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American Express vuole il dominio .Me, Samsung colleziona ccTLD

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

American Express
Anche American Express si unisce alla lunga lista di compagnie che tentano la strada dell’arbitraggio per ottenere il proprio dominio .me. La compagnia si è rivolta al WIPO per ottenere AmericanExpress.me, al momento posseduto da un cittadino americano del New Jersey, che lo tiene parcheggiato con pubblicità che sponsorizzano carte di credito American Express.

Tra le altre compagnie che stanno tentando la strada della disputa per ottenere il proprio dominio .me troviamo Overstock, Mozilla, Firefox, ExxonMobil, Sprite e Porsche.

Tra le altre notizie UDRP, sembra che Samsung stia raccogliendo i primi frutti degli arbitraggi iniziati nei mesi scorsi. La compagnia ha infatti ottenuto Samsung.cd (Congo), Samsung.la (Laos) e Samsung.md (Moldova). Attualmente attende di mettere le mani su Samsung.nu, Samsung.as, Samsung.com.ve, Samsung.bz e Samsung.tm.

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Mo.de e iPadPorn.com venduti all'asta

pubblicato da claudiasantini in: Nomi a dominio

iPad

Due interessanti aste di nomi a dominio sono appena state concluse. Il nome a dominio Mo.de è stato venduto per 21.160 dollari; una cifra interessante per un dominio di due caratteri che, in combinazione con l’estensione .de, crea la parola Mode, piuttosto esclusiva ed interessante.

L‘estensione .de è legata alla Germania e gode di un ottimo mercato ultimamente, soprattutto quando si tratta di nomi a dominio di pochi caratteri. Anche non volendo utilizzare il gioco dei suoi MO-DE, esistono molte imprese che possono utilizzare la sigla MO.

Decisamente più controversa è la vendita di un altro dominio: iPadporn.com. Come saprete, iPad è l’ultimo gioiello di casa Apple e ha destato interesse anche nel mondo dei domain name proprio perchè Apple non ha registrato alcun dominio, lasciando aperto il mercato ai cybersquatter incalliti. Cosa farà Apple nei confronti di questo domain name? Si appellerà al WIPO presentando richiesta di arbitraggio?

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Il sistema di disputa diventa integralmente elettronico

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Dispute nomi a dominio

wipo Il SIDN ha modificato i regolamenti riguardanti le dispute di nomi a dominio in Olanda. A partire da oggi le dispute dei nomi a dominio .nl vedranno la maggior parte delle comunicazioni che un tempo si muovevano via posta tradizionale recapitata per posta.

Per esempio si potrà presentare un ricorso a Ginevra esclusivamente tramite e-mail, evitando così la stampa di ben cinque fotocopie da includere nella versione postale.. I cambi effettuati per le regole delle risolunzioni delle dispute sono state cambiate, cercando quanto più di allinearsi alle UDRP (che vengono utilizzati per le dispute .com), entrati in funzione il primo marzo. In base alle regole riviste per i domini .nl, un ricorso può essere presentato senza alcuno sforzo, facendo giungere la richiesta al registrante del dominio via e-mail.

In ogni caso, per avere la sicurezza che il registrante abbia a mano la notifica della richiesta di ricorso, il WIPO invierà una lettera di segnalazione.

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Lufthansa vince un ricorso per un nome a dominio

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Lufthansa

Lufthansa,la più grande compagnia europea di volo, ha presentato un ricorso riguardo il dominio lufthansa-reisemarkt.com attraverso il WIPO. La compagnia ha sottoposto un ricorso all’ente richiedendo che il dominio in questione venisse trasferito a loro.

Lufthansa possiede parecchi marchi registrati con il marchio “Lufthansa”. Il team di legali di Lufthansa ha quindi presentato il ricorso affermando che il nome del dominio fosse simile in modo equivoco ai marchi da loro registrati. Inoltre si è fatta presente la cattiva fede del registrante: “il rispondente intendeva guadagnare profitto dalla confusione creata nell’utente internet, facendo credere di accedere al sito del ricorrente”.

Il Panel ha notato che vi è stato – inoltre – un tentativo da parte del rispondente di evitare l’intervento della procedura UDRP apparentemente tramite mezzi esterni alle corrette procedure.
Vi è stato infatti un cambio di proprietà del dominio allo scopo di rendere più difficile l’azione di difesa da parte del ricorrente nei confronti del rispondente, ma senza esito, in quanto la denuncia era stata comunque presentata prima del cambio di whois.

Poichè il rispondente non ha fornito un responso accettabile ed il ricorrente ha dimostrato tutti gli elementi, il panel ha ordinato di trasferire il nome a dominio dal rispondente al ricorrente.

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Una compagnia di arbitrato per domini offre “prezzi bassi per casi semplici”

pubblicato da claudiasantini in: Dispute nomi a dominio

arbitration La corte di arbitraggio della Repubblica Ceca, uno dei fornitori di servizi di arbitraggio per ciò che riguarda la Uniform domain-name Dispute Resolution Policy (UDRP), sta riducendo i costi di arbitrato fino a 500 euro per caso a partire dal 15 marzo per alcuni casi.

La tariffa di 500 euro verrà applicata solo quando il rispondente non pone obiezione alla denuncia, poichè “non c’è necessità di Panelist per produrre una decisione dettagliata”. Se il proprietario del dominio risponde o il panelist ritiene che sia necessario esprimere una decisione dettagliata, il ricorso comporterà tariffe diverse.

La Czech Arbitration Court (CAC) ha proposto all’ICANN una procedura UDRP “a due binari”, bocciata in modo unanime dalla comunità ICANN. Il CAC in disaccordo con il feedback della comunità ha quindi comunicato la sua decisione sul proprio sito.

La proposta richiederà un costo aggiuntivo di 250 euro per ogni decisione emessa da un panelist ed un costo di 850 euro come base per un filing completo.
Sulla scia degli sconti offerti dal CAC,c’è da aspettarsi che il WIPO ed National Arbitration Forum to follow seguano la stessa via volta ad un abbassamento delle tariffe.

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Mastercard ottiene il dominio mastercard-brasil.com

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

mastercard

MasterCard, la nota multinazionale legata alle carte di credito, si è rivolta al WIPO Arbitration and Mediation Center per ottenere il domain name mastercard-brasil.com. La compagnia possiede tutti i diritti sul marchio “Mastercard”e il dominio conteso contiene proprio il marchio.

Il possessore del dominio è stato accusato di aver agito in cattiva fede, utilizzando un dominio troppo simile al marchio per trarre in inganno gli utenti e rubarne le informazioni private. Dato l’evidente torto in cui si trovata il proprietario del dominio, il Panel ha deciso in favore di Mastercard, ordinandone il trasferimento.

Nomi a dominio simili sono molto ambiti dai truffatori.

Via | Wipo
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Nokia ottiene otto domain name

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Nokia Nokia, compagnia nota internazionalmente soprattutto per i propri cellulari, si è rivolta al WIPO Arbitration and Mediation Center richiedendo il trasferimento presso di sé di ben otto domini. I domini in questione sono: nokiacompany.com, nokiae50.com, nokiagat.com, nokiaget.com, nokiasex.com, nokiasuite.com, nokiatheams.com e nokiawaplab2.com.

Ognuno di questi domini include il marchio registrato “Nokia”, affiancato da parole più o meno utili nell’attirare e ingannare gli utenti. La proprietaria dei domini, Jameela Seif, è stata accusata di averli registrati con intenti malevoli: i nomi a dominio avrebbero ingannato gli utenti grazie anche a presunte affiliazioni e sponsorizzazioni Nokia.

La proprietaria degli otto domini non ha risposto alla disputa e il Panel ha deciso in favore della multinazionale.

Via | Wipo
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Cybersquatting: fenomeno al minimo storico

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Dispute nomi a dominio

WIPO

Il numero di casi di cybersquatting denunciati all’Uniform domain-name Dispute Resolution Policy (UDRP) sono incredibilmente diminuiti rispetto al 2009. I casi di cybersquatting, comparati all’intero numero di domini registrati, sono calati al minimo storico, almeno secondo l’analisi effettuata da Domain name Wire.

I dati provenienti dal WIPO, dal National Arbitration Forum, dalla Czech Arbitration Court, e dall’UDRPSearch, mostrano come siano stati portati avanti 3.700 casi nel 2009. Solo i casi sottoposti al WIPO sono diminuiti dai 2.329 del 2008 ai 2.107 del 2009. I casi sottoposti al National Arbitration Forum, invece, sono diminuiti dai 1.770 casi del 2008 ai circa 1,605 del 2009. La Czech Arbitration Court riporta meno di 20 cause.

Le cifre complessive dimostrano una diminuizione del 9% dei casi di cybersquatting.

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Lacoste ottiene il dominio lacostebuy.com

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Lacoste

Lacoste, la nota casa di moda, si è rivolta all’Arbitration and Mediation Center del WIPO richiedendo il trasferimento presso di sé del domain name lacostebuy.com. Lacoste possiede numerosi marchi registrati sulla parola “Lacoste” in tutto il mondo.

L’ex proprietario del dominio, Liu Dong Ping, non ha risposto alle accuse di aver registrato il dominio con intenti truffaldini. Secondo Lacoste infatti il dominio vendeva merchandise e merce Lacoste non originale sfruttando il buon nome del marchio.

Il domain name, inoltre, incorpora pienamente il marchio registrato senza averne diritto. Tutti questi elementi hanno convinto il Panel a trasferire il domain name a Lacoste.

Via | WIPO
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Wal-Mart vince una disputa e Google ottiene il dominio googlebuzz.com

pubblicato da claudiasantini in: Cybersquatting Brand protection Dispute nomi a dominio

Wal-Mart

Wal-Mart, una nota catena di supermercati e store Americani, ha recentemente vinto una disputa per nome a dominio.

La società si è rivolta al WIPO Arbitration and Mediation Center, richiedendo il trasferimento presso di sé dei due domini peapleofwalmart.com e walmart-winners.com. La Wal-Mart possiede ovviamente i marchi registrati in tutto il mondo sulla parola “Wal-Mart”.

I domini contestati sono troppo simili al marchio registrato e pare che il proprietario degli stessi li avesse creati in cattiva fede. Il proprietario infatti utilizzava i marchi WAL-MART e WALMART per ottenere guadagni tramite click e link sponsorizzati.

Il proprietario dei domini oggetto della disputa non ha risposto al Panel e i due domini sono stati trasferiti alla compagnia.

Anche Google si è visto impegnato nell’ennesima disputa: il dominio googlebuzz.com utilizzava il marchio registrato e riportava link a siti concorrenti. Il Panel ha deciso il trasferimento del dominio presso Google.

Via | Domains
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