Pec: il Ministero dà indicazioni operative divergenti

2013-06-19T10:51:16+00:00 19/giugno/2013 |PEC|

pec Si torna a parlare di Pec a pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno che impone alle ditte individuali di comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle Imprese. Per le nuove imprese l’indirizzo Pec va presentato al momento in cui si deposita la domanda di iscrizione, altrimenti questa rimane sospesa fino alla comunicazione della casella di posta certificata. Se dopo 45 giorni non è ancora avvenuta l’integrazione dell’indirizzo Pec la domanda di iscrizione non viene accolta. Per quanto riguarda invece le imprese individuali che al 20 ottobre 2012 erano già costituite il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato alcune indicazioni operative con nota n. 53687 del 2 aprile 2013. Queste indicazioni però divergono in parte rispetto a quanto lo stesso Ministero aveva stabilito in precedenza per le imprese societarie. Le ditte individuali infatti non possono comunicare l’indirizzo Pec dello studio professionale che le assiste, perché altrimenti si potrebbero creare casi di più imprese con lo stesso indirizzo Pec. L’obbligo di comunicazione è legato infatti all’attivazione dell’indirizzario generale Ini-Pec. Il problema è che la circolare n. 3645/C del 3 novembre 2011 riconosceva alle imprese societarie la possibilità di comunicare l’indirizzo Pec dello studio professionale che lavora per loro oppure di un’altra società alla quale l’impresa è economicamente o giuridicamente collegata.

Questa divergenza ha creato confusione e ha dato vita a diverse interpretazioni. C’è quindi bisogno di un chiarimento che stabilisca se il divieto di comunicare un indirizzo Pec di terzi valga solo per le imprese individuali.

Sul tema si è espresso anche  l’Istituto nazionale tributaristi (INT) per voce del suo presidente Riccardo Alemanno. «Mi pare che il divieto di usare un indirizzo Pec già utilizzato anche da altri soggetti sia stato deciso da chi non conosce appieno le problematiche della realtà. È assolutamente necessaria una rettifica di tale divieto che non è previsto dalla legge ma solo da interpretazioni. Molti studi hanno dato il proprio indirizzo Pec alle ditte individuali meno strutturate, altri hanno aperto un unico indirizzo Pec per le imprese che non erano in grado di farlo, alcuni imprenditori utilizzano la Pec di altre aziende di proprietà o di familiari e così via».