Esiste un servizio di web hosting anonimo? Alcuni servizi di questo tipo hanno fatto la propria comparsa per ospitare siti dal contenuto controverso o illegale secondo la propria giurisdizione. Spesso dislocati nelle zone più remote di paesi lontani, queste compagnie promettono di mantenere le vostre identità segrete in cambio di un sovrapprezzo.
Vale la pena di sobbarcarsi questa spesa in più? Ipotizzando che stiate hostando qualcosa di controverso, ma legale, non ne vale la pena. Qualsiasi servizio di web hosting con un minimo di reputazione proteggerà le vostre informazioni da occhi indiscreti.
Esporsi a compagnie di web hosting anonimo può anzi essere più pericoloso: non sono legalmente obbligate a proteggere i vostri dati sensibili e potreste addirittura trovarvi preda di qualche truffa.
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Il mondo del web hosting non rimane indifferente alla tragedia che ha colpito la popolazione di Haiti recentemente. Hosting For Haiti è il progetto che riunisce la grandi compagnie di web hosting di tutto il mondo, pensato per aiutare la popolazione.
L’iniziativa vuole sensibilizzare anche il mondo dell’hosting, richiedendo fondi da devolvere totalmente alla Croce Rossa Americana, sul posto per fornire aiuti. Al momento hanno aderito quindici grandi compagnie, ma il progetto di configura per essere aperto a tutti i volontari. Il progetto è approdato anche su Twitter, all’indirizzo http://twitter.com/hostingforhaiti.
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Come effettuare l’hosting di un sito? Si tratta di pochi passaggi semplici di base, ma che possono impensierire gli utenti alle prime armi. Vediamo insieme alcuni semplici passi:
Come potete vedere si tratta solo dei primissimi passi base, ma servono per avere un’idea dei passi da fare per i più inesperti.
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Microsoft Azure, la rivoluzionaria piattaforma di cloud computing, è stata presentata ufficialmente nei giorni scorsi e noi ne abbiamo parlato, vedendone nel dettaglio anche i container.
Oggi giungono nuovi dettagli sulla piattaforma: pare Azure non consentirà solo il modello PaaS sulla propria piattaforma, ovvero Platform as a Service, ma Microsoft consentirà anche un utilizzo IaaS, ovvero Infrastructure as a Service.
Cosa comporta una novità simile? Grazie a questo modello, le risorse hardware verranno messe a disposizione degli utenti, permettendo di installare sistemi operativi e servizi di vario genere, secondo la volontà stessa dell’utente. Questo particolare sarebbe stato rivelato anche da Ray Ozzie di Microsoft, svelando come il cloud computing di Microsoft miri a concorrere con Amazon EC2.
Non è ancora noto se il modello IaaS verrà immediatamente incluso in Azure o dovremo attendere più tempo; lo scopriremo soltanto il fase di lancio del più atteso servizio di cloud computing.
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Continua a leggere: Cloud Computing: Microsoft Azure sarà anche piattaforma IaaS

Anche quest’anno si ripeterà un evento eccezionale per tutti gli appassionati del mondo del web hosting: Web Host Boot Camp giunge alla sua seconda edizione. Si tratta di una conferenza, tenuta interamente online, che affronta tutte le novità del settore.
Un evento come questo si rivolge sia ai privati che alle imprese, focalizzandosi sulle soluzioni possibili nel mondo dell’hosting sia per la gestione del proprio business che per la gestione dei clienti. Oltre alle discussioni prettamente tecniche, potremo assistere ad interventi più generici, ma pur sempre importanti, come la gestione dei problemi legali per una compagnia di hosting.
Web Host Boot Camp permette di avere un contatto diretto con gli esperti del settore, di porre le proprie domande, pubblicizzare il proprio business e condividere tutte le informazioni necessarie alla crescita dell’industria del web host.
L’evento è completamente gratuito e si terrà dal 7 al 9 Dicembre 2009. Sarà sufficiente registrarsi sul sito dell’evento per partecipare e tenere d’occhio il calendario degli interventi.
Continua a leggere: WebHostBootCamp: l'evento virtuale dedicato al webhosting

Il gruppo Dada, già presente nel settore hosting grazie a Register.it e altri marchi legati, ha recentemente acquisito PoundHost.
PoundHost è uno dei principali operatori inglesi attivo nel settore web hosting e domain name. Namesco, altro brand del gruppo Dada, si è occupata dell’acquisizione.
Il comunicato legato all’evento spiega che Poundhost è stata fondata nel 2001 e possiede una fascia elevata di clienti, il 30% dei quali sono statunitensi. PoundHost possiede oltre 10.000 server dedicati e virtuali e offre soluzioni professionali per la gestione della presenza on-line delle aziende.
Continua a leggere: Dada acquisisce Poundhost, gigante del web hosting inglese
Alcuni servizi di Hosting Windows offrono l’accesso ODBC nei propri piani. Di cosa si tratta esattamente? ODBC non è altro che l’abbreviazione di Open Database Connectivity. Si tratta di una interfaccia che permette l’accesso a database tramite l’utilizzo di query SQL.
Si tratta di una API indipendente dai linguaggi di programmazione, dal sistema operativo e dai sistemi di database. ODBC si basa sulle specifiche di Call Level Interface (CLI) di SQL, X/Open e ISO/IEC.
ODBC è uno strumento per l’accesso alle banche dati di vario tipo: MS-Access, dBase, DB2, Excel e Text. L’interfaccia consente di accedere in modo neutrale ai dati memorizzati nei vari database e nei vari computer.

Il cluster hosting si basa su un gruppo di server integrati insieme per un unico cliente. Si tratta di una forma di web hosting che ripartisce il carico su più macchine, chiamate nodi, incrementando la disponibilità e diminuendo le chance dell’interferenza della performance di un servizio (FTP o email, per esempio) su di un altro, per esempio web o database come MYSQL.
Molti siti web utilizzano il cluster hosting per supportare discussioni su forum di grandi dimensioni e ridurre il rischio di problemi, esattamente come avviene per il cloud computing.
Il cluster hosting offre anche un’ottima protezione rispetto ad alcuni grossi problemi di sicurezza: un attacco DDOS può mettere ko un server in pochissimo tempo, ma se un sito viene hostato tra più nodi, sarà difficile mandarlo in down.
Il cluster hosting è naturalmente molto costoso, quindi non consigliato a chi deve hostare siti amatoriali o piccoli forum.
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Come possiamo fare per evitare che il nostro account di hosting venga attaccato dagli hacker?
Il primo e più banale consiglio, sebbene sia uno dei più importanti, è quello di mantenere segreta la vostra password. Sceglietene una unica, che non usate anche per altri servizi come la posta elettronica. Nessuno, oltre a voi, deve essere a conoscenza della vostra password, nemmeno il vostro servizio di web host.
Ricordate che se qualcuno vi manda una mail chiedendo i vostri dati di accesso si tratta sicuramente una truffa. Quando scegliete una password, sappiate che per renderla più sicura possibile è importante utilizzare sia lettere che numeri.
Continua a leggere: Come salvare il vostro sito dagli hacker

Un buon hosting ha un uptime di oltre il 99,5% annuale che si traduce in 1,8 giorni di fermo in un anno, in cui il sito non è raggiungibile dal resto del mondo.
Tutti gli hosting hanno problemi, sono cose normali con cui avere a che fare. A volte le cause possono essere operazioni di manutenzione altre, invece, si rivelano essere qualcosa di più complicato da risolvere e possono provocare downtime di giorni o settimane.
Quando si verificano questi problemi spesso non c’è nessun rimborso, in altri casi, si ricevono pochi euro per tutti i problemi arrecati con l’intermittenza del servizio. Ma quanto si dovrebbe venire rimborsati?