Pamela Anderson combatte per un nome a dominio

Dopo Paris Hilton, anche Pamela Anderson si unisce al gruppo di vip che combattono per un nome a dominio. La prosperosa attrice americana si è rivolta al National Arbitration Center per ottenere il nome a dominio PamAnderson.com, registrato nel Marzo 1997 secondo i dati di whois. Non si tratterebbe del primo caso di disputa affrontato dalla Anderson, che più di una volta si è trovata a reclamare domini troppo simili al proprio nome. Ormai è prassi stabilita presso i Panelist che i nomi propri delle celebrità siano considerati come protetti da diritti, quindi, se non ci saranno grossi cambiamenti, è quasi certo che la disputa verrà vinta dalla Anderson. Attendiamo di sapere come si concluderà il caso. Foto | Flickr

2010-08-16T13:20:07+00:00 16/agosto/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Facebook ottiene Facebook.me

Il gigante dei social network Facebook ha appena ottenuto il nome a dominio Facebook.me grazie alla sentenza pronunciata da un panelist del WIPO. Si è trattato di una vicenda giudiziaria molto lunga. Secondo quanto emerge dai documenti, Amjad Abbas sarebbe stato accusato da Facebook di aver messo il dominio in vendita insieme ad altri per un prezzo minimo d'asta di $2.000. Anche gli altri domini messi in vendita non sono certo meno a rischio cybersquatting: altagoogle.com, oracle.me e trump.me. Abbas si è giustificato dicendo di aver acquistato molti domini .me, .com e .net, che avrebbe conservato per più di sei anni per ragioni di collezionismo, soprattutto per quanto riguarda i domini unici. L'intenzione non era quindi quello di utilizzare i domini in cattiva fede, ma semplicemente di far puntare il domain name alla propria pagina personale di Facebook, così da avere "la pagina personale di Facebook più unica nel mondo". [...]

2010-08-04T11:01:57+00:00 04/agosto/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Domini .CO: i cybersquatter hanno la meglio, nonostante gli sforzi

La registrazione dei nomi a dominio .CO è iniziata da poco, con grande successo e, nonostante gli sforzi per eludere i malintenzionati, i cybersquatter sembrano avere la meglio. Il Washington Business Journal ha pubblicato una storia che racconta come alcune compagnie non abbiano registrato subito il proprio nome a dominio equivalente con estensione .CO e come i cybersquatter ne abbiano immediatamente approfittato, accaparrandosi tutti questi domini. Si tratta di compagnie locali statunitensi, battute sul tempo dagli speculatori: squadre di calcio, compagnie legate ai media e appaltatori di contratti legati alla tecnologia. Queste compagnie non sono state tempestive, non hanno agito come si dovrebbe e ora vedono i propri nomi a dominio in vendita sui siti di aste. Questo il parere di William Schippert, uno di quelli che ha pensato bene di accaparrarsi questi domini per poi metterli in vendita, ma forse non si rende conto che si tratta di cybersquatting [...]

2016-03-16T15:00:35+00:00 30/luglio/2010 |Cybersquatting|

La donna con la vita più stretta al mondo…Vince un nome a dominio!

Cathie Jung, famosa per essere sul libro dei Guinness Dei Primati Mondiali come la donna "con la vita più stretta in una persona vivente", con un giro vita di soli 38.1 centimetri, ha vinto il nome a dominio CathieJung.com. La Jung si era rivolta all'Anticybersquatting Consumer Protection Act, con una denuncia specificamente rivolta al domain name e non a chi lo ha registrato, nello scorso Dicembre del 2009. Come la donna ha raccontato, il dominio era stato registrato da un disegnatore di corsetti e sembra che venisse sfruttato per farsi pubblicità. Dopo mesi di attesa e trasferimento della causa, la Jung ha ottenuto il proprio nome a dominio.

2010-07-30T09:48:15+00:00 30/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Non includere un marchio registrato in un dominio, anche se si è fan, è sempre meglio

Spesso capita di registrare domini che dedicheremo a fan-site di questo o quel prodotto, come nel caso degli entusiasti Apple che spesso utilizzano marchi come iPhone 4 o iPad, rischiando anche fastidiose conseguenze. Un esempio simile, che per una volta non prende in considerazione Apple, è legato alla vettura elettrica GM Volt, che tanto ha fatto parlare di sé negli Stati Uniti recentemente. Un articolo del New York Times ha analizzato la vettura, riportando un link al sito GM-Volt.com, in realtà non affiliato a General Motors. A quanto pare, il sito non ufficiale riceve circa 75.000 visite al mese, niente di straordinario, e probabilmente il proprietario del sito ne guadagna qualcosa. Il problema è che General Motoros potrebbe ottenere il dominio molto velocemente tramite processo UDRP o tramite più classica denuncia in tribunale. In particolare, il banner che annuncia come il sito non sia affiliato con GM diventa anche una [...]

2016-03-16T15:01:36+00:00 28/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting|

Dolce e Gabbana ha ottenuto un dominio

Dolce & Gabbana, casa di moda italiana molto amata e conosciuta in tutto il mondo, si è trovata a dover disputare un nome a dominio tramite il WIPO Arbitration and Mediation Center. Il dominio oggetto della disputa è dandg.com, che è sembrato troppo simile al marchio registrato "D&G". Il dominio contestato era stato anche messo all'asta, ma il WIPO ha l'ha bloccato consegnandola alla casa di moda. Foto | Flickr

2010-07-26T12:44:24+00:00 26/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

AppleBumper.com e BumperCase.com: la saga dei domini legati ad iPhone 4

Abbiamo visto come, sin dall'annuncio ufficiale di iPhone 4, ci sia stata la corsa alla registrazione dei nomi a dominio contenenti il marchio registrato, ovviamente non da parte di Apple che, taciturna, assiste a questi fenomeni di cybersquatting senza muovere dito per ora. Settimana scorsa Apple ha tenuto una conferenza stampa per parlare dei problemi di antenna di iPhone 4, offrendo come soluzione momentanea dei bumper gratuiti a tutti gli utenti. I bumper sono dei case in silicone che proteggono l'antenna del dispositivo. Natuaralmente la curiosità di verificare se fossero stati registrati domini legati ai bumper è stata soddisfatta dall'autore di Dot Weekly, il quale ha scoperto come i due nomi a dominio migliori fossero già stati presi. Parliamo di BumperCase.com e AppleBumper.com. Ciò che però stupisce maggiormente è la data di registrazione dei due domini: il primo registrato il 7 Giugno 2010 e il secondo l'8 Giugno 2010, ben [...]

2010-07-20T17:16:32+00:00 20/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting|

Paris Hilton nel mondo della dispute per nomi a dominio

Anche la ricca e capricciosa ereditiera Paris Hilton si è dovuta rivolgere al WIPO Arbitration and Mediation Center reclamando i diritti sul nome a dominio paris-hilton-perfume.net. "Paris Hilton" non è solo il nome dell'amata/odiata celebrità (??), ma anche un marchio registrato che rappresenta la sua linea di abiti e profumi per uomo e animali. Il dominio Paris-hilton-perfume.net è stato registrato da Troy Rushton il 31 Marzo 2010 e, sebbene il caso non sia risolto, sappiamo bene come si concluderà. Cosa spinge persone come Rushton a scontrarsi con i grandi nomi, pur di mantenere un dominio? Foto | Flickr

2010-07-19T12:03:24+00:00 19/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Google: ancora dispute

Google non perdona quando si tratta di nomi a dominio: tra le dispute attualmente in corso, si aggiunge quella per ottenere il nome a dominio GoogleDNS.org. Il gigante di Internet si sarebbe rivolto ancora al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio, in quanto contenente il marchio registrato "Google". GoogleDNS.org è stato registrato da Haishan Zhao ed aggiornato il 18 Giugno 2010. La conclusione del caso è praticamente certa, ma in ogni caso attendiamo la sentenza definitiva. Foto | Flickr

2010-07-15T17:13:02+00:00 15/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio, Google|

Google lotta per ottenere Googledoc.com e Verizon vince Verzon.com

Google è come sempre agguerrita quando si tratta di dispute per nomi a dominio. La compagnia si trova nuovamente in ballo, dopo essersi rivolta al National Arbitration Forum reclamando i diritti sul nome a dominio Googledoc.com. Come ormai sappiamo bene, esiste il marchio registrato "Google" e il dominio contestato lo contiene senza ombra di dubbio. Googledoc.com è stato registrato da Ravi Mani e aggiornato al 17 Giugno 2010. Mentre si attende il praticamente ovvio risultato di questa disputa, veniamo a conoscenza della vittoria di un altro colosso: Verizon ottiene il nome a dominio Verzon.com, contestando lo sfruttamento di un errore typo molto comune da parte degli utenti. Foto | Flickr

2010-07-12T16:09:02+00:00 12/luglio/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|