Pirateria, dalla UE un monito verso i filtri

La decisione è storica ed arriva dalla Corte di giustizia Europea. Non si possono imporre filtri per impedire di scaricare file pirata. Una sentenza che coinvolge tutti coloro che scaricano file audio, video e altro, coperti tradizionalmente dal diritto d'autore e che fa seguito ad un caso esemplare di contrapposizione tra il provider belga Scarlet e la Sabam (la Siae belga). La Sabam aveva ottenuto da un giudice che il provider impedisse di usare programmi peer-to-peer per scaricare file: da qui la decisione da parte di Scarlet di rivolgersi alla Corte d'appello di Bruxelles, che ha poi contattato la Corte di giustizia. Una sentenza, come accade sempre in questi casi, che rappresenta un precedente importante e ribadisce un concetto già espresso: "Il diritto dell'Unione vieta che sia rivolta a un fornitore di accesso ad Internet un'ingiunzione per predisporre un sistema di filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i [...]

2011-11-25T11:55:36+00:00 25/novembre/2011 |Cybercrime|

Svezia, scandalo password

La Svezia è stata travolta da un scandalo legato ancora una volta al mondo della privacy e dei dati personali. Questa volta si tratta dell' improvvisa diffusione delle password di personaggi noti, tra questi politici, giornalisti e celebrità. Lo scandalo ha avuto il via martedì, con la diffusione via Twitter dell' ex esponente dei Democratici Svedesi (partito nazionalista di destra) di password associate al corrispondente indirizzo e mail. Petzäll, uscito a settembre dal partito è ricoverato in clinica per abuso di droga e ha fatto sapere tramite il suo avvocato che il suo account Twitter è stato cancellato. Ha ovviamente negato di essere responsabile della fuoriuscita delle password. Al momento il suo account Twitter non risulta più attivo e non c'è modo di fare ulteriori approfondimenti, ma di certo quello che è accaduto lascia molto da parlare e riflettere sul modo in cui vengono utilizzate informazioni relative a dati personali. Quello [...]

2011-11-11T11:06:17+00:00 11/novembre/2011 |Cybercrime|

Dal Convegno sul cyberspazio il no alla censura

Si torna a parlare di censura online a seguito del Convegno sul Cyberspazio che si sta svolgendo a Londra in questi giorni. Il ministro degli esteri britannico William Hague,  all''apertura dell'evento davanti ai rappresentanti di 60 paesi, fra i quali anche Russia e Cina ha dichiarato: "Noi dobbiamo sperare in un avvenire in cui Internet non sia più soffocato dal controllo degli stati e della censura, ma dove prosperino l'innovazione e la competizione e gli investimenti e lo spirito di iniziativa siano ripagati" e poi ha proseguito dichiarando: "La libertà di espressione è il cuore del problema circa il futuro del cyberspazio". Un monito teso a sottolineare ancora una volta l'importanza di Internet come spazio libero, in cui ognuno possa esprimersi come meglio ritiene opportuno, in cui si possa avere delle garanzie di affidabilità e veridicità e non la sensazione di essere censurati o indeboliti dal controllo continuo. Certo oltre [...]

2011-11-02T11:28:16+00:00 02/novembre/2011 |Cybercrime|

Il Canada e la diffamazione via web: una sentenza importante

Il Canada ha stabilito che i link verso contenuti diffamatori non costituiscono essi stessi diffamazione. La sentenza annunciata dalla Corte Suprema è un ulteriore passo avanti nel settore relativo alla pubblicazione dei contenuti di un sito. I giudici della Corte hanno pertanto deciso di respingere la richiesta di Wayne Crookes, ex manager, nei confronti di Jon Newton, proprietario di un sito web secondo Crookes colpevole di averlo diffamato con un articolo collegato attraverso un link ad un altro sito contenente materiali diffamatori. Le motivazioni si basano sulla possibilità che i link siano interpretati alla stregua di note a piè pagina, come accade nei testi scritti e in più sull' ipotesi secondo cui non è possibile non inserire i link, visto che si tratta di informazioni che possono o non possono essere approfondite ulteriormente. In virtù di tutto questo, la richiesta di Crookes non è stata accolta ed è divenuta un [...]

2011-11-03T10:43:38+00:00 21/ottobre/2011 |Cybercrime|

Tornano gli Anonymous

Si torna a parlare del gruppo Anonymous, hacker informatici che tempo fa avevano fatto parlare di se' per gli attacchi a blog e siti più o meno celebri. Questa volta il gruppo ha annunciato di agire attraverso una squadra di avvocati, esperti e tecnici informatici che si occuperà di smascherare tutte quelle aziende che adottano pratiche fraudolente in rete e non solo. Il gruppo partirà a caccia di dati, rivelazioni, statistiche: andrà a smascherare le società truffaldine che hanno adottato o adottano pratiche illegali o poco consone alla realtà, stando a quanto hanno fatto sapere in queste ore. La prima vittima di Anonymous Analytics è Chaoda Modern Agriculture, azienda cinese già finita nel mirino delle autorità di Hong Kong in passato. L'attacco consiste nella pubblicazione online di un pdf che riassume tutte le abitudini della società in questione e che sta facendo il giro del web. E così oltra a destare [...]

2011-10-10T10:22:02+00:00 10/ottobre/2011 |Cybercrime|

Internauti troppo distratti: aumentano i furti d’identità

Secondo i dati ufficializzati da Cpp, multinazionale che opera nel settore della sicurezza dei dati personali, gli utenti italiani che navigano abitualmente in rete sono troppo distratti e si espongono facilmente ai furti d’identità, fenomeno purtroppo in crescita nel nostro paese. In breve, si intende per furto d’identità, l’attività grazie alla quale un malvivente si impossessa delle credenziali altrui, al fine di sottrarre danaro o compiere altre azioni illegali. Veniamo ai dati: l’indagine fatta da Cpp dice che il 16% degli italiani ha subito in almeno un’occasione, un tentativo di violazione dell’accesso ai servizi web e che nel 35% dei casi si è registrato un danno. Per quanto concerne i danni economici, l’2% del campione ha subito un furto inferiore ai 100 euro, il 3% inferiore ai 1000 euro, un 2% tra i 1000 e i 5000 euro ed infine, l’1% superiore ai 5000 euro. Uno dei problemi individuati è [...]

2011-07-26T17:08:27+00:00 26/luglio/2011 |Cybercrime|

Hacker all’attacco dell’ Università

La notizia, pubblicata in queste ore è trapelata direttamente da Twitter con un account creato per l'occasione secondo cui i dati riguardanti studenti e professori di tante Università Italiane sono diventati di pubblico dominio. L'account Twitter utilizzato, LulzStorm, ricorda neanche troppo vagamente il gruppo di hacker o il singolo attivista di  Lulz Security, che mise in seria difficoltà il PlayStation Network della Sony e quello del Senato degli Stati Uniti, fra gli altri. Questa volta ad essere coinvolti gli atenei di Bologna, Roma, Torino, Cagliari, Siena, Milano. Le Università, se pure con logiche e modalità differenti, si sono viste sottrarre dati,  informazioni riservate, elenchi e quan'altro. A tale proposito l'Università di Bologna ha prontamente comunicato che i dati resi pubblici dagli hacker: "Sono informazioni molto generiche sulla didattica e sono state prese dal sito di un dipartimento ormai poco utilizzato. I dati non provengono dai sistemi informativi e dai database dell'Ateneo e non [...]

2011-07-07T13:58:08+00:00 07/luglio/2011 |Cybercrime, Social Network|

In un anno, spam calato dell’82%

Chi utilizza internet per lavoro o anche solo per hobby, avrà di sicuro notato che l’invio di messaggi di posta elettronica a scopi promozionali, fenomeno conosciuto con il nome di spam, ha subito un drastico calo, per la gioia di milioni di internauti. Secondo i dati ufficializzati da Symantec, mettendo a confronto giugno 2011 con giugno 2010, l’attività di spamming sarebbe diminuita del 82%. Decisiva la chiusura del sito web Spamit e della rete di spam Rustock, considerata responsabile del 47,5% di spam quotidiano, con un invio di 44,1 miliardi di messaggi giornalieri. Grande vittoria quindi per le forze dell’ordine e per gli Internet Provider che da mesi erano impegnati in questa battaglia a favore degli utenti. Purtroppo non è tutto, visto che una nuova minaccia si profila all’orizzonte. Ha fatto la sua comparsa TDL-4, una botnet  ritenuta al momento indistruttibile, vista la presunta capacità di rimuovere gli altri malware [...]

2011-07-05T15:02:16+00:00 05/luglio/2011 |Cybercrime|

Attacco hacker alla CIA

L’attacco hacker alla CIA di mercoledì scorso ha fatto il giro del mondo e non poteva essere altrimenti. Per i pochi che non lo sapessero parliamo della Central Intelligence Unit, l’agenzia di spionaggio statunitense, e questo dà un’idea della portata dell’evento. La notizia è stata data attraverso un tweet, successivamente poi, dalla CIA hanno fatto sapere che non c’è stato nessun accesso ai dati confidenziali, custoditi all’interno di un sistema protetto da firewall. Il gruppo di pirati informatici protagonista in questione, Lulz Security, in realtà non è nuovo a questo tipo di operazioni, tutt’altro. Negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé, a causa degli attacchi a Sony (che costeranno 150 milioni di dollari), Nintendo e pochi giorni fa al sito del Senato Usa. Sempre per rimanere in tema, l’altro gruppo hacker molto famoso, Anonymous, ha caricato due giorni fa un video messaggio su youtube, chiedendo a Ben Bernanke, [...]

2011-06-17T17:09:24+00:00 17/giugno/2011 |Cybercrime|

Cybercrime, allarme per la falsa pubblicità

In tema di cybercrime è interessante il Report a cura di Microsoft, giunto alla decima edizione, dal titolo più che eloquente, Security Intelligence Report dedicato al Cybercrime nella pubblicità online. Il crimine via web infatti cresce in proporzione alla crescita esponenziale della rete e ultimamente anche attraverso la pubblicità, la truffa o l'inganno sono dietro l'angolo. In particolare attraverso il mondo dei social network, con cui certi messaggi riescono a diffondersi davvero a macchia d'olio. La ricerca effettuata da Microsoft inoltre ha registrato un aumento del 1200% dell'attività illegale, ma quello che colpisce di più è che gli attacchi phishing attraverso i social network sono passati dall'8,3%  all'84,5% . Una crescita siderale, che raggiunge dunque tutti i livelli e da più parti coinvolge gli utenti. Il danno non è soltanto nel singolo messaggio pubblicitario, ma in quello che tali messaggi possono contribuire a diffondere, ovvero software dannosi per il Pc e [...]

2011-05-17T16:12:28+00:00 17/maggio/2011 |Cybercrime|