Paris Hilton ottiene ParisHiltonHeiress.com

Il WIPO (World Intellectual Property Organization) ha annunciato la conclusione di un ennesimo arbitraggio a favore di Paris Hilton per quanto riguarda i diritti del nome di dominio internet ParisHiltonHeiress.com, ove heiress significa "eredi". Tutto è cominciato quando Paris Hilton ha deposto una denuncia affermando i propri diritti sul nome a dominio, contenente nome e cognome della più famosa ereditiera. La Hilton, per non sbagliare, ha inoltre registrato il proprio nome di persona come marchio per una line di abbigliamento sia per animali domestici che per persone. Gli avvocati della Hilton hanno inoltre sostenuto la mala fede di chi ha registrato il dominio, un commerciante che avrebbe richiesto 4.700 dollari per il trasferimento, tentando il colpaccio. Il Panel non poteva che decidere in favore della viziata Paris, abituata a vincere in ogni contesto. Foto | Flickr

2010-10-18T15:15:57+00:00 18/ottobre/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Mai vantarsi di aver registrato un dominio contenente marchio registrato

Se avete intenzione di sfidare la sorte e registrare un nome a dominio contenente un marchio registrato famoso, dovreste probabilmente evitare di vantarvene pubblicamente, contrariamente all'esempio di questo ragazzo che si è vantato sul proprio blog della registrazione di Starbucks.im. Recentemente ho acquistato una serie di buoni domini con top level domain .im, incluso starbucks.im. Nonostante questa particolare estensione sia un ccTLD legato all'Isola di Man (situata nel Mar D'Islanda), il nome a dominio sarà velocemente acquistato dalle compagnie che vogliano offrire servizi di messaggistica istantanea o come ottimo dominio che descriva chi tu sia. Con una dichiarazione aperta simile, è difficile che questa persona non venga accusata di cattiva fede e tentativo di lucro su un marchio registrato. In più il ccLD .IM richiede una procedura di disputa al di fuori dell'UDRP, processo molto semplice che Starbucks potrebbe affrontare in qualsiasi momento. Foto | Flickr

2016-03-16T14:43:52+00:00 14/ottobre/2010 |Cybersquatting|

Arbitrato consegna nelle mani di Google il sito GoogleApp.com

Un arbitro aderente al National Arbitration Forum ha assegnato il nome a dominio GoogleApp.com a Google. La società americana ha infatti recentemente presentato un ricorso vantando i diritti sul nome a dominio conteso. Come ormai sappiamo benissimo, Google possiede infatti molti marchi registrati per comprendenti la parola "Google". Di conseguenza, la tesi sostenuta per il ricorso è che il nome a dominio fosse simile in modo "sospetto" al loro marchio. Inoltre, l'altra tesi sostenuta (molto spesso in parallelo, in questo tipo di ricorsi) è che il dominio sia stato registrato in cattiva fede. Il WHOIS riporta infatti il nominativo di “Ruslan Moussaev” come registratario del nome a dominio, cosa che ha fatto propendere il panelist nel non trovare alcun motivo per il quale potesse essere stato registrato in buona fede, in quanto non legato al nome del registrante. L'ovvia conclusione è che il panelist ha optato per il trasferimento del [...]

2010-10-11T15:29:23+00:00 11/ottobre/2010 |Cybersquatting, Dispute nomi a dominio, Google|

Miss Universo si scaglia contro i domini legati ad un video pornografico

Gli organizzatori del concorso Miss Universo hanno ingaggiato la propria piccola lotta contro il cybersquatting, questa volta a sfondo pornografico. Rivolgendosi al World Intellectual Property Forum, l'organizzazione chiede di mettere mano su due nomi a dominio che promettono video a luci rosse sfruttando le parole Miss Universe: il primo è missuniversesexvideo.com, legato ad un sito che promette di avere un video legato allo scandalo sessuale scoppiato durante il concorso lo scorso anno, e missusasex.com, legato a più generiche web cam. Si tratte delle prime richieste di arbitraggio dopo un caso perso nel 2005. Attendiamo di sapere come andrà a finire questa vicenda.

2010-10-04T15:41:29+00:00 04/ottobre/2010 |Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Typosquatting: Facebook ottiene Facebok.com

Facebook continua la lotta per proteggere il proprio marchio, in questo caso vincendo contro un typosquatter. Il popolare social network si è infatti rivolto al WIPO Arbitration and Mediation Center reclamando i propri diritti sul dominio Facebok.com, un typo (ovvero errore di digitazione) molto comune tra i visitatori in cerca dell'originale Facebook. La decisione è naturalmente in favore del social network, che possiede numerosi marchi registrati in tutto il mondo per la parola "Facebook", che il dominio contestato sfruttava traendo in inganno gli utenti che sbagliavano a digitare, venendo reindirizzati su socialsurveycenter.com, un sito che propone sondaggi. Foto | Flickr

2010-09-21T16:13:05+00:00 21/settembre/2010 |Brand protection, Cybersquatting|

Domini generici o marchi registrati? Il caso della Southern Company

Riuscire a distinguere tra nomi a dominio generici o marchi registrati sta diventando sempre più difficile, comportando una certa confusione nella risoluzione delle dispute e creando precedenti che rimescolano le carte in gioco. Un caso interessante, in questo senso, è quello della Southern Company, una società pubblica dei servizi elettrici negli Stati Uniti. La Southern Company ha sottoposto quattro casi di disputa UDRP per ottenere nomi a dominio che includono Stati o Regioni in cui opera la stessa società: georgiapowercompany.com mississippipowercompany.com alabamapowercompany.com gulfpowercompany.com Al momento i casi sono ancora in attesa di una decisione, ma sarà interessante capire come si comporteranno i Panelist. Ad un primo colpo d'occhio sembra si tratti di nomi a dominio generici, ma la Southern Company possiede filiali chiamate esattamente come ognuno di questi nomi a dominio. Una buona parte dei possessori cederà il proprio dominio, ma l'aspetto interessante è che ognuno dei domini è stato [...]

2010-09-17T17:39:13+00:00 17/settembre/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Vibram FiveFingers: le "scarpe" di moda contro i cybersquatter

Vibram FiveFingers sono le "scarpe" di moda negli ultimi tempi tra gli amanti delle ultime tendenze; si tratta di scarpe che imitano i guanti, rivestendo ogni dito del piede separatamente. Nonostante l'aspetto bizzarro, pare siano estremamente comode e la vendita online va a gonfie vele, tanto da spingere i produttori ad armarsi e combattere i cybersquatter. La prima cosa che è possibile notare sul sito VibramFiveFingers.com è l'avviso che ci mette in guardia dalle contraffazioni. La compagnia produttrice sta infatti utilizzando una serie di strumenti per contrastare la vendita online delle scarpe da parte dei cybersquatter, rivolgendosi anche alle dispute UDRP per ben 16 casi diversi, tutti sottoposti dall'inizio di quest'anno. Quando gli oggetti di successo devono fare i conti con il lato oscuro di Internet...

2010-09-14T15:33:15+00:00 14/settembre/2010 |Brand protection, Cybersquatting|

RaoulBova.com in vendita

Spesso cerchiamo tra i nomi a dominio in vendita quelli più interessanti, potenzialmente record. Questa volta parliamo di un dominio che non ha i prerequisiti per essere un record, ma le conseguenze legali derivanti dall'acquisto non saranno sicuramente una passeggiata: il dominio RaoulBova.com è in vendita a 79$. Viene descritto come un dominio con un importante traffico mensile proveniente da ricerche di Google. In realtà si tratta di un caso di cybersquatting: il nome è quello del famoso ed apprezzatissimo attore italiano e il dominio non è certo ufficiale. Chi pensa di fare l'affare deve prendere in considerazione le possibile conseguenze legali.

2016-03-17T15:43:31+00:00 13/settembre/2010 |Cybersquatting|

Possedere un dominio generico .com non dà diritto al monopolio su altri TLD: il caso

Possedere un dominio generico con estensione .com non garantisce il monopolio, o comunque qualche diritto, sui corrispettivi dello stesso domain name con altre estensioni. Un caso concreto ci illustra questa teoria: il possessore del domain name generico e descrittivo IntlMovers.COM ha perso una disputa per ottenere IntlMovers.ORG tramite caso UDRP. Nonostante il dominio IntlMovers.com esista da prima di IntlMovers.org, ed entrambi offrano un servizio simile, il panelist Tony Willoughby ha sentenziato quanto detto in apertura: un dominio generico .com non garantisce di poter ottenere lo stesso con altri TLD. Secondo quanto dichiarato: La policy è stata pensata per proteggere i possessori di marchio dai cybersquatter. Se il nome a dominio in questione non è altro che una descrizione comune e generica di un particolare marchio ed è utilizzata dal denunciato in relazione alla sua attività, la registrazione e l'utilizzo del nome a dominio non rientra nelle clausole della policy. Se [...]

2010-09-08T19:11:14+00:00 08/settembre/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Anthony Hopkins ottiene AnthonyHopkins.com

Il National Arbitration Forum ha reso noto che un altro grande attore ha fatto ricordo ad una procedura di arbitraggio: Anthony Hopkins ha combattuto ed ottenuto il nome a dominio AnthonyHopkins.com. Il celebre attore ha infatti avanzato i propri diritti sul nome proprio, sebbene non ne detenga il marchio registrato. In ogni caso la registrazione del nome non è richiesta in quanto Hopkins può far valere i diritti legati al proprio nome e all'utilizzo che ne viene fatto. Secondo l'accusa, inoltre, il proprietario del dominio conteso avrebbe volontariamente creato confusione ed attratto il pubblico con intenti commerciali. Il dominio è stato prontamente trasferito dal Panel. Foto | Flickr

2010-08-31T16:40:04+00:00 31/agosto/2010 |Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|