Nuove contestazioni all’ICANN per il dominio .amazon

2013-04-29T13:22:28+00:00 29/aprile/2013 |Dispute nomi a dominio|

AmazzoniaNuove contestazioni all’ICANN (Internet Corporation for Assigned Named and Numbers) per le concessioni di alcuni domini richiesti da Amazon.  Dopo la questione sulle estensioni “.kindle” e “.book”, la cui domanda era stata fortemente criticata dalle associazioni di editori di tutto il mondo, l’azienda guidata da Jeff Bezos si trova di nuovo in mezzo ad una querelle in merito ai nomi a dominio. Stavolta i protagonisti sono i governi di Perù e Brasile che hanno presentato una denuncia all’ICANN  per la concessione ad Amazon del domino .amazon. I due paesi dell’America Latina lamentano proprio il termine “amazon” che in inglese significa Amazzonia, ovvero la grande foresta pluviale situata per la maggior parte in Brasile ed estesa anche in Perù ed altri paesi del sud America. L’esclusiva di quel nome al colosso americano infatti vorrebbe dire negare di fatto la possibilità di altri utilizzi più nobili,  come ad esempio la tutela ambientale di quello che viene considerato un polmone del mondo o la diffusione e promozione dei diritti delle popolazioni indigene che abitano l’Amazzonia.

Quello che i due paesi chiedono è quindi che venga annullata la concessione del dominio ad Amazon, in virtù del fatto che nessuna azienda privata deve avere l’esclusività di utilizzo di un dominio che identifica un’area così importante della terra. Nella denuncia infatti si legge: «la concessione dei diritti esclusivi […] a una società privata impedirebbe l’uso di questo dominio per scopi di interesse pubblico in relazione alla tutela, promozione e sensibilizzazione sui temi legati al bioma Amazzonia. Significherebbe anche ostacolare la possibilità di utilizzo di tale dominio all’insieme delle pagine Web correlate alla popolazione che abita in questa regione geografica»

Amazon non è la sola azienda ad aver avuto problemi di questo tipo. Contestazioni simili sono partite anche da altri governi di altri paesi. L’Argentina ad esempio aveva obiettato la richiesta del marchio di abbigliamento statunitense Patagonia, per l’omonima regione geografica sulla considerazione che si tratta di «una regione importante per l’economia del paese perché ha il petrolio e ha molte risorse legate alla pesca, all’estrazione mineraria e all’agricoltura. È anche una regione con una comunità locale vivace, ed è una destinazione turistica molto importante».; il governo di Pechino si era opposto all’estensione .shangrila richiesta dalla famosa catena alberghiera per proteggere gli interessi di una regione dello Yunnan, che si chiama proprio Shangri-la.

Per ora l’ICANN ha sospeso l’assegnazione dei domini contestati e ha fatto sapere che le decisioni saranno prese in occasione della riunione di Durban nel mese di luglio.