Go Daddy: il servizio Certified Domain è inutile

Se avete $2.99 da buttare, potreste provare il nuovo servizio "Certified Domain" offerto da Go Daddy. Pensato per coloro che possiedono domini e vogliono ispirare fiducia negli utenti, tutto quello che il servizio fa in realtà è fornire un piccolo sigillo grafico da inserire sul sito per dimostrare che ne siete i veri possessori. Go Daddy pubblicizza il servizio assicurando che “dimostra agli utenti chi sono i reali possessori del dominio visitato". Come ben sappiamo, Internet è pieno di squali e di furbi: dimostrare che si possiede un dominio non assicura in nessun modo che il sito sia sicuro e che i dati degli utenti non vengano sfruttati malamente. Il "Certified Domain" non garantisce alcuna sicurezza, dato che Go Daddy non verifica l'integrità dei contenuti del dominio. La sicurezza è ben altra cosa.

2010-03-19T11:46:11+00:00 19/marzo/2010 |Identità online, Nomi a dominio|

PleaseRobMe.com: un dominio voluto per rivelare i pericoli del social networking

Un domain name tedesco, chiamato Please Rob Me, è stato acquistato per realizzare un sito volto a informare sui pericoli legati ai social network e alla condivisione di informazioni. Il sito utilizza uno stream di dati legati aFoursquare, un social network location-based in cui si gioca e gli utenti si scambiano informazioni sulla propria posizione attuale. Il problema nasce quando alcuni utenti condividono la propria posizione geografica su Twitter, diventando pubblicamente consultabile. Frank Groeneveld, uno dei fondatori di Please Rob Me, ha rivelato come voglia aiutare gli utenti a proteggersi. PleaseRobMe.com è certamente un dominio rilevante, semplice da ricordare al colpo d'occhio.

2018-03-05T15:14:16+00:00 22/febbraio/2010 |Identità online, Nomi a dominio|

Il 77% delle informazioni di WhoIs sono inesatte secondo l'ICANN

Più dei tre quarti (il 77%) di tutte le informazioni di Whois disponibili per i cinque maggiorni Top Level Domain generici (.COM, .ORG, .NET, .INFO e .BIZ) riportano dati incompleti, secondo quanto rivelato da un sondaggio del National Opinion Research Center (NORC) per l'ICANN. Solo il 23% dei dati di Whois inseriti durante la registrazione di un domain name sono del tutto completi. Secondo lo studio, sono due le barriere che impediscono di avere corrette informazioni di WhoIs. La prima riguarda la privacy e il non interesse nei confronti del valore del dominio stesso. Il 20% delle persone intervistate si dichiara completamente ignaro dell'utilizzo del WhoIs, non comprendendo quindi il bisogno di fornire dati sensibili corretti. La seconda grossa barriera riguarda le traduzioni: molti domainer provenienti dalla Cina e dai paesi orientali hanno difficoltà nella comprensione delle richieste per il WhoIs. Foto | Flickr

2016-03-16T16:10:06+00:00 17/febbraio/2010 |Identità online|

Telecom.co.uk venduto per 15.000 sterline

Tra le vendite interessanti di nomi a domini avvenute durante i giorni scorsi ne troviamo una in particolare. Si tratta dell'asta per il nome a dominio Telecom.co.uk, conclusasi con un acquisto per 15.000 sterline, pari a circa 17.000 euro. Il nome a dominio ha una rilevanza indiscutibile, poichè legato ad un operatore telefonico presente in quasi tutti i paesi del mondo. Probabilmente la vendita è stata penalizzata dall'estensione .co.uk, di poco impatto rispetto ad una estensione come .com o .org. Foto | Flickr

2016-03-16T17:53:37+00:00 16/febbraio/2010 |Identità online|

Il ccTLD .ro raggiunge i 435.000 domini registrati

Il numero totale di nomi a dominio legati alla Romania continua a crescere, almeno secondo quanto dichiarato dal Romanian Top Level Domains. L'anno 2010 è infatti iniziato con ben 435.000 nomi a dominio .ro registrati, comportando un aumento del 25% rispetto all'anno scorso. Flaviu Radulescu, general manager della società Hostway Romania, ha dichiarato: Secondo il nostro report, sebbene il 2009 avesse registrato un incremento nella registrazione dei domini .ro, la crescita risulta addirittura il 30% inferiore rispetto al 2008. Riteniamo che questo trend sia rappresentativo per lo sviluppo dell'intero mercato. Sembra che l'aumento di domain name legati alla Romania sia una diretta conseguenza dell'aumento di utenti su Internet. Foto | Flickr

2016-03-16T17:53:51+00:00 16/febbraio/2010 |Identità online|

Il suffisso ".mobi" acquistato da una società irlandese

Una azienda irlandese è in dirittura d’arrivo per l’acquisizione della venture fondata da un gruppo di società tecnologiche e delle telecomunicazioni che aveva sviluppato il suffisso".mobi" per i siti sviluppati per la telefonia mobile. La società — Afilias — già possiede ".info" ed ha posto sotto contratto ".mobi" ed altre desinenze. Ora, possedendo a tutt gli effetti ".mobi", Afilias riceve i diritti annuali per ciascuno degli oltre un milione di domini ".mobi" registrati. I termini finanziari dell’operazione non sono stati comunicati. Il suffisso ".mobi" ha visto la luce nel 2006 come “canale di sfogo” dei normali siti istituzionali o di notizie adattati in termini di grafica e programmazione per gli smartphones. I fondatori della joint venture che fino ad oggi ha posseduto il suffisso, la mTLD Top-Level Domain Ltd., include Nokia Corp., Microsoft Corp., Google Inc. e T-Mobile. Foto | Flickr

2016-03-16T17:55:07+00:00 12/febbraio/2010 |Identità online|

La polizia inglese chiude 1200 domini .co.uk

La Central e-Crime Unit (PCeU) della Metropolitan Police inglese ha annunciato oggi che, in accordo con il Registro per l'estensione .uk, ha chiuso più di 1200 domini .co.uk. I domini in questione venivano utilizzati da organizzazioni criminali, le quali creavano interi network per lo scamming e il phishing. Molti di questi siti vestivano i panni di store online, permettendo di ordinare beni di vario genere a prezzi stracciati. Gli utenti, attratti dal facile affare, venivano derubati dei soldi e dei dati personali sensibili. L'indagine ha rilevato guadagni intorno ai milioni di pounds. Il cybercrimine è spesso difficile da perseguire, ma in questo caso la PCeU è riuscita a fare un po' di pulizia. Foto | Flickr

2009-12-10T20:14:35+00:00 10/dicembre/2009 |Cybercrime, Identità online|

Brand protection: la MSNBC vittima dello scarso controllo

Normalmente quando parliamo di brand protection intendiamo un'insieme di azioni volte a tutelare il marchio registrato di una azienda, come la definizione di parole chiave da monitorare, il monitoraggio periodico del marchio stesso su Internet, il controllo su chi utilizza impropriamente il marchio registrato e le eventuali contromosse. Nell'era della presenza su social network e servizi di microblogging, la difesa della propria identità online è diventata di primaria importanza. Un esempio di monitoraggio mal riuscito, con conseguenze al limite del disastroso, è quello della MSNBC, una rete televisiva statunitense. L'account Twitter legato all'emittente ha infatti pubblicato tweet offensivi e diffamanti, come potete vedere dalle immagini. Dopo una breve sospensione dell'account, la MSNBC ha dichiarato che l'account Twitter non è mai stato sotto il suo controllo, ma era in mano a non precisati utenti che lo utilizzavano per diffonderne i titoli delle notizie. Questo si configura come un perfetto esempio di [...]

2009-11-09T16:44:22+00:00 09/novembre/2009 |Brand protection, Identità online|

Cos’è il Pharming e come difendersi

Il pharming è molto simile al phishing: si tratta di un metodo utilizzato per le truffe informatiche. Il phishing viene effettuato esclusivamente lato client: la vittima viene invitata a cliccare su collegamenti che portano a siti quasi identici a quelli di banche e invitano ad inserire propri dati personali. I dati personali vengono così rubati. Il pharming invece agisce o attaccando il server o attaccando il client, rendendo molto più complicata la difesa. I responsabili infatti agiscono sia sui server DNS che sull'utente finale. Il pharming detto “locale” reindirizza l'utente da siti Web legittimi verso siti fasulli, utilizzando l'attacco mediante la cache DNS. Viene modificata la parte del sistema che determina quale sito Web è presente a un dato indirizzo prima ancora che la ricerca su Internet parta. L'utente colpito immette l'URL corretto, ma finirà su un sito il cui IP è falso. In questo caso il malintenzionato deve infiltrarsi [...]

2017-10-11T14:30:57+00:00 05/novembre/2009 |Cybercrime, Identità online|

A Milano la terza edizione dell’Online Brand Protection Day

Terza edizione per l'Online Brand Protection Day, organizzato dal nostro sponsor Register.it. L'OBP Day è una giornata dedicata alle tematiche del mondo dei nomi a dominio e della protezione del brand online. Durante la mattina interverrà Stefano Sordi (Senior Manager Domains DadaPro) mentre Olof Nordling (Director, Services Relations - ICANN) relazionerà sulla liberalizzazione dei nuovi gTLDs*. Leena Ballard (Legal Officer WIPO) parlerà dell'opportunità e dei rischi dei nuovi domini generici, Fabien Chalandon (Vice Chairman Telnic) illustrerà il nuovo modo di farsi trovare sul Web con il dominio .tel e Giuseppe d’Antonio (Managing Director Simply DadaPro) interverrà sul modo semplice di fare pubblicità in Rete con Simply. Il pomeriggio sarà dedicato ad incontri individuali con gli esperti di Register.it. La partecipazione è gratuita previa prenotazione dal sito Register.it. Per tutti gli interventi in lingua inglese sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea. Appuntamento a Milano, via Balzan 3, Sala Buzzati, presso [...]

2013-11-29T17:20:29+00:00 05/novembre/2009 |Brand protection, Eventi Domini, Identità online|