Sony: si lavora al nuovo data center

I tempi sono più lunghi del previsto. In questi giorni Sony è impegnata nel trasloco dei server dall’attuale data center di San Diego al nuovo, che sarà in un’altra località per adesso sconosciuta. Il tutto parte dall’attacco hacker, ad opera di sconosciuti, portato tra il 17 e il 19 aprile e che ha costretto l’azienda giapponese a spegnere i servizi Playstation Network e Qriocity. Il furto ha interessato i dati di circa 78 milioni di utenti, causando un danno d’immagine incredibile. Per ovviare a tale problematica, Sony ha presentato il programma “Welcome back” per PSN e Qriocity, con offerte di contenuti in download gratuiti. Tornando alla questione del data center, è evidente che adesso la maggiore preoccupazione di Sony è evitare il ripetersi di situazioni così spiacevoli ed aumentare il livello di protezione. Tra le nuove misure di sicurezza dovrebbero esserci un maggior numero di firewall, un livello migliore di [...]

2011-05-11T16:52:30+00:00 11/maggio/2011 |Cybercrime, Datacenter|

Jeff Moss: un hacker a capo dell’ICANN

Visto ciò che è successo alla Sony, 70 milioni di giocatori online beffati da una truffa ai danni della Play Station, non stupisce più di tanto la decisione dell’ICANN, l’ente che gestisce l’assegnazione degli indirizzi internet, di mettere a capo della sicurezza Jeff Moss, uno dei più famigerati hacker americani. Meglio conosciuto come Dark Tangent, avrà il compito di capire in anticipo da quale parte verranno i pericoli ed eliminare il più possibile i punti deboli della rete. Non solo, tra i suoi compiti, quello di combattere una vera e propria guerra cibernetica contro gli hacker assoldati dagli stati nemici degli USA. Dopo aver lavorato con il “Secure Computing Corporation” e per la società di consulenza “Ernst & Young” è stato scelto due anni fa dall’amministrazione Obama per far parte dell’ente di sicurezza nazionale “Homeland Security Council”. Eloquenti le parole di Rod Beckstrom, presidente dell’ICANN: “Non posso immaginare nessun altro [...]

2011-05-03T17:20:16+00:00 03/maggio/2011 |Cybercrime|

LizaMoon, il virus che ha colpito 2 milioni di siti

Secondo le stime di Google, sono circa 2 milioni i siti danneggiati da LizaMoon, il virus entrato in azione in questi ultimi giorni. Sono finiti sotto attacco i domini che hanno i database SQL, attraverso una procedura che si chiama SQL Injection, a causa della quale l’ignaro utente viene reindirizzato sul sito malevolo. Purtroppo i portali presi di mira hanno un numero di visitatori ragguardevole e ciò aiuta a capire il perché di tante preoccupazioni. Il virus è stato anche scovato in alcune pagine di iTunes, ma ovviamente ciò non implica che i siti della galassia Apple siano insicuri, anzi tutt’altro. Fortunatamente però, riconoscere ed evitare LizaMoon non è impossibile, ecco come. Nel momento in cui si accede ad uno dei siti “infetti”, appare una finestra pop-up che consiglia di scaricare un antivirus, visto che si è dinanzi ad una situazione di pericolo; se in quel caso premiamo su “ok” [...]

2011-04-07T17:41:36+00:00 07/aprile/2011 |Cybercrime, Siti Internet|

Cyber-war: la NASA è troppo vulnerabile

È cosa risaputa che nel mondo, oltre a tante persone che sperimentano innovazioni tecnologiche tese a migliorarci la vita, ce ne sono altre che invece, utilizzano il loro tempo per scopi tutt’altro che nobili. È il caso degli hacker, esperti informatici che impiegano le loro conoscenze per fare danni ai sistemi online. Quando a finire nel loro mirino poi, sono agenzie come la NASA, i danni possono essere addirittura enormi. L’allarme lo ha fatto scattare l’ispettore generale della NASA Paul Martin, che ha dichiarato senza mezzi termini che i server informatici sono troppo vulnerabili e che fin quando non verrà posta fine a queste criticità tutta l’agenzia sarà esposta a gravi rischi. Il documento presentato, 17 pagine in tutto, mette in evidenza soprattutto i problemi relativi a sei server legati a sistemi di controllo di navette spaziali. I suddetti sistemi conterrebbero dati sensibili troppo vulnerabili, che in mani sbagliate creerebbero [...]

2011-03-30T17:24:45+00:00 30/marzo/2011 |Cybercrime|

E’ tornato libero il Re dello Spam

Robert Soloway è un nome che a molti non dirà nulla, ma invece andrebbe ricordato. Si tratta della persona che ha inviato  nel corso della sua attività lavorativa ben un miliardo di e-mail di spam e che per questo è stata condannata a tre anni, otto mesi e ventisette giorni di detenzione ed è riuscita a  meritarsi il titolo di  Spam King, il re dello spam. Soloway ha iniziato nei primi anni 90 inviando a tutti e mail  per rivendere oggetti da collezione e affinando piano piano le sue tecniche di spamming, attraverso la creazione di software precisi e trovando sempre più indirizzi da raggiungere via mail. E' riuscito con le sue  attività di compravendita a fondare una società tutta sua, la Newport Internet Marketing Corporation e a fare una vita più che agiata. Ha ricevuto denunce per truffa e frode, furto d'identità e riciclaggio di denaro. Re dello Spam [...]

2011-05-04T15:03:48+00:00 09/marzo/2011 |Cybercrime|

Domain squatting, fenomeno reale o pura fantasia?

In un mondo caratterizzato da milioni di nomi di dominio tutti differenti tra loro, si è diffuso di recente un fenomeno insolito quanto a tratti fantasioso. E' il domain squatting, fenomeno di accaparramento di nomi di dominio,  che corrispondono solitamente a marchi altrui o a personaggi famosi, al solo scopo di rivenderli. E' ovvio che non appena la rete è diventata di proporzioni vastissime,  c’è stato chi si è dedicato alla registrazione di  nomi, soprattutto prendendo spunto dai nomi celebri e provocano una serie di reazioni a catena, prima fra tutte quella del legittimo proprietario del marchio. Per far fronte a questo tipo di situazioni, gli USA nel 1999 hanno promulgato una legge,  l’Anticybersquatting Consumer Protection Act a tutela di coloro che vogliono proteggere il proprio marchio da duplicati troppo rischiosi. Per quanto riguarda il nostro paese, non c’è una legge specifica, ma vale la normativa del Codice civile, articolo [...]

2011-02-23T17:38:32+00:00 23/febbraio/2011 |Brand protection, Cybercrime|

La polizia britannica aiuta Nominet a chiudere 1.800 domini

La polizia britannica con la collaborazione di Nominet, il registry per i nomi a dominio .UK, ha chiuso 1.800 siti web che vendevano merce contraffatta o non esistente, come rivelato da BBC News. Secondo il report, "i siti web offrivano tra le altre cose biglietti di Premier League, stivali Ugg, gioielli di Tiffany e vestiti Timberland". "Gli acquirenti di questi oggetti, dopo aver pagato, ricevevano merce contraffatta oppure nulla". La rimozione di quei domini e siti eviterà numerose vittime di questi raggiri. Foto | Flickr

2010-12-28T13:19:41+00:00 28/dicembre/2010 |Cybercrime|

Dispute di nomi a dominio in Italia: quali e quante?

In Italia le statistiche indicano sempre un numero crescente di cause legali e avvocati di anno in anno, ma quale è il trend per ciò che riguarda il settore delle dispute dei nomi a dominio? La struttura responsabile delle procedure di riassegnazione in Italia, il C.r.d.d., che si avvale di esperti del settore e giuristi, è attiva fin dal 2000 nella sua forma embrionale e le cause discusse presso la sua sede sono circa 300. Nell'arco dell'anno scorso vi sono stati 12 procedimenti, tra i quali anche quello per il dominio www.facebook.it, risoltosi, come potrete facilmente verificare, a favore del social network, che si è visto riassegnare il TLD nazionale italiano. Quest'anno le dispute risolte a favore del ricorrente sono state 8 sulle 9 totali ( unica respinta quella per il dominio gamesbond.it) e hanno spaziato dall'Ordine degli avvocati a Belle Air Europe, compagnia che effettua voli tra l'Italia e [...]

2010-09-30T01:39:24+00:00 30/settembre/2010 |Brand protection, Cybercrime, Dispute nomi a dominio, Nomi a dominio|

Enom accusata di ospitare malware e spam

eNom, il secondo più grande registrar al mondo, è accusato di ospitare una insolita ed elevata concentrazione di malware, almeno secondo quanto dichiarato da HostExploit. Il fenomeno sarebbe stato rilevato durante il secondo quadrimestre di quest'anno permettendo la distribuzione di spam e malware. ICANN sta investigando sull'accaduto: eNom sarebbe accusata sia per il fatto di ospitare siti con malware, ma ha anche per essere il registrar preferito per gli spammer a carattere farmaceutico. Le accuse contro eNom sono gravi e potrebbero tradursi in una multa piuttosto salata, ma anche l'eventuale revoca della licenza per vendere nomi a dominio revocato. Kurt Pritz, senior vice-president di servizi a ICANN, ha dichiarato che eNom sarebbe stato invitata a dare una risposta prima di avviare ulteriori iniziative. Nel frattempo, eNom continuerà la sua attività come un registrar e host. Via | ItPro

2010-08-24T16:31:01+00:00 24/agosto/2010 |Cybercrime|

Unione Europea: norme più rigide sul cybercrime

Il Council of the European Union ha preso in esame il cybercrime proponendo un centro Europeo per combattere il fenomeno con norme che revochino nomi a dominio e indirizzi IP incriminati. L'azione deve essere sul medio e lungo termine, considerando la possibilità di che un apposito centro si occupi anche di questioni come violazione della privacy, cybercrimini finanziari, sabotaggi, crimini contro le proprietà intellettuali, attacchi su reti e sistemi informatici, frodi online, spam, traffico di sostanze illecite e pedopornografia. Tra i provvedimenti a medio termine sono state appunto proposte la revoca di nomi a dominio ed indirizzi IP e l'aggiornamento in materia di giudici, polizia e staff forense, così da essere in grado di giudicare adeguatamente il cybercrimine. Via | Council of the European Union Foto | Flickr

2010-04-29T11:03:35+00:00 29/aprile/2010 |Cybercrime|