
Parliamo sempre di grandi marchi o istituzioni che vincono dispute per nomi a dominio, ma ogni tanto tocca parlare anche di casi contrari. Il soggetto di oggi è l’Università del Texas che avrebbe perso l’arbitraggio UDRP per il nome a dominio TexasSports.org.
Il sito ufficiale della squadra di atletica dell’Università è TexasSports.com, ma la possibilità che gli studenti cercassero il dominio con estensione .org al posto del .com sembrava alta all’Università, tanto da richiedere il domain name. Lo scopo è non-profit, quindi le intenzioni dell’istituzione non sono certo in mala fede, nonostante abbia tentato di avanzare diritti sul termine generico “Texas Sports”.
La controparte ha ribattuto sulla genericità dei due termini, ottenendo il favore del Panel e vincendo l’arbitraggio.
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Immaginate di aver registrato un dominio con il vostro nome, poniamo ad esempio Claudia.it, e che una compagnia che usa la parola “Claudia” vi faccia causa e avvii un processo UDRP. Sarebbe assurdo, ma accade.
È proprio ciò che la Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., che pubblica l’amato settimanale Grazia, ha cercato di fare con una scrittrice freelance che vive a Portland, Grazia Solazzi. Quest’ultima aveva registrato il nome a dominio Grazia.us un paio di anni fa, e ora si è trovata a dover affrontare una disputa.
La Mondadori avrebbe giustificato la propria disputa dichiarando che la Solazzi non viene certo riconosciuta tramite il proprio nome a dominio. GRAZIA corrisponde al suo nome di persona e non implica alcun diritto acquisito od esclusivo sullo stesso che ne legittimi l’interesse.
Secondo questa motivazione, la Solazzi non avrebbe quindi alcun diritto sul proprio nome di persona. Il Panelist Daniel B. Banks ha rifiutato la richiesta di reverse domain name hijacking contro la Mondadori, in quanto questa possiede il marchio registrato “Grazia.

La compagnia creatrice della Red Bull, famosa bevanda energetica, sembra vincere il premio per essersi imbarcata nelle dispute per nomi a dominio più inutili e fallimentari mai viste.
Numerosi casi di UDRP sottoposti dalla compagnia, infatti, si concludono con la sua vittoria e, al posto del trasferimento del dominio presso di sé, ne viene richiesta la cancellazione. Ci rendiamo conto di quanto questa mossa sia completamente inutile se pensiamo che, con la richiesta di cancellazione, viene eliminata solo la corrente registrazione e il dominio torna libero di essere nuovamente registrato.
Sono oltre 70 i domini vinti tramite UDRP dalla Red Bull con inutile richiesta di cancellazione, al posto del trasferimento. Spese legali per oltre 100.000 dollari buttate al vento, visto che i domini possono essere registrati da altre compagnie, innestando un circolo vizioso inutile.
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Per chi segue da vicino le vicende legate alle dispute per nomi a dominio, avrà notato come l’operatore mobile estero Verizon sembrava aver rinunciato a questo tipo di cause, cercando solamente di denunciare i casi di typo sul proprio marchio.
Le cose sembrano essere cambiate: Verizon ha sottoposto quattro casi UDRP al World Intellectual Property Organization (WIPO) negli ultimi 3 giorni. Una di queste è per ottenere il dominio wwwverizon.com, un caso di typo che ha scosso Verizon sin dall’inizio. Perchè affidarsi a casi UDRP e non alle più classiche azioni legali? Probabilmente perchè questi typosquatter sono difficili da rintracciare. Nel caso del dominio verizonewireless.com, i dati di whois cambiano costantemente. I due nomi a dominio wwwverizon.com e verzonwireless.com, invece, sono attualmente in possesso presso qualcuno in Russia e Polonia.
Combattere i casi di typo con le classiche azioni legali, inoltre, costa molto di più in termini di denaro.
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La A & H Sportswear Co., compagnia che detiene ben due marchi registrati “Magic Bra”, ha perso una disputa UDRP per il nome a dominio MagicBra.com. Il dominio è stato registrato da Hu Yanlin, residente in Beijing (Cina) nel 2001 e l’uomo dichiara di non aver mai avuto in mente i marchi della A & H Sportswear.
Yanlin ha infatti dichiarato che il termine “magic bra” è descrittivo e non si riferisce esclusivamente al reggiseno delle meraviglie, ovvero quello che riesce a far sembrare il seno pià grosso, ma si può riferire anche a differenti metodi per l’aumento del seno come operazioni, alimentazione o sport. La compagnia non può quindi pretendere i diritti esclusivi su un termine descrittivo generico come quello.
Il panelist del WIPO ha ritenuto che il dominio fosse troppo simile al marchio della A & H Sportswear, ma nonostante ciò ha ritenuto che Yanlin avesse legittimi diritti sul nome a dominio, proprio in quanto termine descrittivo generico come sostenuto dall’uomo, lasciandogli quindi il possesso di MagicBra.com.

I casi di arbitraggio per nomi a dominio a volte rasentano l’azzardato o l’assurdo, ma il caso di cui vi parlo oggi potrebbe batterli tutti. La compagnia Romantic Tours Inc. aveva richiesto una disputa UDRP per ottenere alcuni domini, convincendo i Panel di possedere il marchio “Hot Russian Brides”.
Dopo essere riuscita nel suo intento, la compagnia ha voluto osare di più: ottenere un nome a dominio denunciando il proprietario per una directory presente sul sito web. La Romantic Tours Inc. infatti ha richiesto un arbitraggio contro il possessore di JimsLists.com poichè una delle directory sul sito si chiama “/hotrussianbrides”. In particolare, la compagnia ha cercato di ottenere tutto il domain name JimsLists.com a causa dell’URL jimslists.com/agencies/hotrussianbrides.
Come è giusto che sia, la Romantic Tours ha perso il caso e il proprietario del dominio ha cancellato la directory, come l’immagine dimostra.
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Ci si aspettava che, durante il meeting avvenuto in questi giorni, l’ICANN discutesse dei servizi offerti dai provider UDRP, dell’”arbitraggio veloce ed economico” introdotto dalla Czech Arbitration Court e della mancanza di contratti tra l’ICANN stesso e i provider di servizi UDRP e, invece, nessuno di questi argomenti è stato toccato a causa della mancanza di tempo.
Il rapporto preliminare del meeting riporta infatti come questi argomenti non siano stati affrontati a causa della mancanza di tempo, ma conferma che l’ICANN sta considerando di stringere accordi e firmare contratti con i provider di servizi UDRP, argomento che verrà affrontato nel prossimo meeting a Brussels.
Continua a leggere: L'ICANN potrebbe richiedere contratti con i provider UDRP

Le agenzie di creativi e pubblicitari hanno intuitio il potere di un domain name generico, facile da ricordare, rilevante. Questo porta a casi come quello di Media Rain, una agenzia di creativi dello Utah che ha cercato di ottenere il generic domain name Rain.com. Si aggiunge oggi alla lista anche la Oasis Technology Partners, una compagnia di Boston, che ha cercato di ottenere tramite arbitraggio UDRP il nome a dominio Oasis.com, fallendo anche in questo caso.
La compagnia infatti non è riuscita a convincere il panel di possedere i diritti sul termine generico “Oasis”, sebbene abbia tentato di dimostrare un marchio registrato “Oasis” utilizzato per la prima volta nel 2001. Nonostante il marchio registrato, la compagnia avrebbe dovuto dimostrare la cattiva fede nella registrazione del dominio e il fatto che il proprietario non avesse diritti su questo.
Un tentativo fallito piuttosto miseramente.
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L’ICANN ha reso nota la propria agenda per il meeting di oggi, che prenderà in esame in particolare le policy dei provider di servizi UDRP e i loro rapporti, oltre che i cambiamenti nelle procedure di arbitraggio.
L’esatto argomento di discussione non è ancora noto e rimarrà riservato fino a meeting concluso, quindi molto probabilmente dovremo attendere domani per le prime notizie a riguardo. Volendo azzardare qualche previsione, il meeting verterà sul fatto che non esista un contratto tra l’ICANN e i provider di servizi UDRP.
Inoltre alcuni provider stanno cercando di cambiare il processo di arbitraggio, particolare che l’ICANN deve ancora affrontare. Un chiaro esempio di ciò è la Czech Arbitration Court, che ha creato una sorta di “UDRP veloce” a prezzo standard.
Via | ICANN
Continua a leggere: ICANN: un meeting per rivedere i rapporti con i provider di UDRP
La compagnia di spedizioni e trasporti Neptune Orient Lines Limited ha perso una disputa UDRP contro il possessore del domain name NOL.com. Spesso parliamo dei casi di vincita, soprattutto dei grandi marchi, ma ogni tanto è interessante analizzare anche i casi in cui le compagnie perdono gli arbitraggi per capire i meccanismi di decisione dei Panelist.
Il possessore del dominio, Wu Guiqiang, ha dichiarato di aver registrato il nome a dominio senza alcun riferimento all’acronimo del nome della compagnia, utilizzandolo per un servizio chiamato “Names OnLine”, che abbreviato diventa per l’appunto NOL.
Il Panelist ha ritenuto che in effetti il dominio non fosse stato registrato ed utilizzato in cattiva fede e che il possessore ha diritti legittimi sul nome scelto. Attualmente la compagnia di trasporti utilizza il dominio nol.com.sg, dove .SG è il ccTLD per Singapore.