La Fox perde contro la Dish

La Dish e la Fox, entrambi network importanti, hanno da tempo in ballo una disputa contrattuale e alcune cause riguardanti dei nomi a dominio. Nel caso dei domini, la Fox (conosciuta anche in Italia tramite i canali satellitari) ha perso l'arbitraggio, risoltosi in favore della rete concorrente. I nomi a dominio oggetto della contestazione sono i seguenti: foxshakedowndish.com weofferedfoxafairdeal.com foxrefused.com jointhefightagainstfox.com Sebbene questi domini includano chiaramente il marchio registrato Fox e abbiano una vena diffamatoria, i tre panelist del National Arbitration Forum hanno deciso che non dovessero essere trasferiti. Due dei tre panelist, infatti, ritengono che i siti web legati ai nomi a dominio dimostrino chiaramente come questi non siano legati alla Fox in via ufficiale, ma costituiscono un esempio di libertà di parola. Una decisione abbastanza fuori dal comune, non trovate anche voi? Foto | Flickr

2010-11-25T15:34:16+00:00 25/novembre/2010 |Brand protection, Dispute nomi a dominio|

Il New York Times perde un nome a dominio

Anche i colossi dell'informazione ogni tanto perdono una sfida. In questo caso il protagonista è il New York Times, prestigioso quotidiano statunitense, che si è rivolto al National Arbitration Forum per ottenere il nome a dominio DealBook.com, ritenuto troppo simile ad un proprio marchio registrato, utilizzato anche in cattiva fede. Tl New York Times ha sostenuto nella denuncia che il suo sito web DealBook è uno dei propri portali con contenuti di maggior successo, onostante il concorrente si difenda dichiarando di aver registrato ed utilizzato il dominio conteso sin dal Marzo 2004. Il dominio in questione è sempre stato usato per contenuti legati alla pubblicità online di videogiochi e viaggi, la cui registrazione è precedente all'utilizzo che il New York Times ha fatto del marchio per pubblicazioni finanziarie. Gli argomenti trattati su DealBook.com, inoltre, nulla hanno a che fare con i contenuti pubblicati dal colosso dell'informazione. Per risolvere questo interessante [...]

2010-11-24T12:18:43+00:00 24/novembre/2010 |Brand protection, Dispute nomi a dominio|

Appl.com: Apple ha il diritto di pretenderlo?

Sembra che Apple non rimanga del tutto inerme di fronte all'appropriazione di domini contenenti il marchio e che si rivolga regolarmente al World Intellectual Property Forum per ottenerne il trasferimento. Durante la scorsa settimana Apple ha aperto una disputa per ottenere due domini che sembrano dei typo di Apple: Appl.com e aplle.com. In realtà, ad un primo sguardo, sembra che Appl.com sia un nome a dominio generico da quattro caratteri, anche se una pubblicità pay-per-click presente fa riferimento alla Apple, mettendo in discussione qualsiasi buona fede. Apple ha già combattuto per ottenere aple.com, appl-e.com e apples-stores.com in passato, vincendo la disputa, anche se i domini non portano ancora (a distanza di un anno) ad Apple.com. In ogni caso, ritenete che Apple abbia il diritto di avanzare pretese su un dominio come Appl.com? Foto | Flickr

2010-11-15T12:11:36+00:00 15/novembre/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

La scuola di Hogwarts ha il proprio nome a dominio

I fan di Harry Potter, piccoli o grandi che siano, sapranno certamente di cosa parlo: la scuola di Hogwarts ha ottenuto il proprio nome a dominio. Parliamo della Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry di cui si parla nei libri e film di Harry Potter, il maghetto occhialuto più famoso del mondo. La Warner Bros. Entertainment ha avviato un processo UDRP per ottenere il nome a dominio Hogwarts.com. La Warner Bros. detiene i diritti sulla serie dall'1 Giugno 1998, mentre il nome a dominio oggetto di discussione è stato registrato il 20 Aprile 1999. Il nome a dominio risultava parcheggiato e pieno di pubblicità a merchandise legato ad Harry Potter. Ovviamente ha vinto il colosso cinematografico, ma perchè ci ha messo tanto prima di reclamare i propri diritti?

2010-11-03T17:14:24+00:00 03/novembre/2010 |Brand protection, Dispute nomi a dominio|

Anche Brad Pitt si rivolge al National Arbitration Forum

Anche lo splendido attore Brad Pitt ha dovuto rivolgersi al National Arbitration Forum per ottenere il trasferimento del nome a dominio BradPittApp.com, reclamando l'utilizzo improprio del nome di persona. Secondo i dati di whois, il nome a dominio è stato registrato nel Dicembre del 2009 in Florida da Mircea Roibu. Come sappiamo, il nome proprio dei VIP viene spesso trattato similmente ad un marchio registrato anche se non risulta "brevettato"; in ogni caso dovremo attendere la decisione del panelist per sapere se Pitt metterà le mani sul dominio conteso.

2010-11-02T16:34:42+00:00 02/novembre/2010 |Dispute nomi a dominio, Identità online|

Paris Hilton ottiene ParisHiltonHeiress.com

Il WIPO (World Intellectual Property Organization) ha annunciato la conclusione di un ennesimo arbitraggio a favore di Paris Hilton per quanto riguarda i diritti del nome di dominio internet ParisHiltonHeiress.com, ove heiress significa "eredi". Tutto è cominciato quando Paris Hilton ha deposto una denuncia affermando i propri diritti sul nome a dominio, contenente nome e cognome della più famosa ereditiera. La Hilton, per non sbagliare, ha inoltre registrato il proprio nome di persona come marchio per una line di abbigliamento sia per animali domestici che per persone. Gli avvocati della Hilton hanno inoltre sostenuto la mala fede di chi ha registrato il dominio, un commerciante che avrebbe richiesto 4.700 dollari per il trasferimento, tentando il colpaccio. Il Panel non poteva che decidere in favore della viziata Paris, abituata a vincere in ogni contesto. Foto | Flickr

2010-10-18T15:15:57+00:00 18/ottobre/2010 |Brand protection, Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

AOL possiede Patch.com, ma non può ottenere wwwPatch.com

AOL possiede ufficialmente il nome a dominio Patch.com, ma non è riuscita ad ottenere wwwPatch.com, un chiarissimo caso di typosquatting, nonostante l'appello al National Arbitration Forum. Gli avvocati di AOL davano per scontata la vincita, ma qualcosa è andato stranamente storto, forse non sono state fornite abbastanza prove. Il Panelist che si è occupato del caso, infatti, ha trovato che wwwPatch.com fosse troppo simile al marchio PATCH di AOL e che il proprietario del dominio non avesse interessi legittimi nel registrarlo. Il problema è che AOL non è riuscita a provare la cattiva fede. La compagnia ha ottenuto il nome a dominio Patch.com il 4 Febbraio 2009. Il dominio contenete il typo è stato registrato soli 8 giorni dopo, ma AOL ha richiesto il brevetto del marchio solo successivamente, quindi il Panelist ha ritenuto che AOL non potesse avanzare diritti a posteriori. AOL ha quindi perso la causa. Un risultato [...]

2010-10-15T16:41:22+00:00 15/ottobre/2010 |Brand protection, Dispute nomi a dominio|

Arbitrato consegna nelle mani di Google il sito GoogleApp.com

Un arbitro aderente al National Arbitration Forum ha assegnato il nome a dominio GoogleApp.com a Google. La società americana ha infatti recentemente presentato un ricorso vantando i diritti sul nome a dominio conteso. Come ormai sappiamo benissimo, Google possiede infatti molti marchi registrati per comprendenti la parola "Google". Di conseguenza, la tesi sostenuta per il ricorso è che il nome a dominio fosse simile in modo "sospetto" al loro marchio. Inoltre, l'altra tesi sostenuta (molto spesso in parallelo, in questo tipo di ricorsi) è che il dominio sia stato registrato in cattiva fede. Il WHOIS riporta infatti il nominativo di “Ruslan Moussaev” come registratario del nome a dominio, cosa che ha fatto propendere il panelist nel non trovare alcun motivo per il quale potesse essere stato registrato in buona fede, in quanto non legato al nome del registrante. L'ovvia conclusione è che il panelist ha optato per il trasferimento del [...]

2010-10-11T15:29:23+00:00 11/ottobre/2010 |Cybersquatting, Dispute nomi a dominio, Google|

Miss Universo si scaglia contro i domini legati ad un video pornografico

Gli organizzatori del concorso Miss Universo hanno ingaggiato la propria piccola lotta contro il cybersquatting, questa volta a sfondo pornografico. Rivolgendosi al World Intellectual Property Forum, l'organizzazione chiede di mettere mano su due nomi a dominio che promettono video a luci rosse sfruttando le parole Miss Universe: il primo è missuniversesexvideo.com, legato ad un sito che promette di avere un video legato allo scandalo sessuale scoppiato durante il concorso lo scorso anno, e missusasex.com, legato a più generiche web cam. Si tratte delle prime richieste di arbitraggio dopo un caso perso nel 2005. Attendiamo di sapere come andrà a finire questa vicenda.

2010-10-04T15:41:29+00:00 04/ottobre/2010 |Cybersquatting, Dispute nomi a dominio|

Pamela Anderson vince un arbitraggio

Ad agosto vi ho raccontato il caso della procace attrice Pamela Anderson, rivoltasi al WIPO Arbitration and Mediation Center per reclamare i propri diritti sul nome a dominio PamAnderson.com. Come già vi dissi questa estate, le probabilità che la Anderson vincesse la disputa erano altissime poichè è prassi considerare i nomi delle celebrità come protetti da diritti negli Stati Uniti e così è stato: l'attrice ha vinto la disputa ottenendo il dominio. Il nome a dominio, secondo i dati di whois, risulta registrato nel Marzo del 1997, anno in cui ancora andavano forte i serial televisivi con la Anderson come Baywatch. Colui che ha registrato il dominio, inoltre, agiva in cattiva fede poichè ha registrato tutta una serie di domini legati all'attrice, tutti contestati: pamelaanderson.com nel Novembre del 1996; pamanderson.com nel Marzo 1997; pamelalee.com nel Marzo 1997 e pamelaanderson.net nel Febbraio 1998. Foto | Flickr

2010-10-04T12:31:17+00:00 04/ottobre/2010 |Brand protection, Dispute nomi a dominio|