La Brexit e i trecentomila domini .eu

2018-04-11T08:19:53+00:00 10/aprile/2018 |Domini web|

domini .euTempi duri per i domini .eu: la Commissione Europea ha stabilito la dismissione dei domini .eu registrati in Regno Unito.

La nota, pubblicata sul sito dell’Unione Europea sottolinea come a seguito della Brexit con cui il Regno Unito è uscito dall’Unione europea, si debba intervenire anche sui nomi a dominio con l’estensione .eu pari a 317.000 siti web.

Il provvedimento sarà attivo a partire da marzo 2019. La decisione mette in difficoltà EurID, che gestisce i domini .eu. La commissione europea ha dovuto quindi trattare anche con ICANN per rivedere le politiche legate alle registrazioni dei domini e agli indirizzi IP.

Non si conoscono bene i termini delle considerazioni fatte ma quel che è certa è la difficoltà di gestire e affrontare una situazione che vede da un lato l’uscita dall’UE e dall’altro le situazioni che ne derivano. Una tra queste è senza dubbio la possibilità di non avere più un ampio numero di domini .eu registrati, pronti a rappresentare una realtà concreta e senza dubbio valida a livello internazionale.

La scelta di sospendere i domini .eu ha suscitato molte contraddizioni e proteste. Da più parti questa presa di posizione da parte della Commissione europea è vista come un tentativo di ostacolare la libertà con cui Internet è cresciuta negli anni.

Non sappiamo ancora come andrà ma certamente è importante sottolineare come certe scelte a livello alto possano poi ripercuotersi nel quotidiano. La scelta di eliminare i domini .eu nel Regno Unito è abbastanza drastica ma speriamo non definitiva, perché comunque anche i domini .eu del Regno Unito hanno una loro ragione d’essere e sono rappresentativi a livello internazionale.

E sappiamo l’importanza di registrare un dominio che ha volere in tutta Europa e può davvero contribuire alla realizzazione di un’immagine del brand particolarmente efficace in un contesto, quello europeo in crescita e in continuo miglioramento. Per questo è importante capire come la Commissione europea interpreterà questa condizione e se deciderà di intervenire davvero per bloccare i domini .eu.