Libertà di informazione, si cambia davvero?

La notizia sta circolando in queste ore e riguarda da vicino tutti coloro che in rete lavorano, trascorrono il tempo libero o sono in ogni caso interessati a notizie specifiche (anche audio e video) e vogliono diffonderle o condividerle. Il prossimo 6 Luglio infatti entrerà in vigore una delibera dell' Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che prevede la cancellazione del contenuto protetto da copyright entro 48 ore dalla segnalazione, senza distinguere tra blog, portali, banche dati, siti e quant'altro. Chiunque violi il diritto d'autore verrà "punito" con la cancellazione del sito/blog/banca dati con inibizione dell'indirizzo IP. Una delibera più complessa di quello che sembra forse ad un primo impatto, che potrebbe di fatto condizionare la libertà di informazione o quanto meno causare non pochi problemi a chi sceglie di pubblicare notizie, audio, video provenienti da altri, pubbliche e dunque libere. In rete si avverte come è stato per altri casi [...]

2011-06-28T10:54:25+00:00 28/giugno/2011 |Identità online|

Business.co.uk, uno dei primi domini UK, viene rilanciato

Il nome a dominio Business.co.uk, uno dei primi domini creati in UK, verrà rilanciato ed utilizzato come sito di supporto per una startup no-profit che mostra offerte con altre grandi compagnie quali BT, NatWest e AXA Insurance. È Nick Ogden l'imprenditore appassionato 55enne che possedeva il dominio, dopo averlo acquistato nel lontano 1994. L'idea di utilizzare il dominio, però, gli è venuta solo due settimane fa dopo aver sentito parlare uno dei Ministri a riguardo al tentativo di raddoppiare il numero di imprenditori in erba da aiutare con lo schema New Enterprise Allowance. Ogden ha contattato i CEO di grande aziende (con ben 15mila email) e ha ottenuto successo. Un buon esempio di utilizzo di un dominio lasciato a "decantare" per troppo tempo.

2015-06-26T10:45:06+00:00 21/gennaio/2011 |Identità online|

Il Financial Times: controllo sul Web dei governi e ritardo dei nuovi gTLD

Il controllo di internet da parte dei governi è apparentemente una battaglia senza fine tra governi e relativi sostenitori da un lato, solitamente chi ne guadagnerebbe qualcosa, e gli oppositori dall'altro. Il Financial Times ha pubblicato un articolo sul tema, partendo da WikiLeaks il cui "indomabile flusso di rivelazioni ha comportato l'intensificarsi degli sforzi da parte dei governi per esercitare maggiore controllo sulle informazioni e la complessa tecnologia che fa da sfondo alla loro disponibilità su internet. Dalle Nazioni Unite all'organismo di autogoverno che supervisiona gli indirizzi web, i paesi stanno lavorando per affermare maggiore autorità, con maggiore successo". L'articolo poi tratta dei nuovi Top Level Domain generici e il FT sostiene che le proteste dei governi sarebbero state fra le principali cause del ritardo nell'introduzione di queste nuove estensioni. "I reclami ufficiali da parte del governo americano hanno contribuito a ritardare il debutto di diversi nuovi gTLD. Le grandi [...]

2010-12-30T15:54:37+00:00 30/dicembre/2010 |Identità online|

Ed Vaizey, Ministro della cultura UK, propone un "servizio di mediazione" su Internet

Ed Vaizey, Ministro della cultura inglese, ha avanzato la proposta di un servizio di mediazione che aiuterebbe i cittadini a rimuovere informazioni personali errate/non accurate da Internet, rendendo tutto il processo più semplice da gestire. Il politico ha citato il caso di una casa rifugio per donne apparsa su Google Street View, un caso esemplare in cui un servizio di mediazione sarebbe stato ottimale per cancellare i dati e salvaguardare la sicurezza di queste donne in tempi brevi. Al momento il peso di qualsiasi mediazione di questo tipo ricade sui provider di servizi Internet, oltre che sulle compagnie che si occupano di dispute per nomi a dominio come Nominet in UK. Vaizey ha infatti dichiarato: Nominet, il Registry che si occupa dei nomi a dominio .UK, svolge un efficiente ruolo di mediazione per la disputa dei domain name con costi relativamente bassi. È comunque utile che il Governo discuta con [...]

2010-11-04T13:54:36+00:00 04/novembre/2010 |Identità online|

Anche Brad Pitt si rivolge al National Arbitration Forum

Anche lo splendido attore Brad Pitt ha dovuto rivolgersi al National Arbitration Forum per ottenere il trasferimento del nome a dominio BradPittApp.com, reclamando l'utilizzo improprio del nome di persona. Secondo i dati di whois, il nome a dominio è stato registrato nel Dicembre del 2009 in Florida da Mircea Roibu. Come sappiamo, il nome proprio dei VIP viene spesso trattato similmente ad un marchio registrato anche se non risulta "brevettato"; in ogni caso dovremo attendere la decisione del panelist per sapere se Pitt metterà le mani sul dominio conteso.

2010-11-02T16:34:42+00:00 02/novembre/2010 |Dispute nomi a dominio, Identità online|

Furto di identità: i danni nel settore nomi a dominio

La storia del furto di identità di Chris Hartnett può essere un esempio, piuttosto spaventoso, delle conseguenze dirette e indirette di questo tipo di crimine anche nel mondo dei nomi a dominio. Il ladro avrebbe utilizzato l'identità di Hartnett, personalità piuttosto conosciuta nel mondo dei nomi a dominio, per compiere attività fraudolente tra le quali offrire ed acquistare nomi a dominio all'asta, oltre a rubarne degli altri per metterli a loro volta all'asta a nome di Hartnett. Dalle prime stime, i danni derivanti dalle attività illecite ammontano al momento a 60.000 dollari. Hartnett non è però l'unica parte danneggiata in tutto ciò, ma ci sono anche le altre vittime colpite dalle frodi: gli offerenti legittimi alle aste e i partner dei registrar coinvolti. Coloro che avevano messo all'asta i nomi a dominio e si sono visti truffati avranno una sorta di rimborso o la possibilità di rimettere all'asta i domini. [...]

2010-10-05T12:50:09+00:00 05/ottobre/2010 |Identità online, Nomi a dominio|

Politici e domini: candidati, opposizione e la guerra dei domain name

Il cybersquatting e le sue derivazioni entrano in azione anche nel mondo della politica, soprattutto per quanto riguarda quella statunitense, come il New York Times ci racconta. Un esempio eclatante del fenomeno: sarebbe logico pensare che il dominio BobMenendez.com appartenga al Senatore Robert Menendez del New Jersey, presidente del comitato che si occupa della campagna per i Senatori Democratici, e invece no. Il dominio è infatti di Sharron Angle, candidata al Senato per i Repubblicani in Nevada, e lo utilizza per la propria campagna elettorale contro i Democratici. Digitando infatti BobMenendez.com si viene direttamente reindirizzati a Sharronangle.com. Allo stesso modo il nome a dominio BenQuayle.com non ha nulla a che fare con la candidatura del figlio dell'ex Vice Presidente Dan Quayle, che concorre per il Congresso in Arizona. Tra gli inserzionisti che hanno utilizzato il sito spicca anche il Democratic National Committee, che ha promosso la corsa politica di Obama, [...]

2010-09-16T16:16:10+00:00 16/settembre/2010 |Brand protection, Identità online|

Uomo cambia nome in Hostgator

Secondo quanto riportato da diverse fonti, in Alaska un uomo ha cambiato legalmente nome in Hostgator Mel Dotcom. L’iniziativa sarebbe una trovata pubblicitaria di dubbio gusto. Già qualche mese fa Hostgator aveva annunciato che avrebbe pagato “Billy the Human Billboard” per essersi fatto tatuare hostgator.com sulla schiena. Dato che Billy vuole entrare nel Guiness dei Primati, come la persona con più tatuaggi pubblicitari al mondo, qualcuno ha pensato che cambiare anche il proprio nome sarebbe stata una bella mossa pubblicitaria. Nel proseguo del post, un video con Hostgator Mel Dotcom. Chissà se ora avrà abbastanza denaro per riparare la porta del bagno, che come si vede è ridotta in pessime condizioni… […]

2010-08-23T11:23:18+00:00 23/agosto/2010 |Identità online|

Caso WikiLeaks: più attenzione verso i servizi di Whois privacy?

Il caso di WikiLeaks, con la minaccia di chiusura, porterà nuova attenzione ai servizi di whois privacy? WikiLeaks è un sito che ha pubblicato centinaia di documenti riservati e segreti del governo Americano a riguardo della guerra in Afghanistan e, prevedibilmente, è stato minacciato di chiusura. Anche se il caso ha permesso di conoscere chi sta dietro WikiLeaks, la situazione permette di riflettere nuovamente sui servizi di whois privacy e servizi proxy. WikiLeaks.org è stato registrato nel 2006 utilizzando un servizio di privacy offerto dal registrar. I dettagli di whois attuali per WikiLeaks.org sono cambiati continuamente, ma al momento questo è quello che vediamo: Registrant Name:John Shipton c/o Dynadot Privacy Registrant Street1:PO Box 701 Registrant Street2: Registrant Street3: Registrant City:San Mateo Registrant State/Province:CA Registrant Postal Code:94401 Registrant Country:US Registrant Phone:+1.6505854708 Registrant Phone Ext.: Registrant FAX: Registrant FAX Ext.: Registrant Email: privacy@dynadot.com In quanto servizio di privacy, viene indicato il nome [...]

2016-03-16T14:59:53+00:00 04/agosto/2010 |Identità online|

Domain parking: gli scammer diventano più aggressivi

Qual è il problema numero uno riscontrato dalle compagnie di domain parking? La frode. Solo l'1% degli account richiesti a queste compagnie viene preso in considerazione, poichè il 99% cerca di ottenere un account per perpetrare frodi. Gli scammer usano avanzare più domande fittizie contemporaneamente, con la speranza che almeno una sfugga all'attento controllo e venga presa in considerazione. Ciò che le compagnie di domain parking hanno notato, però, è che gli scammer sono diventati molto più aggressivi ultimamente. Uno dei tentativi meglio riusciti è quello di inviare una email alla compagnia di parking dichiarando di aver lavorato per il possessore di un vasto portfolio di domini. Chiedendo una teleconferenza per discutere del servizio richiesto, lo scammer è stato smascherato. Le armi utilizzate dagli scammer sono molte, in realtà: rubando il numero di previdenza sociale o l'ID con cui vengono pagate le tasse di un domainer, gli scammer a volte [...]

2010-06-25T12:20:07+00:00 25/giugno/2010 |Identità online, Nomi a dominio|