
Il portfolio di Meet Alf Temme conta più di centinaia di casi di cybersquatting tramite typo e marchi infranti. Il cybersquatter ha affrontato numerose cause anno dopo anno contro numerose grosse compagnie, tra le quali Dell, Air France e America Online. Costui ha ammesso di essere un typosquatter, ovvero utilizza nomi di marchi con all’interno tipici errori di digitazione, come d3ell.com, per vendere tramite i propri siti. Questa volta è Microsoft a denunciarlo e Temme non vuole cedere.
Microsoft ha denunciato lo scorso mese Temme per violazione del marchio. Un discreto numero di suoi domini, tra i quali ho0tmail.com e hot5mail.com, sono incredibilmente simili ai marchi registrati di Microsoft. La compagnia ha inizialmente richiesto un risarcimento di 2.4 milioni di dollari, scendendo poi ad un compromesso di 500.000 dollari. Nonostante abbia ammesso la violazione del Anti-Cybersquatting Consumer Protection Act, Temme continua a non vedere nulla di sbagliato nelle proprie azioni, ritenendo la “punizione” richiesta ridicola.
Il typosquatter è piuttosto contrariato con Microsoft a causa della denuncia, dichiarando che sarebbe stato felice di cedere i domini alla compagnia se avesse ricevuto una semplice lettera di richiesta. Comunque vadano a finire i casi portati in tribunale, Temme non intende cedere e proseguirà la sua attività di cybersquatting.
Foto | Flickr
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Coloro che registrano i domini possono essere perseguiti con l’accusa di cybersquatting, ma anche i Registrar possono essere accusati in egual modo? Secondo il caso della Transamerica, compagnia di assicurazioni, sì.
La compagnia ha trascinato in tribunale diversi Registrar importanti con l’accusa di violazione del marchio. Molti clienti dei Registrar accusati, infatti, avevano registrato domini contenenti il marchio registrato Transamerica, con chiari intenti di cybersquatting.
La Transamerica ha deciso però di ritirare la denuncia. Questo caso riporta in auge una discussione sempre aperta: i Registrar hanno qualche responsabilità sull’utilizzo che i clienti fanno dei domain name registrati? O è impossibile effettuare uno screening attento su ogni singola registrazione, posta la mole di transazioni che investono i principali Registrar?
Via | DomainNameWire
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Un nuovo caso di violazione di un marchio si affaccia alla cronaca: questa volta a pagarne le conseguenze saranno Akanoc Solutions Inc., Managed Solutions Group Inc. e Steven Chen, il possessore legale delle due compagnie accusate da Louis Vuitton .
I fatti sembrano dimostrare che le due compagnie di hosting abbiano ospitato siti che vendono prodotti Luis Vuitton contraffatti; tra le accuse vi è anche quella di aver ignorato le segnalazioni di possibile violazione del marchio da parte di Luis Vuitton, alle quali avrebbero dovuto rispondere con il pronto oscuramento dei siti incriminati.
A peggiorare la situazione, sembra che la maggior parte, se non tutti i siti ospitati presso le due compagnie, fossero coinvolti nel traffico di merci contraffatte. Andy Coombs, l’avvocato che ha curato il caso per Louis Vuitton, ha dichiarato che la conclusione della vicenda rappresenta un contributo importante per la legislazione attuale; la lotta contro la violazione del marchio ha portato i suoi frutti e i 32 milioni di dollari di risarcimento potranno essere d’esempio.
Via | ComputerWorld
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