggi diretti. Attendiamo quindi di sapere per cosa verrà utilizzato il nuovo domain name.
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Continua a leggere: Twitter lancerà il proprio URL Shortener, utilizzerà il dominio acquistato?

Twitter potrebbe essere pronto per lanciare un servizio di url shortening (ovvero quei servizi che accorciano i link molto lunghi con link più brevi e perfettamente funzionanti)? Queste sembrano essere le voci insistenti lanciate da coloro che hanno notato un interessante particolare: Twitter ha acquisito un nuovo domain name, twee.tt.
L’estensione .TT è un country code Top Level Domain legato a Trinidad e Tobago. Twee.tt suona molto bene complessivamente.
In ogni caso, ricordiamoci che Twitter possiede molti nomi a dominio, molti inutilizzati per il momento. La nuova acquisizione potrebbe essere soltanto una misura preventiva per la protezione del proprio marchio dai cybersquatter o da servizi “concorrenti” al popolare servizio di microblogging.
Staremo a vedere.
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Continua a leggere: Twitter: presto un url shortener? Il dubbio nasce da un domain name
Normalmente quando parliamo di brand protection intendiamo un’insieme di azioni volte a tutelare il marchio registrato di una azienda, come la definizione di parole chiave da monitorare, il monitoraggio periodico del marchio stesso su Internet, il controllo su chi utilizza impropriamente il marchio registrato e le eventuali contromosse.
Nell’era della presenza su social network e servizi di microblogging, la difesa della propria identità online è diventata di primaria importanza. Un esempio di monitoraggio mal riuscito, con conseguenze al limite del disastroso, è quello della MSNBC, una rete televisiva statunitense.
L’account Twitter legato all’emittente ha infatti pubblicato tweet offensivi e diffamanti, come potete vedere dalle immagini. Dopo una breve sospensione dell’account, la MSNBC ha dichiarato che l’account Twitter non è mai stato sotto il suo controllo, ma era in mano a non precisati utenti che lo utilizzavano per diffonderne i titoli delle notizie. Questo si configura come un perfetto esempio di totale carenza di brand protection.
Controllare e proteggere l’identità online avrebbe risparmiato alla MSNBC una brutta figura e qualche possibile problema legale.
Via | TechCrunch
Brand Protection: il caso MSNBC




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L’organo statunitense General Services Administration sta sviluppando un servizio ufficiale governativo che accorci gli indirizzi internet degli organi federali per gli utenti di social network e servizi di microblogging, noti per avere severe restrizioni sul numero di caratteri postabili.
Il servizio, che sarà Go.USA.Gov, è ancora in fase di beta testing e verrà probabilmente adottato da tutti gli organi governativi sparsi per il mondo entro la fine di questo 2009.
La sempre crescente popolarità del servizio di microblogging Twitter, con il limite imposto di 140 caratteri per messaggio, ha creato un vero e proprio mercato di servizi “link-shortening” quali bit.ly e tr.im, tra i più utilizzati. Come forse già saprete, i servizi di link-shortening prendono un indirizzo Web esistente e lo accorciano trasformandolo in un link funzionante di pochi caratteri, facile da diffondere proprio tramite Twitter e simili.
Continua a leggere: GSA lancia un servizio per accorciare gli indirizzi Web federali

Una delle storie più ineressanti nell’ambito tech è stata la cifra raccolta da Twitter in un nuovo round di finanziamenti, ben 100 milioni di di dollari. Molti si sono chiesti se Twitter abbia raccolto una tale cifra perchè la sua importanza sul mercato glielo consenta o perchè effettivamente abbia bisogno di tutti quei soldi per “tirare avanti”.
Alcuni analisti prevedono che Twitter userà i soldi per assumere tra 200 a 500 nuovi sviluppatori, o per acquisire alcune compagnie che stanno creando applicazioni e servizi basati sulle API di Twitter stesso. In realtà, la giusta risposta alla questione dipende da quanto Twitter spenda per le infrastrutture che sostengono la sua rapidissima crescita.
Basandosi su una struttura in outsourcing su NTT America e Amazon Web Services, Twitter ha indubbiamente risparmiato rispetto alla costruzone di un proprio data center. Con la rapida crescita del servizio e dell’utenza, però, si sono resi imprescindibili anche gli investimenti per server che supportino il carico.
Continua a leggere: Twitter: quanti dei 100 milioni di dollari vengono investiti in server?

Anche WordPress ha deciso di seguire un trend che sta prendendo piede ultimamente: ha deciso di lanciare il proprio servizio di accorciamento degli URL, più noti oltre oceano come “URL shortener”, utilizzando un top level domain .me.
Il colosso delle piattaforme per blogging ha quindi creato WP.me, pensandolo come servizio che permette ai blogger di inserire su Twitter i link ai propri post. Non si tratta quindi di un qualsiasi URL shortener come tanti su Internet o di un rivale del più famoso Bit.ly, ma si tratta soltanto di un servizio per gli utilizzatori affezionati di WordPress.com.
Lo stesso fondatore di WordPress, Matt Mullenweg, ha dichiarato tramite il proprio blog che WP.me è il primo ed unico dominio .me di due lettere in tutto il mondo e da adesso, qualsiasi blog e qualsiasi articolo postato tramite WordPress.com avrà una URL WP.me.
Continua a leggere: WP.me: l'unico dominio .me di due caratteri lanciato da Wordpress
Trovare nomi a dominio ed acquistarli sta diventando sempre più semplice ed immediato.
Recentemente è stato lanciato un nuovo servizio che consente di effettuare tutte le operazioni via Twitter e chiamato Tweetname. Il fondatore Philip Kaplan afferma che vuole semplificare le operazione senza forzare gli utenti ad andare su un sito particolare.
Probabilmente vorrà anche sfruttare l’enorme crescita di utenti che sta avendo twitter come piattaforma per fidelizzare nuovi clienti. In attesa che anche altre società offrano un servizio simili e concorrente